La Cub non apprezza l’atteggiamento definito ondivago della multinazionale dell’alluminio: «Alcoa, è tempo di chiarezza». Entro il 7 gennaio comunque tutti i nodi dovranno essere sciolti - Da "LA NUOVA" 


IGLESIAS. La bozza di accordo non convince, e proseguono le critiche sindacali nei confronti di Alcoa per le indecisioni e le perplessità che la multinazionale del comparto alluminio continua a manifestare in molteplici occasioni ed in particolare, recentemente, dopo l’incontro di Roma.
In quell’occasione il Governo italiano ha predisposto un piano che dovrebbe rendere nuovamente competitivi sia lo stabilimento di Portovesme che quello, più piccolo, di Fusina.
Ad esprimere un giudizio negativo sul comportamento di Alcoa è la FLMUniti/Cub che in un comunicato che rievoca la storia recente della vertenza energia.
«Dopo aver preso atto dell’intesa sottoscritta da Governo italiano ed Alcoa il 10 dicembre scorso, tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo - spiegano i dirigenti Sergio Pisu, Stefano Lai, e Serafino Biffa - appurando che finalmente esiste un impegno formale tra le parti su una vicenda che dura ormai da anni. Le richieste di Alcoa sono chiare: la multinazionale chiede che siano fissate tariffe elettriche, per la produzione di alluminio primario in linea con la media europea, che sia annullata o ridotta la sanzione inflitta dalla commissione europea il 19 novembre scorso.
Nel comunicato, del giorno dopo, di Alcoa abbiamo constatato le perplessità dell’azienda legate alla capacità che gli strumenti messi a disposizione dal Governo possano produrre una reale riduzione delle tariffe elettriche e alla Possibilità à che le azioni intraprese possano essere in contrasto con le normative europee».
A meno di 24 ore dalla firma dell’accordo Alcoa, secondo i sindacalisti della Cub fa marcia indietro, ritenendo in qualche modo difficile che le assicurazioni del governo possano tramutarsi in atti concreti entro gennaio.
«La Cub disapprova questa pratica perché a poche ore dall’accordo - aggiunge Angelo Diciotti segretario territoriale Cub - hanno messo tutto in discussione. Ciò dimostra poca serietà da parte di un gruppo dirigente della multinazionale americana. Allo stesso modo rimaniamo perplessi per quanto constatato il 9 dicembre alla notizia (in seguito non confermata) di un mancato accordo, è seguito, il fuggi-fuggi di tutto lo staff dirigente dallo stabilimento, crediamo che si possa, senza ombra di smentita, dare atto agli operai della fabbrica, di aver sempre mantenuto un profilo di serietà e correttezza nei rapporti interpersonali e di non aver mani messo in pericolo l’incolumità di alcuno. Il sindacato di base sostiene ancora di essere moderatamente ottimista per la risoluzione della vertenza ed invita tutti i lavoratori a stare uniti e in stato di vigilanza. Attendiamo che Alcoa presenti un piano industriale - conclude il comunicato della Cub - che dovrà essere presentato prima del 7 gennaio prossimo». Per quella data i nodi saranno tutti sciolti. L’atteggiamento di Alcoa non potrà essere più “ondivago”, e una parola chiara sul futuro degli stabilimenti italiani, sulle loro prospettive e sulla Possibilità à di programmare un piano di investimenti.

Da "LA NUOVA", 15 DIC 2009

Di ERMINIO ARIU

 

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