Gravissimo incidente sul lavoro a Casalbordino (Chieti) - Secondo i soccorritori si è sfiorata una tragedia di grandi dimensioni. Tornano i dubbi sulla sicurezza dello stabilimento, che collabora anche con l'Esercito Italiano e la NATO.

 

Esplosione nella polveriera, feriti due operai

il Centro — 13 ottobre 2009   pagina 00   sezione: L'AQUILA
Gruppo editoriale L'espresso

CASALBORDINO. E’ ricoverato in gravi condizioni nel Centro grandi ustionati di Pisa, G.M., 44 anni, operaio di Vasto. L’uomo è rimasto gravemente ferito ieri mattina, intorno a mezzogiorno, nel piazzale della Sabino Esplodenti, a Casalbordino Lido. E’ stato investito da una fiammata prodotta dall’esplosione di un razzo luminoso che stava inertizzando. Fortunatamente è rimasto illeso il chimico che era al suo fianco, D.D., 48 anni, di Gissi. Sull’incidente sono state aperte due inchieste: una della Procura della Repubblica di Vasto e l’altra dell’Ispettorato del lavoro. - (In Chieti) 

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Gravissimo uno dei due operai feriti.
Un boato e, immediatamente dopo, un'inquietante colonna di fumo nero che si alza minacciosa verso l'aria, intorno a mezzogiorno, ieri a Casalbordino. Lo raccontano alcuni cittadini che hanno sentito e visto quanto stava accadendo da abitazioni vicine e dalla strada.
Le ore successive hanno permesso di capire la dinamica dell'accaduto: due operai stavano inertizzando un razzo, quando sono stati investiti da un'esplosione (così hanno riportato stamattina alcuni quotidiani, mentre altri parlano di semplice fiammata). Uno dei due operai, in gravissime condizioni e con ustioni sull'85% del corpo, è stato trasportato d'urgenza all'Ospedale di Pisa.
I soccorritori, almeno da quanto riportato stamattina il quotidiano locale Il Centro, hanno dichiarato che si è sfiorato il dramma e la tragedia di grandi proporzioni: sarebbero bastati pochi metri per far esplodere strutture delicatissime e ad altissimo rischio.
L'episodio torna a sollevare dubbi sulla sicurezza dello stabilimento che (dal sito ufficiale ) lavora anche con "missili, teste di guerra, bombe d'aereo, mine navali, cariche di profondità, mine anticarro, mine antipersonali", aggiungendo un ecc. non meglio identificato.
Nel 2007, così come riporta stamattina sempre il quotidiano Il Centro, i responsabili dell'azienda sono stati condannati per un incidente del 2002, che portò alla cecità un operaio. Negli Anni Novanta diversi sono stati gli incidenti mortali.
Ma i dubbi sulla sicurezza, non soltanto dello stabilimento, ma di tutta l'area costiera, diventano enormi alla luce di alcune voci, che nelle ultime settimane si sono fatte più consistenti, diffuse per Casalbordino.
Alcune autorevoli fonti, appositamente contattate, hanno confermato.
A seguito di alcuni atti amministrativi, è stata investita la Regione Abruzzo e il Ministero dell'Ambiente della questione. Nei mesi scorsi, l'apposita Commissione Regionale (nella quale, tra gli altri, siedono anche rappresentanti dei Vigili del Fuoco), seguendo quanto prescrivono le direttive SEVESO, hanno rilasciato il proprio parere sull'ampiezza della superficie a rischio in caso di esplosione.
L'area indicata dalla Commissione è, solo in orizzontale, di diversi chilometri, coinvolgendo almeno altri 3 comuni (per chi volesse cercare la zona su una cartina, o già la conosce, andrebbe dal casello autostradale Vasto-Casalbordino alla località Le Morge nel Comune di Torino di Sangro). In ottemperanza alle direttive SEVESO il prefetto dovrà ora dare informativa alla popolazione della situazione e vigilare sulla messa in sicurezza dell'area (gli scenari prospettatici, se non si dovesse trovare una soluzione affidabile, sono sostanzialmente due: la rimozione dello stabilimento o lo sgombero di tutti gli edifici dell'area a rischio, che significherebbe dover evacuare popolazione ed esercizi turistici dei comuni coinvolti, cioè all'incirca qualche migliaio di abitanti).
Alla luce di tutto ciò, e delle dichiarazioni riportate da Il Centro, è diritto e dovere pretendere che la popolazione sia  informata di tutta la situazione e dei rischi per la propria sicurezza. In paese lo stabilimento è conosciuto semplicemente come 'la polveriera', e delle più incandescenti.
Cosa rischiano i cittadini e i lavoratori ogni giorno?

CHIETI 13 10 2009

 

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