l'INPS interviene e conferma l'accusa di ALCobas: Busto Arsizio Comune e Tribunale le pulizie eseguite da operai in nero

 
Da “la prealpina” del 21 luglio 2007

Un’ispezione dell’INPS accerta l’utilizzo di 4 lavoratrici irregolari.
Il contratto con l’impresa, che ha sede a Napoli, è dell’autunno scorso.

«L'Inps ha confermato tutto quanto da noi segnalato
- spiega Renzo Canavesi, dell'Associazione e lavoratori Cobas — ci aspettiamo i adesso una reazione forte da parte dell'amministrazione comunale».
Il 18 maggio scorso ALCobas segnala all'Inps che la ditta Sanitàs srl, con  sede a Napoli, si tratta di un'impresa di pulizia, utilizza lavoratrici (non in regola. In particolare i sindacati denunciavano l'utilizzo da 1 parte dell'azienda di personale in nero (quindi non regolarmente assunto, esentasse e non adeguatamente retribuito), e l'utilizzo di personale part time in versione full time, molto spesso con utilizzo di orario straordinario, con la differenza che veniva corrisposta in busta paga come indennità chilometrica, con una media di meno di 4 euro all'ora.
La cosa è grave già di per sé: «ma a peggiorare la situazione — spiega Canavesi - c'è l'identità del datore di lavoro: il Comune di Busto Arsizio. La Sanitàs, infatti, è una delle ditte vincitrici della gara d'appalto per i servizi di pulizia in alcuni edifici pubblici. L'appalto che risale al mese di ottobre 2006 riguarda la pulizia del tribunale, dei servizi sociali, del comando di polizia locale, della biblioteca, del municipio, di informagiovani, del palazzo Tovaglieri della pubblica istruzione, del palazzo Cicogna, del museo del tessile, dell'anagrafe e di Villa Tosi».
E gli ispettori inps di Varese, intervenuti subito dopo la segnalazione, hanno confermato la segnalazione di AlCobas: nel verbale stilato si legge chiaramente che «le segnalazioni effettuate hanno trovato riscontri positivi».
La Sanitàs presenta 14 lavoratrici dipendenti: di queste, 4 o forse 5 lavorerebbero in nero, con ripercussioni giudiziarie su più piani.
Di fatto il verbale Inps sarà trasmesso all'autorità giudiziaria quale atto dovuto: sulla vicenda la procura bustese aprirà molto probabilmente un'inchiesta (non a carico del Comune, è bene precisarlo, ma della ditta appaltatrice) con indagini e sul lavoro nero, con conseguente verifica tributaria (in nero significa niente contributi e un'evasione totale sui contributi da versare a Stato e lavoratrici stesse), su «presunte false dichiarazioni rese dai vertici Sanìtas», come dichiarato dagli ispettori, con caldeggiamento di indagine anche sulle aziende che, negli anni addietro, hanno a loro volta vinto questo tipo di gara d'appalto.
«Riteniamo questa situazione - dice Canavesi - la corsa all'appalto al ribasso porta ad un servizio scadente per i cittadini e alla decurtazione normativa e salariale per i lavoratori».
AlCobas si aspetta una reazione concreta da parte dell'amministrazione comunale: «Noi siamo pronti ad agire.
La magistratura farà il suo lavoro (tra l'altro per Sanitàs si profilerebbero sanzioni a partire da 40 mila euro), ma se non ci sarà un licenziamento dell'azienda da parte dell'amministrazione siamo pronti a tappezzare Busto con almeno 20 mila volantini: che tutti sappiano che in Comune, accanto agli amministratori, o in tribunale accanto ai giudici, si permette il lavoro in nero».
Simona Carnaghi

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