NAPOLI: ALLOGGI COMUNALI, LA GIUNTA TENDE UNA MANO ALLA LOBBY DEL MATTONE - SI' alla delibera per il "recupero" delle aree industriali dismesse -  "LA COLATA DI CEMENTO"- UNIONE INQUILINI: DAL PIANO CASA NIENTE ALLOGGI PER I MENO ABBIENTI.

 

dalla "CRONACHE DI NAPOLI" del 13 febbraio 2010 .pdf

dalla "cronaca di Napoli" NIENTE ALLOGGI PER I MENO ABBIENTI .pdf

La ‘colata di cemento’ tra riqualificazione, business, appetiti politici e imprenditoriali
giovedì,
febbraio 18, 2010 (di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)

A Napoli, il piano per la costruzione di diecimila alloggi ha radicato ‘il pensiero unico per il mattone’ ovvero si consolida l’egemonia culturale di un 'partito trasversale’. Un partito composto da esponenti politici, grandi aziende edili, cooperative, noti studi di consulenze e progettazione. Un partito nato per legittimare ristrutturazioni territoriali, colate di cemento in nome degli ‘interessi generali’.
I referenti istituzionali del pensiero unico si sono subito attivati. Ieri mattina si sono rriunite con ‘urgenza’ tre commissioni consiliari (territorio, ambiente, patrimonio) insieme al vice sindaco Sabatino Santangelo.
Non sono mancati all’appello i ‘referenti’ consiliari: Antonio Fellico (Pdci), Salvatore Guerriero (Pd), Alfredo Giordano (gruppo misto), Salvatore Parisi (Sinistra e libertà), Raffaele Carotenuto (Prc), Gennaro Centanni (Pd), Saverio Cilenti (Pd), Ciro Signoriello (Pdl), Domenico Palmieri (Nuovo Psi), Francesco Moxedano (Italia dei Valori).
Un’ urgenza che desta sospetti. “Sembra urgente la smania di regalare i suoli pubblici a qualche palazzinaro amico che alle elezioni regionali saprà come ricambiare il favore. La giunta comunale ha sfornato documenti e delibere per iil piano casa in tempo record – commenta Salvatore Varriale consigliere comunale del Pdl – con un’efficienza degna di cause migliori, hanno pianificato commissioni e consigli ad hoc per chiudere tutto in meno di una settimana”.
Anche l’architetto Aldo Loris Rossi non ha peli sulla lingua: “Si attuerà il saccheggio della città. Napoli non ha bisogno di case, ma di qualità della vita, verde, attrezzature e servizi”.
L’amministrazione comunale di Napoli intende legittimare un vero e proprio piano per la costruzione di diecimila nuovi alloggi, svendendo le aree dismesse industriali ubicate ad est, ovest e a nord della città.
Il Piano Urbanistico Attuativo di Bagnoli che ha accolto integralmente le proposte avanzate da Bagnoli Futura lo scorso 5 febbraio, è diventato ‘parte integrante del piano casa comunale’.
Dunque, una ‘bicamerale bipartisan’ del cemento. A est, dove è attiva una centrale turbogas e si realizzerà l’inceneritore, saranno costruite le ’solite’ case popolari.
Invece, nel quartiere operaio di Bagnoli, si realizzerà il vero business. Un quartiere che doveva diventare il simbolo della rinascita industriale della città, sarà oggetto di una nuova speculazione.
Le aree dismesse della Cementir, dell’ Italsider, dell’Eternit, delle Ferrovie, dell’ex Nato saranno svendute. Così come saranno svendute le aree della Mostra D’Oltremare, dello Zoo, dell’ Edenlandia.
La rimozione della colmata? La bonifica dei terreni pieni di amianto e di veleni?
Non sono una priorità. Dunque, si rafforzerà un sistema di potere monolitico composto da politici, grandi aziende delle costruzioni, gruppi editoriali, gruppi bancari, consulenti, rampolli delle famiglie della Napoli Bene. E i politici?
I politici sono interessati, insieme ad un sottobosco di sindacalisti, architetti ex no global, ad avere un appartamento (in cooperativa) possibilmente a trecento metri dal mare (infatti, la delibera di Santangelo sarà corretta prima nelle commissioni e poi in consiglio).
Circola un elenco di 1400 soci (alcuni molto noti) aderenti a undici cooperative di vari colori interessati al cosiddetto `housing sociale’ beneficiando dei finanziamenti a fondo perduto regionali. Recentemente il governatore Bassolino ha stanziato trenta milioni di euro per le case in cooperativa.
 

 

 

FaceBook