Gazzetta del Sud

La Flaica Cub incontra il dirigente provinciale dell'azienda

I forestali tra mille disagi


«Una situazione lavorativa e ambientale gravissima» è secondo la Flaica Cub quella dei lavoratori del settore forestale. Ieri alcuni operai insieme con i rappresentanti del sindacato autonomo hanno incontrato il dirigente provinciale Carmelo De Vincenzo al quale sono stati chiesti chiarimenti «sugli aspetti più urgenti e scottanti dell'occupazione e della riqualificazione dei lavoratori nella prospettiva di una nuova politica di gestione e di sviluppo della forestazione del territorio messinese». Ma secondo il sindacato autonomo «il quadro della situazione è alquanto allarmante: a fronte di un organico di oltre 550 operai solo nel Primo distretto, attualmente ne sono stati impiegati meno del 20%, totalmente insufficienti alle opere di prevenzione anticendio non ancora iniziate. Né può prevedersi con certezza la realizzazione dei lavori programmati e necessari.

Tutto ciò a causa dei ritardi e del probabile storno dei finanziamenti destinati alla Forestale, operato in sede amministrativa regionale a Palermo. Non secondario – continua la nota – il problema della prevenzione degli infortuni e della sicurezza sul lavoro che l'Azienda sta progressivamente affrontando, così come altrettanto importante è l'acquisizione e la gestione di nuove superfici, come il Parco di Camaro, da anni abbandonato a sè stesso, e la mancanza di rifugi e strutture igienico sanitarie, a discapito soprattutto delle donne lavoratrici».

In conclusione, il dott. De Vncenzo, come rileva l'organizzazione sindacale, ha manifestato la volontà di avviare una «responsabile collaborazione tra gli operai e l'amministrazione», ma la Flaica «pur apprezzando la disponibilità non ritiene sufficienti le motivazioni addotte a giustificare la condizione di estrema precarizzazione in cui versano i lavoratori forestali e l'abbandono dei monti di fronte ai gravi problemi legati all'incipiente siccità, al dissesto idrogeologico, al rischio costante di incendi violentissimi che ogni anno distruggono tra l'incuria generale il già limitatissimo patrimonio forestale».

(Mercoledì ì 30 aprile 2003)

 

La Sicilia
Forestali Pochi avviamenti al lavoro: è protesta

Sono in stato d'agitazione gli operai forestali aderenti al sindacato di base Flaica/Cub. Ieri è stato diffuso un comunicato stampa al termine di un incontro con il dirigente dell'Azienda Forestale, Carmelo De Vincenzo, nel corso del quale sono stati chiesti chiarimenti sia sugli aspetti «più urgenti e scottanti dell'occupazione e della riqualificazione dei lavoratori, sia sulla prospettiva di una nuova politica di gestione e sviluppo della forestazione del territorio».

«Il quadro della situazione prospettatoci – denuncia il sindacato – è allarmante. A fronte di un organico di oltre 550 operai solo nel 1° Distretto, attualmente ne sono stati impiegati meno del 20%, totalmente insufficienti alla antincendio non ancora iniziata. Né può prevedersi con certezza la realizzazione dei lavori programmati e necessari. Tutto ciò a causa dei ritardi e del probabile storno dei finanziamenti destinati alla Forestale, operato in sede amministrativa regionale a Palermo. Non è secondario il problema della prevenzione degli infortuni e della sicurezza sul lavoro, che l'Azienda sta progressivamente affrontando, così come altrettanto importante è l'acquisizione e la gestione di nuove superfici, come il noto parco di Camaro da anni abbandonato a sè stesso, e la mancanza di rifugi e strutture igienico-sanitarie, a discapito soprattutto delle donne lavoratrici. In conclusione, nel corso dell'incontro, è stata approvata dal dirigente la volontà di avviare una responsabile collaborazione tra gli operai forestali e l'Amministrazione. La Flaica/Cub – continua la nota – pur apprezzando la disponibilità manifestata da De Vincenzo, non ritiene sufficienti le motivazioni addotte a giustificare la condizione di estrema precarizzazione in cui versano i lavoratori forestali e l'abbandono dei nostri monti di fronte ai gravi problemi legati all'incipiente siccità, al dissesto idrogeologico, al rischio costante d'incendi violentissimi che ogni anno distruggono, tra l'incuria generale, il già limitatissimo patrimonio forestale».

 Mercoledì ì 30 aprile 2003
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