SCUOLA: CARO-LIBRI; I PROFESSORI, CONTENERE SPESA SI PUO'/ANSA   
(ANSA) - MILANO, 28 AGO
- L'aumento del costo dei libri di
testo delle scuole italiane, in particolare delle superiori,
sembra essere diventato un fattore ormai endemico del mondo
scolastico, che si ripresenta puntualmente ogni fine estate.
Cosi', anche quest'anno, le associazioni dei consumatori
denunciano un rincaro, che va dal 5% stimato da Federconsumatori
e Adusbef a un 12,4% dell'Adoc, mentre l'Antitrust ha deciso di
verificare l'andamento dei prezzi per valutare se aprire
un'istruttoria.
   I due fronti dello scontro sono chiari: da una parte gli
studenti e le famiglie, dall'altra le case editrici e i
distributori. In mezzo, i professori che devono decidere i testi
da adottare. Una liberta' di scelta ''condizionata'', la
definisce Fabio Songa, professore di Italiano e Storia
all'Istituto professionale alberghiero Vespucci, in zona
Lambrate, a Milano, nonche' autore di libri scolastici. ''Gli
insegnanti devono vedere quello che e' disponibile e scegliere -
spiega -, ma spesso non e' facile, perche' la vita media dei
testi e' molto breve. E' una scelta delle case editrici che, se
per alcune materie e' comprensibile, per altre e' una 'furbata'.
Io, poi - aggiunge Songa -, che sono anche autore, cerco di non
dimenticarmi che sono un insegnante ed evito di aggiornare senza
necessita' un testo''.
   Le Possibilità a' di arginare il fenomeno da parte degli
insegnanti sono limitate. ''C'e', purtroppo, una politica per
mantenere alti i prezzi e rendere i testi subito obsoleti -
afferma Silvano Guidi, professore all'Istituto professionale
Frisi, a Quarto Oggiaro -, ma non so se si possa parlare di
cartello delle case editrici''. I professori propongono i libri
ai consigli di classe, alla presenza dei genitori, e la scelta
viene poi ratificata dal collegio docenti. ''Di certo qualcosa
va fatto - continua -, anche in prospettiva di un prolungamento
dell'obbligo scolastico ai 18 anni. Altrimenti, potrebbe esserci
una effettiva selezione economica''.
   C'e' pero' chi, come il professore e autore Gianni Gini,
propone alcune idee per contrastare i continui aumenti:
uniformita' all'interno della scuola, evitare di farsi
condizionare dalla marea di aggiornamenti e dai testi
consigliati ma non obbligatori e che spesso non vengono usati,
facilitare l'usato e prestare attenzione ai tetti di spesa. ''Di
certo c'e' una certa 'resistenza' degli editori e dei
distributori a contrastare gli aumenti - spiega -. Giocano sugli
aggiornamenti, come i venditori di auto sui vari optional:
sembra che quel capitoletto di 10 pagine sia imprescindibile.
Insomma, ci sono espedienti, diciamo piu' o meno nobili, che le
case editrici usano per influenzare gli insegnanti nella
scelta''.
   ''Le soluzioni ci sono'', afferma invece Cosimo Scarinzi,
coordinatore nazionale della Cub-scuola: sviluppare le
biblioteche interne, puntare sull'usato, favorire forme di
cooperazione tra gli studenti e coordinare acquisti collettivi
per spuntare migliori prezzi.
''Qui, pero', intervengono le associazioni di distribuzione, con pressioni sul Ministero e sulla direzione scolastica regionale - conclude Scarinzi -, sostenendo che, cosi' facendo, la scuola svolgerebbe attivita' commerciale ed evocano quindi l'applicazione della direttiva che lo proibisce. In questo modo bloccano la Possibilità a' di sconti
che possono arrivare al 20% sul prezzo di copertina''.


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