LAVORARE DI NOTTE! I DANNI ALLA SALUTE: CONVEGNO A SAN NICOLA della CUB e FLMUniti domenica 16 dicembre 2007

Domenica 16 dicembre 2007
Il quotidiano 24ORE in Basilicata

CONVEGNO A SAN NICOLA del CUB e FLMUniti

LAVORARE DI NOTTE.  DANNI ALLA SALUTE.
 


SAN NICOLA DI MELFI – La segreteria nazionale della Confederazione Unitaria di  Base ha discusso ieri, presso un hotel della zona industriale di San Nicola di Melfi di “sicurezza sui luoghi di lavoro”. La tragedia di Torino è ancora viva nel ricordo delle maggiori organizzazioni sindacali del Paese.
Nel corso del dibattito è stata valutata l'incidenza del lavoro notturno sulla salute dei lavoratori. “Lavorare di notte è contro natura – ha spiegato il segretario nazionale del comparto metalmeccanico Cub, Pierluigr Sostaro - dal momento che nel corso della sua evoluzione l'essere umano si è determinato per vivere durante la giornata e dormire di notte. Chi rimane sveglio sulla catena di montaggio, pertanto subisce conseguenze negative sulla salute sia a livello psichico, che fisico.
Si tratta di una serie di malattie che possono essere prevenute rispettando le pause, lavorando a ritmi inferiori.
Pur di aumentare i profitti, al contrario, le aziende organizzano  turni notturni faticosi e che  andrebbero evitati. Oltre il 20% dei dipendenti lavora di notte.
Esistono studi epidemiologici, in particolare dell'università San Raffaele di Milano, che dimostrano conseguenze gravi sul sistema circolatorio in particolare sul cuore e sul sistema gastrointestinale dei lavoratori notturni”.
Alcune proposte. Da subito - ha concluso il sindacalista, Sostaro - le aziende dovrebbero introdurre delle pause numericamente maggiori che in passato sull'ultimo turno. Concedere. Inoltre giorni di ferie supplementari ai turnisti della notte per favorire la risocializzazione di questi lavoratori che non conoscono più i figli, non hanno più relazioni con i propri amici.
Ieri a Melfi c'era anche il coordinatore nazionale della Confederazione di base. “In questo Paese si fanno un sacco di chiacchiere mentre i lavoratori continuano ad ammalarsi o peggio a morire
- ha commentato il leader della Cub, Piergiorgio Tiboni - e noi abbiamo predisposto dei punti molto precisi di intervento.
Organizzeremo delle lotte perché da un lato bisogna piantarla di considerare quelli che sono degli omicidi come se fossero degli incidenti.
Bisogna invece perseguire e mandare in galera chi provoca la morte dei lavoratori senza utilizzare le migliori tecnologie che oggi ci sono per evitare conseguenze negative sulla salute o addirittura sulla vita dei lavoratori.
Faremo inoltre proposte che riguardano un maggior potenziamento di alcuni ruoli delle Asl, il divieto per chi fa i controlli di eseguire consulenze alle aziende. Infine siamo per togliere la formazione dei delegati alla sicurezza dalle mani delle aziende. Le aziende formano i delegati dei lavoratori e questo non va bene.
La formazione andrebbe fatta da organismi indipendenti pubblici e bisogna dare poi ai delegati alla sicurezza tutte le tutele necessarie perché possano svolgere il loro ruolo senza rischiare rappresaglie
da parte delle imprese”.

Vittorio Laviano
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