“Corriere della Sera” “Corriere on line” 25 gennaio 04

 

Scioperano i taxi, tranvieri al lavoro
I Cobas rimandano la protesta di venerdì, evitato un giorno da incubo.  
Il Garante: atto di responsabilità à

Taxi fermi; tram e metrò in moto. Scongiurata la prospettiva di un venerdì 30 gennaio, giorno di inaugurazione del Macef in Fiera, senza auto bianche né mezzi pubblici. Nella mattinata di ieri, davanti alla Commissione di garanzia per la legge sugli scioperi, i Cobas dei tranvieri hanno fatto un passo indietro, rinviando a data da destinarsi la propria agitazione. i tassisti hanno invece confermato la protesta: sciopero dalle 8 alle 22, contro la concessione di 288 nuove licenze. Il Garante «ha preso atto del senso di responsabilità à manifestato dalle organizzazioni sindacali». E auspicato che, «ove possibile, lo sciopero venga ridotto nella sua durata». I leader dei tassisti, Alfonso Faccioli: «La lotta continua a livello sindacale, politico e legale». Per i Cobas dei tranvieri comunque, si tratta solo di un tregua: «Decideremo al più presto la data in cui riprendere la protesta». Soddisfazione del vicesindaco, Riccardo De Corato: «Ringrazio la Commissione di garanzia, che con il suo intervento ha tolto Milano dalla prospettiva di un altro venerdì nero. L' esito dell' incontro dimostra che quando le istituzioni intervengono si può ragionare con i sindacati per trovare soluzioni a tutela dei cittadini». Il prefetto, Bruno Ferrante: «Inammissibile la concomitanza tra le due agitazioni».  

IL TRANVIERE 

“La nostra protesta continua, Ora anche la gente ha capito”  Ripensamenti? «Neanche mezzo: il nostro sciopero è soltanto rinviato, anzi». Anzi cosa? «Sarà uno sciopero ancora più motivato: perché non riguarderà solo il contratto nazionale, che per noi tranvieri resta una priorità, ma anche le sanzioni in arrivo per lo sciopero del primo dicembre. E comunque mi pare che, anche questa volta, un certo senso di responsabilità à lo abbiamo dimostrato». Così Francesco Barone, delegato Slai-Cobas al Giambellino: in Atm dall' 85, e più deciso che mai nel ripetere che «la lotta non è finita». Barone, un altro sciopero: quale responsabilità à? «Quella per cui, nonostante le nostre mille ragioni, abbiamo accettato di rinviare la protesta: la concomitanza con quella dei taxi non era voluta, in quei giorni c' è anche il Macef, insomma lo abbiamo sempre detto che noi non scioperiamo contro la città ma per difendere dei diritti». Noi chi? Non rischiate, questa volta, di ritrovarvi in quattro gatti? «Intanto precisiamo: noi Cobas, a differenza dei confederali, non proclamiamo uno sciopero per "contarci" ma per dare a tutti l' opportunità di esprimere un dissenso». Ma è ancora ampio, in Atm, questo dissenso? «Giovedì si sono svolte assemblee nei depositi Sarca, Giambellino, Gallaratese e metropolitana, e la protesta contro l' accordo firmato dai confederali è stata altissima. Altre assemblee ci saranno nei prossimi giorni, e il clima non è per niente tranquillo». Eppure i soldi li avete ottenuti. «A parte che per i più giovani il problema dei soldi resta. Ma non si tratta solo dei soldi in sé: è che gli accordi nazionali devono restare tali, senza mescolarsi con accordi aziendali che implicano modifiche delle condizioni di lavoro». Voi e i tassisti svolgete un servizio pubblico e siamo sempre lì: il vostro sciopero lo paga la città. «Sullo sciopero dei taxi posso avere una mia opinione specifica e non conta, ma ritengo che il malessere di ogni categoria di lavoratori incida comunque sulla societàà nel suo insieme. I paraocchi non fanno bene a nessuno: e quando una categoria protesta credo che sia interesse di tutte le altre interrogarsi sul perché». Non temete di giocarvi la solidarietà che avevate ottenuto? «Il punto è un altro, ed è che l' insoddisfazione per le condizioni di lavoro non riguarda solo la nostra categoria: penso ai vigili del fuoco, agli infermieri, a tantissimi lavoratori dipendenti in ogni settore, che non ne possono più. No, io credo che la gente continuerà a capire: e penso che anzi, se le cose non cambiano, a scioperare ce ne sarà sempre di più». Paolo Foschini Vertenza tranvieri Tra lavoratori e Atm, almeno fino a prima degli ultimi scioperi, non c' era accordo neppure sulla lettura delle buste paga 1.200 Secondo i lavoratori lo stipendio medio senza straordinari non superava questa cifra: «E l' aumento arriverà solo nel 2005» 1.500 Questo era in euro, secondo l' Atm, lo stipendio medio di un autista di superficie: cui il nuovo accordo aggiunge 106 euro

Foschini Paolo

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