Fiat, 16 avvisi di garanzia a carico << rassegna stampa>> - pubblicate le generalità dei lavoratori che protestavano in difesa dei posti lavoro davanti allo stabilimento-confino di NOLA, prima che gli stessi ne fossero avvisati dalla magistratura

 

   
POMIGLIANO D'ARCO - Nei giorni scorsi 16 lavoratori della Fiat hanno ricevuto altrettanti avvisi di garanzia per lo sciopero di cui furono protagonisti dall’11 al 15 aprile 2008.
Lo sciopero fu indetto contro la scelta dell’azienda di trasferire 316 operai nel cosiddetto reparto- confine di Nola.
Una scelta che fu letta in chiave antisindacalista.
Ci furono scontri con le forze dell’ordine accorse per disperdere il presidio dinanzi i varchi dello stabilimento.
Poi l’apertura delle indagini con i 16 avvisi di garanzia emessi dal pm della Procura di Nola Sara Paolino.
Rinviati a giudizio sono Mario Di Costanzo, rsu della Fiom Cgil, Antonio Arcella, 43enne di Caivano, rsu della Fim Cisl, Domenico Mignano 42 anni, di Sant’Anastasia, Marco Cusano e Luigi Aprea dei Cobas, il leader del sindacato Cub Tommaso Pirozzi, Vincenzo Sarnataro, Giovanni D’Errico, Angelo Liguori, Luciano Arcopinto, Vincenzo Esposito, Andrea Prete, Vincenzo Sapio, Anna Visconti, Giuseppe Mele e Emma Pezzella.
Su questa vicende si esprime in un comunicato stampa Tommaso Pirozzi, che scrive tra l’altro:
“ Gli operai, nonostante i plausi dei sindacati concertativi ad eccezione di qualche R.s.u., avevano ben compreso lo scopo del piano Marchionne: espellere dalla fabbrica di Pomigliano il sindacalismo di base e tutti quei lavoratori ritenuti scomodi, per poi procedere ad un ridimensionamento dell’intero stabilimento. Ancora una volta la magistratura si schiera con i poteri forti ed attacca i lavoratori. Non è un caso che ciò avvenga in questi mesi difficili di cassa integrazione e di incertezza per il futuro occupazionale per migliaia di operai tra Fiat ed indotto.
Mentre cresce sempre di più il timore di una chiusura dello stabilimento, visto la mancanza di un piano di produzione.
Intanto la trattativa sul futuro dei lavoratori non parte, accrescendo sempre di più il timore di una chiusura dello stabilimento, visto la mancanza di un piano di produzione. Impressionante è la negazione del riconoscimento che le lotte sono sindacali e non "criminali"; negli “avvisi” infatti si parla di "violenza" privata invece che sciopero con presidio delle entrate, si parla minacce, di violazione di un ordinanza di sgombero, e via di questo passo. Quando il conflitto sociale non è rituale si vuole trasformarlo in fatto criminale”.
Per questo motivo Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale organizzano una assemblea per giovedì 23, dinanzi l’ingresso 2 della fabbrica a partire dalle 13.

di redazione 20/04/2009
Anno II Numero 109
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