Baragiano (PZ) - I LICENZIAMENTI ALLA "LINEA LEGNO": UNA VERA VIGLIACCATA 


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Per avere in cambio un salario appena sufficiente per andare avanti noi e la famiglia, abbiamo fatto migliaia di infissi, mangiato polvere per anni.
Poi all’improvviso il padrone alla vigilia della chiusura per ferie, a quattro di noi, operai della Linea Legno, fra cui un RSU/RLS, ha fatto arrivare la lettera di preavviso di licenziamento.
Con la scusa della chiusura di un reparto, vuole liberarsi degli operai più scomodi, compreso il delegato RSU-RLS Vincenzo Labella, che con la CUB Edili aveva fatto arrivare più volte in fabbrica l’Ispettore dell’ASL Aldo Gorpia. Una vigliaccata.
In un primo momento siamo stati trasferiti da altri reparti a quello di carteggiatura.
Dopo un po’ di tempo l’azienda ha comunicato che “procederà alla chiusura totale e definitiva del reparto” per cui è stata “costretta” a licenziare noi operai e il delegato RSU-RLS. Una menzogna.
Le lavorazioni svolte nel reparto si faranno semplicemente in altri reparti, aumentando i carichi di lavoro degli operai non licenziati.
Una menzogna con cui l’azienda crede di nascondere il vero motivo dei licenziamenti.
Perché mai licenziarci immediatamente senza ricorrere prima ad un periodo di cassa integrazione a rotazione di tutti gli operai della fabbrica, in attesa della ripresa delle ordinazioni?
Se le motivazioni del licenziamento fossero tecniche o di mercato, sarebbe stata questa la soluzione più “normale”, ma la realtà è che l’azienda vuole attuare dei licenziamenti politici, mascherandoli come licenziamenti “tecnici”.
Il messaggio che vuole dare licenziando addirittura anche un delegato RSU/RLS appare chiaro: “Qui comando io, metto fuori chi voglio e chi vuole ancora lavorare deve abbassare la testa!”.
Noi operai licenziati diciamo che la testa non l’abbiamo abbassata prima e non siamo disposti a farlo ora e siamo qui davanti ai cancelli della fabbrica per protestare fino a quando non ritorneremo in fabbrica a lavorare.
Giù le mani dagli operai della Linea Legno.

Baragiano, Settembre 2009                                                            

Gli operai licenziati

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