TRASPORTI: BOLOGNA, QUESTA MATTINA SCIOPERO SPONTANEO DELLE RDB  

IL PREFETTO HA DISPOSTO LA PRECETTAZIONE DEI LAVORATORI  
Bologna, 14 gen. (Adnkronos) - Sciopero improvviso, questa mattina a Bologna, dei lavoratori dell'Atc, l'azienda di trasporto pubblico, aderenti alle Rappresentanza sindacali di base. La protesta e' inziata alle 4 ed e' terminata solo alle 8 dopo la precettazione da parte della Prefettura. E sul finestrino degli autisti era esposto il cartello ''precettati ma non domati''. Ma, avverte Maurizio Betti delle Rcb/Cub ''l'apparato repressivo messo in piedi questa mattina rischia di alzare ulteriormente il livello del conflitto''.  
(Sia/Gs/Adnkronos)
14-GEN-04

 

FISCO: AL VIA PROTESTA COBAS AGENZIE FISCALI LOMBARDE
 
Milano, 14 gen. (Adnkronos) - Parte un nuovo fronte di lotta a Milano. E' quello dei dipendenti della agenzie fiscali della Regione (vi lavorano circa 4 mila persone) che chiedono il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da due anni. I 'ribelli' del fisco, che la vigilia di Natale hanno protestato davanti agli uffici del ministero dell'Economia a Roma, vogliono un ''adeguamento ai salari in vigore in Europa''. Domani a Milano sono previste assemblee preparatorie allo sciopero nazionale della categoria, indetto per 16 gennaio dagli aderenti al Cub, la Confederazione Unitaria di Base.  
(Bdp/Gs/Adnkronos)
14-GEN-04
  
TRASPORTI: BOLOGNA, RDB NON ESCLUDONO ALTRI SCIOPERI  
BETTI, PRECETTAZIONE NON HA TENUTO CONTO DI RABBIA DEI LAVORATORI  

Bologna, 14 gen. (Adnkronos) - ''La lotta continuerà se non ci saranno aperture da parte del Governo e noi non faremo nulla per fermare i lavoratori che, in modo autonomo, come questa mattina, hanno deciso per lo sciopero''. Massimo Betti, del coordinamento regionale delle Rdb difende le posizioni degli autoferrotranvieri che non smettono le loro rivendicazioni, e questo a prescindere dalle precettazioni.  
(Sia/Gs/Adnkronos)
14-GEN-0413:05
Leggo on line Giovedì 15 Gennaio 2004  
Sciopero in vista, tutti precettati  
di Giacomo Garbisa

MESTRE — Sciopero spontaneo in vista, la Prefettura precetta tutti i lavoratori Actv. Dalla mezzanotte di ieri e fino a domenica, autisti e piloti dovranno presentarsi al lavoro, altrimenti scatterà la denuncia. Il passaparola tra autisti e marinai ieri dava per certo il fermo per l’intera giornata, dalle Rdb spiegano che è il «totosciopero» a decidere di giorno in giorno in quale città si bloccano i trasporti.
«Ad ogni città mobilitata per la vertenza arretrati», ha spiegato ieri, «è stato assegnato un numero, e si estrae a sorte la città dove si sciopera». Venezia ha il numero 8, l’estrazione è avvenuta ieri all’una di notte a Roma. Ma la Prefettura ha anticipato il «totosciopero» e ieri sera ha precettato i lavoratori per motivi di ordine pubblico. «Le lettere non le abbiamo viste, è assurdo precettare prima ancora della proclamazione di sciopero», replica Antonini. «Per noi non cambia nulla».
Autisti, capitani e marinai, per spiegare i motivi dello sciopero, mostrano le buste paga: 1305,42 euro lo stipendio di un’autista con 30 anni di servizio; in formazione lavoro si arriva a 949,96 euro con domeniche, notturni, festivi e straordinari; un marinaio con 25 anni di anzianità ne guadagna 1.100, un capitano con 30 anni di scatti, 1.400.
Anche i Disobbedienti restano schierati, Luca Casarini rilancia lo sciopero del biglietto. E dalle Rdb annunciano l’arrivo dell’"abbonamento in fac-smile".  

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A Varese l’adesione allo sciopero è stata dell89% 

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Fino alle 8, poi la precettazione

Bologna, questa mattina sciopero selvaggio
Maurizio Betti delle Rappresentanze di base/Cub avverte: ''Non ci faremo intimorire dalle misure coercitive''

Bologna, 14 gen. (Adnkronos) -  
Il settore dei trasporti resta il fronte caldo di questi giorni. Se a Milano infatti si e' raggiunto l'accordo a Bologna si e' verificata questa mattina la protesta improvvisa dei lavoratori dell'Atc, l'azienda di trasporto pubblico, aderenti alle Rappresentanza sindacali di base. Lo sciopero e' iniziato alle 4 ed e' terminato solo alle 8 dopo la precettazione da parte della Prefettura. E sul finestrino degli autisti era esposto il cartello ''precettati ma non domati''.  
Ma, avverte Maurizio Betti delle Rdb/Cub ''l'apparato repressivo messo in piedi questa mattina rischia di alzare ulteriormente il livello del conflitto''. La prosecuzione della lotta e le sue modalita' (e ieri e' gia' stato indetto uno sciopero di 24 ore per venerdì), saranno decise nel corso di un'assemblea programmata per questa sera. ''La questione sul tappeto - spiega Betti - non e' la contrattazione di secondo livello e non riguarda solo Milano. Le dichiarazioni di totale chiusura, fatte in questi giorni dal sottosegretario Sacconi, hanno fatto crescere la rabbia e la consapevolezza che e' necessario continuare la lotta contro l'accordo bidone del 20 dicembre scorso''. A Bologna i lavoratori protestano, inoltre, anche contro la legge regionale che privatizza l'Azienda.
''La lotta continuerà se non ci saranno aperture da parte del Governo e noi non faremo nulla per fermare i lavoratori che, in modo autonomo, come questa mattina, hanno deciso per lo sciopero''. Massimo Betti, difende le posizioni degli autoferrotranvieri che non smettono le loro rivendicazioni, e questo a prescindere dalle precettazioni. ''Con quella di questa mattina da parte del prefetto di Bologna - spiega Betti all'ADNKRONOS - si e' dimostrato di tenere in poco conto la rabbia dei lavoratori. Una precettazione arrivata a poche ore dalla protesta e a freddo''.
Le decisioni sulle proteste da attuare prossimamente scaturiranno nel corso della riunione di questa sera nella sede dell'Atc di via Saliceto. Fondamentale sara' anche quanto emergera' nell'incontro di domani a Milano del Comitato lotta autoferrotranvieri. ''Se i lavoratori sceglieranno di fermare gli autobus -continua il rappresentante sindacale- noi non faremo nulla per fermarli''. Nessuno esclude, dunque, che già domani o venerdì prossimo gli autoferrotranvieri incroceranno le braccia. Quello in atto, insomma, ieri a Milano, oggi a Bologna, è una sorta di staffetta della protesta che, spiega Betti ''puo' essere fermata solo se il governo riaprisse la negoziazione e dunque con l'apertura di un tavolo nazionale con i sindacati di base e i lavoratori. Sarebbe l'inizio della soluzione del problema ''.
"Corriere della sera on line"
Scelgono come in una lotteria. Ieri hanno paralizzato per qualche ora Bologna. «Non ci fermeremo, la protesta colpirà ovunque» 
E i duri sorteggiano le città da bloccare con il bus selvaggio
Blocchi, proteste e fantasia. Decisi a «fermare una città al giorno», i Cobas, per non scontentare nessuno, hanno deciso di affidarsi alla sorte. L’ultima invenzione dei sindacati di base, che anche ieri sono riusciti a bloccare il trasporto pubblico in alcune città, è la «lotteria del bus selvaggio». Funziona proprio come quella del sei gennaio, anche se qui perdono tutti: vengono infilati in un bussolotto 58 bigliettini con i nomi di varie città e altrettanti con i giorni del calendario, doppia estrazione e, dall’abbinamento del capoluogo con la data, salta fuori la città da mandare in tilt. «Non ci fermeremo, la protesta colpirà ovunque..» afferma Massimo Betti, leader bolognese della Rdb-Cub. Quando e dove, però, è top secret. «Naturale - spiega Giampietro Antonini, del Cub di Venezia -: l’estrazione può avvenire stanotte come domani, lo si saprà solo all’ultimo momento...». Che la «lotteria» preoccupi le autorità lo si è capito ieri a Venezia quando la prefettura, saputo che l’estrazione era fissata per l’una della scorsa notte, ha giocato d’anticipo, precettando gli autoferrotranvieri dalla mezzanotte fino a domenica. Una mossa che ha mandato su tutte le furie i sindacati di base: «Ormai precettano pure le intenzioni, di questo passo arriveremo alle precettazioni 365 giorni su 365. Agiremo di sorpresa...». Vista dal resto dell’Italia, la pace siglata a Milano è poco più che una parentesi in un panorama complicato e conflittuale. L’offensiva dei Cobas, intrecciata alla rabbia di larga parte della base che si riconosce nei sindacati confederali, ha ieri creato problemi a Bologna e a Pavia, assemblee infuocate a Roma, certificati medici a Brescia, malumore ovunque. Solo ricorrendo all’arma della precettazione, le autorità sono riuscite a limitare i disagi. Svariate le motivazioni della protesta. In alcuni casi si è innescato una sorta di «effetto domino» conseguente alla conclusione della vertenza milanese: una parte dei lavoratori ora si attende, dai rispettivi Comuni e Aziende di trasporto, analoghi accordi integrativi. I Cobas invece puntano alla riapertura del contratto nazionale e al referendum. Ieri a Bologna il blitz dei Cobas è scattato all’alba delle 4: nei tre depositi di Ferrarese, Battindarno e Due Madonne, fermi i 170 autobus. I 1.800 autoferrotranvieri bolognesi, pur aderendo in larga parte ai sindacati confederali (in maggioranza alla Cgil), si sono associati all’offensiva dei Cobas, come già era avvenuto il 9 gennaio scorso. Mentre lungo i viali si formavano le prime code di auto, la decisione del prefetto Vincenzo Grimaldi di precettare a tempo di record i lavoratori ha bloccato la protesta. Qualche tensione solo al deposito «Due Madonne», dove, secondo l’Atc, «alcuni lavoratori hanno picchettato duro per impedire ai colleghi di uscire». Davide Valente della Cgil-Filt ha condannato lo sciopero, pur «comprendendo» la tensione dei lavoratori. Massimo Betti della Rdb-Cub ha annunciato che anche altre categorie «presto adotteranno forme di lotta di questo tipo». Situazione incandescente per il sindaco Giorgio Guazzaloca, ma anche per il suo sfidante Sergio Cofferati, ex leader Cgil.
A Pavia i 60 dipendenti della «Line spa» hanno incrociato le braccia alle 6.30 e fino alle 11, quando è arrivata la precettazione, la città è rimasta senza bus. L’obiettivo dei lavoratori pare sia stato raggiunto: il tavolo per l’accordo integrativo, promesso e poi saltato, è stato convocato per domani.
Invece a Brescia corse regolari, ma organici ridotti dai certificati di malattia. Qualche decina gli autisti rimasti a casa. Per evitare sorprese, la prefettura ha precettato gli autoferrotranvieri fino a sabato.
Tensione alta in laguna, dove i sindacati di base possono vantare una rappresentanza piuttosto forte: su 2.700 dipendenti, Cobas e Rdb a Venezia assommano quasi 400 aderenti. L’ultimo sciopero ha visto un’adesione del 90% e il prefetto, temendo che la «lotteria del bus selvaggio» colpisca proprio Venezia, ha precettato fino a domenica.
Infine Roma: assemblea infuocata nella Capitale. Trecento dipendenti della «Trambus» e della «Sita» hanno accusato i sindacati confederali: «Hanno firmato un accordo respinto dai lavoratori».   Francesco Albert


da "Corriere on line"


Tempo pieno, scatta la protesta


Nelle scuole settimana di mobilitazione contro la riforma Moratti
Un volantino inserito in tutti i diari dei bambini del circolo Clericetti-Romagna-Tajani, raccolte di firme davanti all’elementare di via Stoppani e di via Bacone, picchetto di genitori davanti alla scuola di via dei Narcisi, corteo e protesta delle scuole elementari di Niguarda (Cesari-Passerini-Cassinis), banchetto in via Ariberto e via Bergognone, striscione in via De Nicola e al liceo scientifico Bottoni, informative all’istituto Colasanzio di via Don Gnocchi.  Scuole mobilitate in difesa del tempo pieno, la scelta dell’85 per cento delle famiglie di Milano e Provincia. Da cologno Monzese al centro di Milano, da Concorezzo a via Rasori.  Con insegnanti, genitori e bambini pronti a combattere «contro una legge che penalizza l’istruzione».
Il giorno dopo l’uscita della circolare sulle iscrizioni (che scadono il 31 gennaio), le scuole elementari si sono mosse contro il decreto Moratti. Organizzando volantinaggi e piccole manifestazioni informative coordinate dalla «Rete di resistenza in difesa della scuola pubblica».
Preoccupati per il futuro della scuola, incerti sul destino degli insegnanti, impegnati a fare i conti su «quanto costerà la babysitter se dovessero abolire il tempo pieno», alle presi con il calcolo delle ore (27 quelle obbligatorie, 3 facoltative e 10 di mensa e gioco) i genitori di Milano sono scesi in campo. E per tutta la settimana sono in programma iniziative di protesta contro la Riforma Moratti.
Domani alle 17.30 alla casa della Cultura di via Borgogna tutti i cittadini sono invitati a un’assemblea forum per raccogliere firme e mozioni e preparare la grande manifestazione nazionale che si terrà sabato pomeriggio a Roma. Il comitato in difesa del tempo pieno sta cercando di organizzare anche un pullman per Roma.
E lunedì si ricomincia. Con il presidio, alle 18 davanti a Palazzo Marino, organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Cub, Retescuole, Legambiente, coordinamenti genitori, Proteo Lombardia, Uds per chiedere il ritiro del decreto al ministro dell’Istruzione Moratti.


Per chiarire dubbi e incertezze sulla riforma Moratti, la Uil promuove anche un Forum online, organizzato dall’associazione Ge.Stu.D.A. Si chiama www.scuolametropolitana.it : basta registrarsi e si entra nella chat.  

Annachiara Sacchi

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