SAN NICOLA DI MELFI: alla Sata si continua a scioperare - da "Il Quotidiano 15-12-07"
Da: Il Quotidiano 15/10/2007
Anche sabato il reparto si è fermato a singhiozzo nei diversi turni di lavoro

I nuovi carichi avrebbero causato i primi problemi fisici ai dipendenti
SAN NICOLA DI MELFI – Il Settore montaggio dello stabilimento Fiat Sata di Melfi continua a scioperare. Non si ferma, quindi la mob ilitazione  dei lavoratori che, da lunedì scorso, si sono ritrovati ,  improvvisamente, con una nuova organizzazione del lavoro.
Il 90% degli operai del settore montaggio, infatti, ha incrociato le braccia anche sabato scorso, dalle 9 alle 11 e ancora un’ora di sciopero si era già registra nel turno di notte (dalle 3.20 alle 4.20).
A sostenere lo sciopero dei lavoratori i delegati della Fiom e della FLMUniti-Cub.«Dopo le famose 21 giornate di lotta- denunciano i lavoratori – la situazione alla Fiat è peggiorata». E il passaggio decisivo, secondo molti lavoratori, è rappresentato dalle recenti elezioni per il rinnovo delle rsu. «I delegati sindacali vincitori – denunciano – non si sono fatti neanche vedere»e, pertanto, in molti vedono un legame tra i due eventi. E si dicono preoccupati per quanto succederà nei prossimi mesi.
La nuova organizzazione del lavoro, del resto, avrebbe dovuto essere concordata con i sindacati in un incontro fissato per il prossimo 23 ottobre. Non è solo una questione di forma.
Con il nuovo modello organizzativo, infatti, i carichi di lavoro aumentano per i lavoratori attualmente impegnati nello stabilimento.
E le conseguenze, proprio nel settore montaggio, non si sono fatte attendere.
«Nella giornata del 12 ottobre – spiega la FLMUniti – Cub – nell’area preparazione dove vengono utilizzati i lavoratori cosiddetti “limitati”( quelli cioè che a causa dei carichi di lavoro si sono ammalati), una lavoratrice si è infortunata e un’altra ha dovuto abbandonare il posto di lavoro e recarsi in infermeria sul turno di notte.Sono alcune delle conseguenze – conclude il sindacato – dovute ai carichi di lavoro imposti dalla Fiat, poiché viene fatto effettuare un lavoro incompatibile con lo stato di salute di alcuni dipendenti».
Quanto andrà avanti lo sciopero dei lavoratori?
A quanto sembra fino a quando il problema non sarà risolto. A creare ulteriori tensioni, nei giorni scorsi, anche l’atteggiamento di alcuni responsabili aziendali che, a quanto sembra, avrebbero allontanato un delegato rsu dalla Fiom, adducendo la motivazione che a lui non era consentito parlare con i lavoratori. Il sospetto, allora, che le condizioni stiano gradualmente peggiorando alla Fiat si fa più concreto.
E il fatto che in uno dei settori principali dello stabilimento – il blocco del montaggio implica il rallentamento di tutta la produzione – l’adesione agli scioperi si apressocché totale, fa pensare che il malessere sia molto diffuso. E i lavoratori che parlano – rigorosamente nell’anonimato – non fanno che confermarlo.
Il punto ora è: i sindacati sono pronti a recepire il malessere?

Antonella giacummo   

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