Corriere della Sera on line 16 genn 04 

Manifestazione in difesa del tempo pieno alle elementari e alle medie. Una raccolta di firme per chiedere le dimissioni del ministro
 
Il corteo dei bambini: no alla riforma Moratti
 
A Roma insieme genitori, insegnanti e allievi. «Siamo centomila, da domani occupazioni e sit-in nelle scuole»
 

ROMA - Così non si era mai vista, piazza del Popolo. Con le bandiere rosse sventolate dai bambini. Con il pane e nutella inserito per la prima volta nel kit perfetto del manifestante. Corteo di scolari lunghissimo e colorato, ieri pomeriggio, in difesa del tempo pieno e prolungato alle elementari e alle medie. Organizzato dai coordinamenti di genitori e docenti di numerose città italiane (Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova, Arezzo, Pisa, Fano), per protestare contro la proposta del ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, di introdurre accanto alle 40 ore settimanali, uguali per tutta la classe, soluzioni diverse e più flessibili. «Siamo più di centomila», dicevano dal palco gli organizzatori. Appena venti-trentamila, invece, per la Questura di Roma. A parte il solito balletto di cifre, però, c’è da dire che era davvero difficile contarli tutti, quegli alunni armati di fischietti, palloncini, pennarelli. Ne entravano a decine in un fazzoletto di strada. Uno di loro, di 7-8 anni appena, sottraendo il megafono al padre, intonava felice slogan come questo: «Ministro Moratti, va a lavare i piatti». Da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, manifestazione festosa, con trampolieri, pagliacci e saltimbanchi: per poliziotti e carabinieri, schierati a distanza, un pomeriggio insolito di relax. Ma in campo tanta passione civile e tante preoccupazioni di mamme e papà: «I ragazzi difficili, i ragazzi disabili, i figli degli immigrati, con questa riforma ognuno sarà lasciato al suo destino - spiegavano in coro sindacalisti dell’Unicobas e donne del Comitato Mamme e non solo - Così finisce il concetto di classe-comunità, di classe integrazione, si torna al vecchio, vecchissimo doposcuola, alla scuola vista come parcheggio custodito. Si introducono i percorsi personalizzati che creano differenze: la musica e l’arte spostati al pomeriggio e pazienza se i ragazzi non sapranno più se la Turandot è di Verdi o di Puccini. Questo governo vuole che i nostri figli vedano solo tanta televisione».
«È importante essere qui perché la scuola a tempo pieno è stata una conquista faticosa. Il tempo pieno è una scelta pedagogica». «No alla scuola-azienda, l’istruzione non è merce»,

Esempio: «Recanati attende la notizia, si è dimessa la Letizia».

Un omaggio al Leopardi,

forse. Fabrizio Caccia


-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.
L’Alto Adige 16 genn 04

«Giù le mani dalla scuola pubblica»

Roma, corteo contro la Moratti Istruzione
Decine di migliaia di manifestanti (molti bambini) preoccupati soprattutto per l´affossamento del «tempo pieno»

ROMA – Cantando filastrocche, suonando tamburi e fischietti, mostrando magliette, disegni e palloncini colorati, tantissimi bambini, molti genitori (per lo più mamme) e insegnanti ieri pomeriggio hanno attraversato il centro storico di Roma per chiedere «la cancellazione della riforma Moratti» e soprattutto per «difendere il tempo pieno». Un corteo allegro e solare - composto da 20-30 mila persone, secondo la Questura, 100 mila secondo gli organizzatori - che nasconde in realtà le tante paure dei partecipanti per il futuro: i bambini temono di non poter più imparare «a fare gli attori o a coltivare l´orto», gli insegnanti «di non avere, ad esempio, più certezze sulla didattica», i genitori «di non sapere come sarà possibile continuare a lavorare in due» e al tempo stesso evitare di «parcheggiare» i figli «in una scuola dove le attività più qualificanti saranno cancellate».

Uno in particolare sintetizza gli umori e le preoccupazioni dei manifestanti: «Nella scuola di Letizia più ignoranza e più ingiustizia». Gli altri dicevano: «Il tempo pieno è cultura ecco perchè vi fa paura», «Ministra Moratti chiudi quella bocca, la scuola pubblica non si tocca». E utilizzando immagini scolastiche: «Moratti, Moratti va dietro la lavagna così tutta l´Italia ci guadagna» e «Moratti, Moratti ti serve una lezione. Lo sai da dove inizia? Dalla Costituzione». Alcuni slogan. Un corteo caratterizzato da due animali, raffigurati in magliette e cartelli: i topi e gli asini. I primi perché bisogna «demorattizzare la scuola», i secondi per raffigurare come diventeranno gli alunni se «passa» la riforma Moratti.
«La mia vita cambierebbe totalmente - spiega una donna venuta dalla provincia di Firenze, madre di Gianluca, Marte e Carlotta di 10, 6 e 3 anni, tutti e tre accanto lei - con mio marito abbiamo un negozio di fotografia e sarebbe difficile continuare a lavorare. Ma sono soprattutto preoccupata della qualità del tempo che trascorreranno a scuola. Il maggiore ha vissuto una bella esperienza e non capisco perché deve essere negata alle altre mie due figlie».
Tutti d´accordo nell´affermare che il tempo pieno è un «bene prezioso» e che la Moratti non riuscirà a cancellarlo.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

Brescia Oggi on line 16 genn 04

Domenica 18 Gennaio 2004

SCUOLA. Manifestazione contro le nuove norme che regolano le materne e le elementari. Gli organizzatori: la protesta continua anche in altre città

Tempo pieno, a migliaia in piazza

Bimbi, genitori e docenti sfilano a Roma. Moratti: «Nulla viene tolto»


Roma.
Sono genitori, ragazzi, maestre, bambini. Creano un serpentone lungo e colorato, a dispetto di una giornata grigia e ventosa: la manifestazione ( nella foto ) in difesa del tempo pieno a scuola, «insidiato» dalla riforma voluta dal ministro Moratti, porta a Roma tra i «venti e i trentamila» manifestanti secondo la Questura, almeno centomila secondo gli organizzatori. Aprono il corteo dieci bambini-sandwich e l’età media è insolitamente molto bassa, con tanti tantissimi alunni soprattutto delle elementari. Abbonda il colore, tra i palloncini agitati dal vento e negli slogan: «dalla scuola alla Rai dove vai combini guai» si legge su uno, «scuola a tempo pieno, della riforma facciamo a meno», «cara Moratti ti abbiamo bocciato, la scuola statale non è un supermercato», recitano altri, e via così. Sul banco degli imputati, infatti, ci sono le modifiche al tempo pieno e al tempo prolungato: quaranta ore (oggi) che potrebbero però diventare solo 27 di effettiva didattica. La manifestazione, indetta dal Coordinamento dei comitati in difesa del tempo pieno e della scuola pubblica.

«Questa bellissima piazza è il segnale che sui temi della scuola non finisce qui e anzi la lotta riprenderà più forte e determinata a partire da lunedì( domani, ndr )»: così i rappresentanti dei comitati per la difesa del tempo pieno, intervenuti dal palco di rappresentanza dei cooordinamenti sorti in tutta Italia, annunciano che non cederanno. Da Bologna a Milano da Napoli a Firenze, da Genova a Torino, da Livorno a Trieste i delegati proclamano che la lotta per il tempo pieno, l’abolizione del decreto attuativo della legge Moratti e il sostegno alla scuola pubblica, si farà più stringente a partire da domani.
Il ministro Letizia Moratti, intervistata ieri sera al Tg3, ha replicato alle critiche snocciolando dei numeri: soldi e posti di lavoro nella scuola pubblica. «E poi il tempo pieno e prolungano non vengono tolti, anzi», ha concluso la Moratti.


Elisabetta Martorelli

 -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.
 
Tra le sigle presenti, Cobas, Cgil Scuola, Sinistra giovanile e Ds


Scuola, in migliaia in corteo a Roma contro la Riforma Moratti

Veltroni: ''Tempo pieno scelta pedagogica''.

Fassino: ''Non si puo' rubare il futuro ai bambini''

Roma, 17 gen. - (Adnkronos)

Decine di migliaia di persone (100 mila per gli organizzatori, 20-30 mila per la Questura) hanno sfilato questo pomeriggio per le strade di Roma per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro Letizia Moratti.
Al corteo, organizzato dal coordinamento dei Comitati per la difesa della scuola pubblica e del tempo pieno, hanno aderito Cgil, Cisl, Ds, Verdi, Prc, Comunisti italiani e Cub (Confederazione unitaria di base).
Ad aprire la manifestazione lo striscione con lo slogan ''Da tutta Italia un solo grido: cancelliamo la riforma Moratti, difendiamo il tempo pieno''. Molti i bambini delle scuole elementari che hanno marciato a fianco dei loro genitori in un cornice di palloncini colorati, clown, trampolieri e striscioni.  

FaceBook