Liberazione” 14 2 04  

Il presidente della commissione di garanzia vuole più poteri contro i lavoratori in lotta 
Scioperi, Martone: mano libera contro «i riottosi»

Duemilaottocento e trentanove conflitti di lavoro. Fa quasi cifra tonda lo scontro sociale in Italia. Ma ancora più tonda è la cifra del presidente Martone che alla sua prima relazione annuale chiede apertamente mano libera per bacchettare i riottosi che fanno gli «intollerabili scioperi selvaggi». Chi sono i riottosi? I lavoratori, naturalmente.

A cominciare da quelli dei trasporti, «che ledono un diritto costituzionale». E le imprese che prorogano i rinnovi fino a limiti intollerabile? Il presidente della Commissione "di garanzia" non le cita nemmeno.

Eppure, tra coloro che ieri hanno assistito alla conferenza in pompa magna nella storica "Sala della Lupa" a Montecitorio, c'erano tanti rappresentanti degli imprenditori. C'era anche il sottosegretario Sacconi che non ha mancato di metterci del suo.

E così la dura critica di Martone ai cosiddetti scioperi selvaggi, accompagnata da una chiara richiesta di maggiori poteri e di una ulteriore sessione leglislativa, diventa nelle parole di Sacconi un: «le liste degli scioperanti bisogna passarle subito ai prefetti».

Davvero un bel clima ieri nella sala della Lupa. Un clima che ha disorientato molti. A Cominciare dalla Cisl che, non si sa bene come, riesce a spaccarsi in due come una mela. Da una parte la Fit-Cisl, con Claudio Claudiani, che parla di non condivisione dei rinvii «a possibili riforme legislative della regolamentazione», dall'altra il segretario confederale Gigi Bonfanti che dichiara una «sostanziale condivisione». 

Paolo Cento, parlamentare dei Verdi, dice chiaramente: «Si annuncia una pericolosa svolta autoritaria che ha l'obiettivo di restringere gli spazi della conflittualità sociale». «Le considerazioni di Antonio Martone, insieme alla proposta del sottosegretario Sacconi su un coinvolgimento dei prefetti per comminare le sanzioni, sono un preoccupante passo verso norme liberticide inaccettabili: gli scioperi non sono selvaggi ma solo espressione di un forte disagio sociale ed economico che il governo Berlusconi non ha voluto affrontare, lasciando svuotate le tasche dei lavoratori.

Lo stesso sindacalismo di base - ha concluso Cento - è espressione di interessi non tutelati, cioè è una risorsa della democrazia». «Referendum preventivi, elenchi nominativi, sanzioni erogate direttamente dai prefetti sulle buste paga... a quando gli arresti preventivi dei sospetti scioperanti?», si chiede Pierpaolo Leonardi del coordinamento nazionale Cub.  

Per Aurelio Speranza, del Cnl/Sult, «c'è una chiara volontà di inasprire le sanzioni direttamente sui lavoratori». Non solo, a loro Martone ha anche chiesto il preavviso sugli scioperi, «in aperta violazione dell'articolo 8 della legge 300, "indagini sulle opinioni dei lavoratori"», sottolinea Speranza, e un criterio di rarefazione oggettiva ancora più stringente fino al punto di arrivare a un calendario delle date consentite.

Insomma, il regime c'è eccome. L'unica a non accorgersene è la Cisl.  
«Sono intellorabili le sue dichiarazioni - è il commento di Luciano della segreteria nazionale del Sin. Cobas perché dopo tanto alone e maschera di imparzialità oggi si schiera contro i lavoratori e invoca una spedizione punitiva contro i tranvieri. Non si pone mai una domanda semplice: perché aumentano gli scioperi? I lavoratori non si divertono mica. Né sono dei pazzi».  


Fabio Sebastiani 


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Il <Giornale di Vicenza” 14 2 04 on-line BRACCIA INCROCIATE. La relazione della Commissione di garanzia
Sciopero selvaggio nel mirino Scontro tra governo e Cobas 

Roma. Offensiva della Commissione di Garanzia contro gli scioperi selvaggi. «Il secondo semestre dell’anno è stato caratterizzato da significativi episodi di intenzionale violazione delle regole con intollerabile e grave lesione dei diritti costituzionali», ha tuonato ieri il presidente, Antonio Martone, presentando a Montecitorio la Relazione annuale, alla presenza del Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi.

Il Garante ne è convinto: non serve un inasprimento delle sanzioni (lo scorso anno la Commissione ne ha erogate 54, per un totale di oltre 129mila euro) ma una loro tempestiva ed effettiva applicazione perché svolgano un’«efficace funzione dissuasiva». «Quando da parte di alcuni c’è il rifiuto stesso del sistema, l’ordinamento affida ad altri soggetti l’applicazione di diverse e più pesanti sanzioni», ha rilevato Martone.

Un’indicazione raccolta dal sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, che si spinge oltre ipotizzando che le sanzioni, nei confronti dei singoli lavoratori, siano comminate dal prefetto e non più dall’azienda, attraverso il prelievo sullo stipendio. «L’impresa deve fornire gli elenchi e il prefetto comminare le sanzioni», ha spiegato il sottosegretario osservando come oggi le aziende siano chiamate ad erogare le sanzioni quando non ne hanno più interesse perché, nel frattempo, è intervenuto l’accordo con la controparte. Non solo: per Sacconi deve cadere anche il tabù, secondo cui non si può conoscere l’adesione dei singoli allo sciopero, almeno nei settori più delicati come, per esempio, le scuole materne e gli ospedali. In precedenza, lo stesso Martone si era detto favorevole ad una «comunicazione preventiva dell’intenzione di adesione da parte dei singoli».

Pronta la replica da parte dei sindacati che chiedono invece corrette relazioni sindacali.

«Di giorno il sottosegretario si adopera perché venga meno la coesione sociale, mentre la notte è ossessionato da una concezione da stato poliziesco», ha replicato il segretario confederale della Cgil, Nicoletta Rocchi. Critico anche il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo, che ha bocciato la concezione «repressiva» del diritto di sciopero di Sacconi respingendo anche l’ipotesi di arrivare a liste dei singoli nominativi degli scioperanti. Secondo il segretario confederale della Cisl, Gigi Bonfanti, le responsabilità à non possono scaricarsi solo sui lavoratori.

«L’acuirsi del conflitto», ha affermato, «ha ragioni profonde nelle inadempienze delle aziende, nel non rispetto degli accordi negoziali, nei gravi ritardi nel rinnovo dei contratti. Nella mancanza, in buona sostanza, di corrette relazioni industriali». Rincarano la dose le organizzazioni di base: «Referendum preventivi, elenchi nominativi, sanzioni erogate direttamente dai prefetti sulle buste paga....A quando gli arresti preventivi dei sospetti scioperanti?», domanda polemicamente Pierpaolo Leonardi del Coordinamento nazionale Cub.

Anche la Sincobas insorge, giudicando «intollerabili» le parole di Martone: «Martone getta la maschera, abbandonando il suo alone di imparzialità, ecco un’offensiva a tutto campo contro lo sciopero». Per il vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio Paolo Cento (Verdi) le considerazioni di Martone e la proposta di Sacconi annunciano «una pericolosa svolta autoritaria che ha l’obiettivo di restringere gli spazi della conflittualità sociale»
Secondo la Commissione, comunque, altre strade che potrebbero essere perseguite sono il referendum preventivo tra i lavoratori sull’azione di protesta e lo sciopero virtuale. Il Garante, infine, ha lamentato anche l’«assoluta inadeguatezza delle risorse personali e materiali» a disposizione della Commissione che rende inattuabile un suo intervento «più penetrante».    ..-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Lo stesso articolo appare nei giornali “ON LINE” sotto elencati:

 L'Unione Sarda (Nazionale)                 Scioperi selvaggi, stop del Garante
La Provincia di Lecco                          Sacconi: «Le imprese dicano chi ha infranto le regole»
La Provincia di Sondrio                       Sacconi: «Le imprese dicano chi ha infranto le regole»
La Provincia di Como                          Sacconi: «Le imprese dicano chi ha infranto le regole»
Il Gazzettino                                        «Il prefetto punisca chi viola le regole»
Il Giornale di Vicenza                                   Sciopero selvaggio nel mirino Scontro tra governo e Cobas
L'Arena                                                Sciopero selvaggio nel mirino Scontro tra governo e Cobas
Brescia Oggi                                       Sciopero selvaggio nel mirino Scontro tra governo e Cobas
La Nuova Sardegna                                linea dura contro gli scioperi
Il Mattino di Padova                                   linea dura contro gli scioperi
Alto Adige                                            linea dura contro gli scioperi
la Gazzetta di Modena                       linea dura contro gli scioperi
Trentino                                              linea dura contro gli scioperi
Gazzetta di Reggio                        linea dura contro gli scioperi
La Gazzetta di Mantova                      linea dura contro gli scioperi
La Nuova Ferrara                                    linea dura contro gli scioperi
Il Tirreno                                             linea dura contro gli scioperi
Libertà                                                 Stop sciopero selvaggio: multe dai prefetti
Gazzetta del Sud                             Offensiva della Commissione di garanzia che ha presentato la relazione annuale a Montecitorio
L'Adige                                                «Basta scioperi selvaggi» Il garante Martone: «Ledono i diritti costituzionali»  

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