Lavazza, duecento operai in cassa integrazione: La Cub protesta: 'è una vendetta' - da Repubblica — 03 ottobre 2008 Torino

 

Da "Repubblica" 3 ottobre 2008 - Torino

Prima lo 'sciopero del caffè' , ora la cassa integrazione, sia pure per due giorni soltanto, e i "sospetti" lanciati dai sindacalisti del Cub-Flaica:
«L' azienda cerca di intimorirci». La pace sociale che durava da decenni è forse finita alla Lavazza, la multinazionale del caffè che a Torino ha il suo quartier generale? Probabilmente no, considerati i buoni risultati che anche ieri sono stati confermati dalla societàà, e la lunga tradizione di responsabilità à sociale e di concertazione tra la stessa azienda - tuttora in mano alla famiglia che la fondò nel 1895 - i dipendenti e i loro sindacati.
Certo però l' autunno si annuncia turbolento. E dopo la manifestazione con offerta di caffè ai passanti dei dipendenti Axon (una societàà ormai scollegata dal gruppo, ma tuttora impegnata nella produzione della macchinette da ufficio che funzionano con le 'cialde' ), ora tocca allo stabilimento di Settimo, dove ieri e oggi è scattata la cassa integrazione per consentire lo smaltimento di scorte che durante l' estate erano state prodotte e accumulate in eccesso.
Meno di quattro mesi fa, nel giugno scorso, i dipendenti Lavazza avevano scioperato, su iniziativa di tutti i sindacati, per protestare contro i cambiamenti imposti dall' azienda sull' organizzazione del lavoro: squadre più snelle e tempi più veloci per trattare e confezionare quello che viene considerato il prodotto italiano di massa per eccellenza. Ivano Simonato, sindacalista alla Lavazza e esponente dei Cub Piemonte, insinua: «Non vorremmo pensar male, ma crediamo che tale decisione che cade in un momento in cui girano in fabbrica voci incontrollate sulla riduzione degli investimenti sullo stabilimento di strada Settimo, sia il risultato della volontà della dirigenza aziendale di "vendicarsi" per la sonora bocciatura del progetto Upi (il piano di lavoro proposto dalla societàà e respinto con lo sciopero di giugno, ndr) ricevuta questa primavera».
L' azienda rimanda la palla: «Un eccesso di produzione rispetto alle vendite registrate in agosto, ha reso necessario ridurre le scorte e, quindi, fermare la produzione per qualche giorno. Non essendo stato possibile trovare una diversa intesa con le organizzazioni sindacali, in termini di flessibilità produttiva, la Lavazza si è vista costretta a decidere di effettuare 2 giorni di cassa integrazione per lo stabilimento di Settimo.
Per il 2008 la Lavazza conferma il risultato di esercizio previsto a budget, in linea con i piani di crescita già annunciati». Un modo forbito di dire: non è successo nulla. «Ma come? - replica Simonato - Ci avete appena annunciato di avere acquistato quattro nuovi stabilimenti all' estero, ci avete lodati per i buoni risultati e comunicato un fatturato di oltre un miliardo e cento milioni di euro. E ora ci dite che c' è troppo caffè?».
- VERA SCHIAVAZZI

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Una tazzina di caffè per difendere il posto

Repubblica — 02 ottobre 2008 - TORINO

«Il caffè è un piacere, se ci licenziano che piacere è?». è l' ironico slogan utilizzato ieri dai dipendenti della Axon di Rondissone nel corso della loro manifestazione sotto la sede della Lavazza, in corso Novara 59. Un presidio, con tanto di caffè servito ai passanti, per protestare contro la decisione della proprietà (il gruppo Necta) di chiudere lo stabilimento di Rondissone e di accentrare la produzione di cialde per macchine del caffè nell' altro sito produttivo di Asti. La Axon era controllata dalla stessa Lavazza e tuttora resta il suo fornitore principale. - (ste.pa.)




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