Un futuro rinnovabile (nucleare permettendo) contributo di Roberto Meregalli (Beati i costruttori di pace)

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Ieri il ministero per lo sviluppo economico (MSE), anticipando i dati di Terna (che gestisce la rete elettrica) e del GSE (il Gestore del mercato elettrico) ha annunciato i risultati 2009 della generazione elettrica da fonti rinnovabili.
Sono dati molto brillanti: dai 58,16 TWh (miliardi di chilowattora) generati nel 2008, si sarebbe passati a circa 66 TWh, ovvero più 13%.  Per avere un riferimento, nel 2008 i consumi domestici degli italiani erano pari a 68,4 TWh, pertanto potremmo concludere che la corrente che consumiamo in casa è ormai prodotta interamente con acqua, vento, sole, geotermia e biomasse.
In altre parole il 20% del consumo interno lordo del paese è stato prodotto nel 2009 con fonti rinnovabili.
ANEV, l’associazione di categoria dei produttori eolici, aveva già comunicato l’8 gennaio che la potenza installata nel 2009 è aumentata di 1.114 MW, un dato record considerando le difficoltà burocratiche che si incontrano nel nostro paese nel costruire una wind farm e considerando le difficoltà ad immettere in rete la corrente prodotta. Anev (insieme ad Enea, Aper e Ises Italia) hanno stimato in 6,7 TWh, l’energia elettrica prodotta col vento (pari al 2,1% del consumo interno lordo del 2009). 
Brilla nel vero senso della parola il fotovoltaico, che secondo MSE ha raggiunto la produzione record d 1 Twh (1.000 GWh), si pensi che nel 2008 la produzione era stata di soli 198 GWh, pertanto si tratterebbe di un aumento del 400%.
Ancora non si conoscono i dati relativi a quanta  potenza sia stata installata nel 2009, il contatore online del GSE indica 870 MW di installato totale (a inizio 2009 eravamo a 418MW), ma vanno considerati i ritardi nelle registrazioni; lo scorso anno, il 7 gennaio 2009, il GSE dichiaro’ che era stato raggiunto il tetto dei 280 MW, salvo poi rettificarlo a 418 nell’aprile seguente. Pertanto non è da escludere che alla fine i contatori del Gestore dei Servizi Energetici arrivino a una quota prossima ai 1.000 MW.
Questi dati sono molto positivi ma rendono ancora più urgenti misure rafforzative per evitare che le risorse sinora investite non siano sprecate. Innanzitutto per il fotovoltaico saranno decisive le nuove tariffe del Conto Energia che si attendono da mesi e che forse entro fine mese saranno presentate. Gli incentivi saranno ridotti (anche perché nel 2009 il costo dei pannelli è calato), ma sarà fondamentale evitare tagli drastici che congelerebbero il mercato e vanificherebbero le risorse sinora spese. Saranno decisivi, in particolare per l’eolico, interventi alla rete elettrica, senza i quali sarà inutile costruire nuovi impianti.
Gli interventi sulla rete sono di primaria importanza anche per abbassare il costo del chilowattora; recenti studi (Business integration partners) hanno quantificato in 320 milioni di euro il costo supplementare a carico dei contribuenti causato dalla strozzatura fra Calabra e Sicilia che alimenta un alto costo all’ingrosso dell’energia siciliana che influenza il prezzo medio nazionale.
Ma soprattutto, l’entità del futuro sviluppo delle rinnovabili in Italia (e nel mondo) sarà condizionato dallo spazio che prenderà il nucleare (vedi anche lo studio di Deloitte “Energy predictions Report”).
Nonostante le affermazioni tranquillizzanti dei nuclearisti, l’impegno economico richiesto dal piano nucleare italiano lascerebbe ben poche risorse alle altre fonti.

-Roberto Meregalli (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
Beati i costruttori di pace

 

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