(ANSA) SCIOPERI: VENERDI' 9 PROTESTA SINDACATI BASE
 - MILANO, 7 NOV - Redistribuzione del reddito, no alla Finanziaria, all'accordo del 23 luglio che "allunga l'età pensionabile e riduce i trattamenti previdenziali" e "allo scippo del Tfr", lotta alla precarietà e all'aumento delle spese militari.

Sono queste, in sintesi, le parole d'ordine dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base per tutto il giorno di venerdì 9 novembre.
 Le motivazioni e le richieste che hanno portato all'astensione sono state spiegate oggi, in una conferenza stampa a Milano, da uno dei coordinatori nazionali della Confederazione unitaria di base (Cub), Piergiorgio Tiboni, da Guido Trifiletti della stessa organizzazione e da Luigia Pasi di Sdl intercategoriale.
 Durante lo sciopero sono previste 32 manifestazioni nei capoluoghi di regione e nelle principali città. I cortei principali sono previsti a Milano (con partenza alle 9.30 da largo Cairoli e arrivo in piazza Duomo) e a Roma. Gli organizzatori auspicano di superare "il milione e mezzo di scioperanti dell'anno scorso e di portare in piazza circa 200 mila persone".
 In particolare lo sciopero è stato proclamato per chiedere salari europei con rivalutazione automatica all'aumento dei prezzi; il taglio delle tasse su salari e pensioni portando la prima aliquota Irpef dal 23 al 18%; il lavoro stabile con l'abolizione del pacchetto Treu e della legge 30; il rilancio della previdenza pubblica.
Proprio su questo tema, Tiboni ha sottolineato che "i nuovi assunti non vengono informati che qualora non esprimano una decisione sul Tfr questo passerà ai fondi automaticamente " e che "bisogna prevedere il diritto di recesso per chi ha aderito ai fondi: un insuccesso per padronato, Cgil, Cisl e Uil e Governo, nonostante una campagna informativa a senso unico".
 "Sulle pensioni hanno finto di togliere lo scalone della Maroni per passare a un finto scalino - hanno denunciato Pasi e Trifiletti - ma in realtà hanno ridotto il coefficiente di rivalutazione e così saranno ridotti i trattamenti e in più si é perfino peggiorata la legge Dini.
Inoltre continuano ad aumentare le spese militari, quest'anno di 23 miliardi di euro, e poi si tagliano nei fatti i salari, non rinnovando i contratti, e si riduce la spesa sociale".
 Allo sciopero aderisce anche la rete dei 'Chainworkers', i lavoratori delle grandi imprese di distribuzione, e quella simbolicamente chiamata 'San Precario'.

(ANSA).
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