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ZOOM SU... Le proposte della Commissione di garanzia

Le regole dello sciopero generale
Ho sentito dire che ora si vuole «disciplinare» diversamente lo sciopero generale. E’ vero? E in che modo? Giorgio R. Cremona


Sì, in effetti ci sono in vista nuove regole. Lo sciopero generale potrà infatti essere convocato solamente le confederazioni dotate di «diffusa rappresentanza» e soprattutto non potrà non rispettare i servizi pubblici essenziali.
La delibera è da qualche settimana sul tavolo della Commissione di garanzia, ma il via liberà è per il momento slittato anche perché immediato è stato il no di Cgil e Cub. Il presidente della Commissione, Antonio Martone, ha da parte sua assicurato che prima del «varo» verranno sentiti i sindacati presenti nel Cnel.
Ecco comunque, in base alla bozza già pronta, che cosa potrebbe cambiare.
SINDACATI ABILITATI - E’ sciopero generale quando coinvolge tutte le categorie pubbliche e private di una o più confederazioni sindacali e la Commissione chiede che le confederazioni in questione siano «dotate tendenzialmente di diffusa rappresentanza per tutte le predette categorie pubbliche e private». Lo sciopero deve avere ad oggetto «rivendicazioni non contrattuali».
LA PROCLAMAZIONE - Non basta che sia una confederazione a proclamare lo sciopero: se non vengono fornite le indicazioni, settore per settore, sulla tutela dei servizi pubblici essenziali, occorre «una apposita proclamazione da parte delle organizzazioni di categoria, contenente, appunto, le predette indicazioni.
I TEMPI - Per proclamare lo sciopero deve essere rispettato «il termine di preavviso» e «la proclamazione non deve essere preceduta dal ricorso alle procedure di raffreddamento e conciliazione». Per quanta riguarda la durata, «deve essere contenuta con riferimento alla stessa giornata entro limiti di ragionevolezza e fermo restando l’obbligo di assicurare le prestazioni minime indispensabili».
RAREFAZIONE - Se non verrà rispettato l’intervallo minimo tra uno sciopero e l’altro, la Commissione di garanzia potrà intervenire, sempre nel nome del rispetto dei servizi pubblici essenziali, e chiedere una riformulazione del calendario.
REAZIONI . Le proposte in circolazione hanno suscitato polemiche e reazioni. In una nota, Nicoletta Rocchi della Cgil, si chiede «come sia stato possibile che circolasse un testo mai discusso e assolutamente ignoto al sindacato» e boccia la bozza di delibera perché «minaccia di restringere ulteriormente e ingiustificatamente il diritto di sciopero in Italia».

La Cub Confederazione unitaria di base da parte sua parla di «regolamento liberticida».

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