(ANSA) - MILANO, 10 LUG - Dopo che la Finanziaria 2007 ha dato ''miliardi ai padroni e peggiorato le condizioni di vita dei ceti popolari'', il Governo ci riprova con il Dpef: ''si vuole ancora una volta far pagare a lavoratori, pensionati e precari l'aumento dei profitti, l'evasione fiscale e la speculazione finanziaria''.
Sono queste, in sintesi, le motivazioni dello sciopero generale promosso per l'intera giornata di venerdi' prossimo dalla Cub, la Confederazione unitaria di base. All'astensione hanno aderito anche SdL, Al Cobas e Usi.
La manifestazione nazionale del 13 luglio e' prevista a Milano, a partire dalle 10 da largo Cairoli, mentre alla stessa ora sara' attuato un presidio a Roma davanti al Ministero del Tesoro in via XX settembre.
I motivi che hanno portato allo sciopero generale sono state illustrati oggi dal coordinatore nazionale della Cub, Piergiorgio Tiboni che chiede, fra l'altro: il rilancio della previdenza pubblica invece che seguire ''una linea di tagli indicata a livello nazionale e internazionale che si basa su dati falsi''; no all'aumento dell'eta' pensionabile; diritto alla pensione con 35 anni di contributi, calcolo per tutti al 2% annuo sulle ultime retribuzioni, rivalutazione automatica legata al costo della vita e alla dinamica salariale, recupero della perdita di potere d'acquisto.
Il sindacalismo di base dice anche '''no' allo scippo del Tfr con il silenzio-assenso'', chiede lavoro stabile e reddito per tutti con la completa cancellazione delle tipologie contrattuali oggi previste dal pacchetto Treu e dalla legge 30 stabilendo la centralita' del lavoro a tempo indeterminato come forma tipica del lavoro subordinato.

Infine fra le altre richieste il sostegno al reddito (garanzia di un reddito sociale minimo di euro 10.000 per quanti si trovano privi di attivita' lavorativa o con un reddito inferiore a 8.000 euro e servizi gratuiti) e maggiori tutele per le lavoratrici (rendere nulle le dimissioni in bianco che le lavoratrici ''in troppi casi, sono costrette a firmare al momento dell'assunzione, le mamme lavoratrici non devono essere costrette a scegliere tra lavoro e cura dei figli'' e assicurare contributi figurativi per i congedi parentali).
(ANSA).
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