“Corriere della sera” 18 02 04

«Sacra Famiglia» di Cesano Protesta per i posti di lavoro

 

CESANO BOSCONE - I dipendenti dell'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone hanno proclamato lo stato di agitazione e questa mattina, alle 10, organizzeranno un presidio al mercato comunale di via Isonzo.

All'origine della protesta, il futuro incerto di 70 lavoratori precari che si occupano dell'assistenza dei disabili. «L'amministrazione ha deciso che i loro contratti, tutti a tempo determinato, non saranno più rinnovati - spiega Walter Gelli, dei Cub-Sanità , al loro posto, arriveranno lavoratori delle agenzie interinali. È una ritorsione nei confronti di 70 persone che hanno diritto all'assunzione e vengono invece lasciate a casa».

I sindacati si sono rivolti al prefetto di Milano, Bruno Ferrante, perché convochi le parti nel tentativo di raggiungere un accordo. «Su 100 dipendenti, i precari sono solo 30 - ribatte Monsignor Enrico Colombo, presidente dell'istituto -. Non possiamo prevedere nuove assunzioni, perché la Regione deve ancora definire i nuovi standard per la riabilitazione. Una situazione di cui i sindacati sono a conoscenza da tempo».

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ALITALIA: SU SOLUZIONE CRISI LA PAROLA DI BERLUSCONI/ANSA
17 Febbraio 2004  20:53  ROMA  (ANSA)

 
(ANSA) - ROMA, 17 FEB
- Sulle sorti di Alitalia e del suo salvataggio c'é la parola del presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi ha infatti promesso che metterà in campo tutto il suo "talento" per mettere fine ad una crisi che attanaglia la compagnia ormai da troppo tempo. Almeno, da quando c'erano altri al governo.

"Per fortuna di Alitalia c'é il signor Silvio Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere", ha detto il presidente del Consiglio parlando della vertenza e dei problemi della compagnia che "sono derivati da loro..", ha aggiunto alludendo all'operato del precedente governo.

Se però l'impegno di Berlusconi sia al momento solo un'intenzione, una promessa o il frutto di una decisione già presa sul modo in cui il governo dovrà intervenire sulla compagnia, si vedrà nei prossimi giorni. O addirittura "nelle prossime ore", come ha annunciato il viceministro alle Infrastrutture, Mario Tassone che segue da vicino al vertenza ormai da circa un anno.

Di certo sia i lavoratori, sia l'azienda, che ha riaggiornato per questo il cda al 26 febbraio, sia le istituzioni, dal Parlamento agli enti locali, attendono ormai da tempo una decisione del governo. I sindacati hanno anche proclamato uno sciopero generale per fare pressing su Palazzo Chigi ad intervenire. Sara una fermata generale di tutto il comparto aereo che vedrà incrociare le braccia hostess, steward, piloti controllori di volo, tecnici di scalo della compagnia e degli aeroporti.

Si fermeranno per 24 ore gli amministrativi, otto ore - il massimo consentito per garantire il rispetto delle fasce - il personale di terra e di aria e quattro ore i controllori di volo per uno sciopero fissato il 5 marzo che verrà revocato solo in presenza di una risposta del governo a tutto campo. Soprattutto, avvertono i sindacati, "il problema di Alitalia non può essere risolto con gli ammortizzatori sociali".

"Ovviamente ci auguriamo di non farlo questo sciopero" ha detto il segretario nazionale di settore della Uil, Guido Moretti, precisando che per evitarlo "serve un preciso intervento del governo, con un segnale che ci auguriamo venga già da oggi". Perché, sostiene Moretti a nome di tutti i sindacati, "da questa vertenza si esce solo con un accordo generale. Ipotesi minimaliste, con soluzioni solo sul costo del lavoro in Alitalia, provocherà una nostra risposta, che sarà decisa e di tutti i lavoratori del settore". Prima del 5 marzo, quindi, il governo avrebbe il tempo di organizzare l'intervento promesso da Berlusconi che, sempre secondo quanto precisato dal viceministro Tassone, potrebbe effettivamente essere ad ampio raggio.

Tassone ha infatti esplicitamente parlato del fatto "che si stia recependo il documento sul trasporto aereo messo a punto dal tavolo tecnico da me presieduto e ripreso da altri colleghi. Nell'ambito di quel documento - ha aggiunto - si può trovare una soluzione anche per l'Alitalia".

La compagnia, intanto, anche a causa della conflittualità provocata da un piano industriale che prevede esuberi per 2.700 dipendenti, sta scontando pesanti conseguenze sui conti che continuano a macinare perdite.

Ogni mese che passa si buttano milioni di euro e gennaio, anche a causa delle conseguenze dalla vertenza, è stato un mese pessimo. I passeggeri persi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sarebbero stati 150 mila portando il calo passeggeri a -23%. Sui conti questa perdita ha provocato una diminuzione dei ricavi passeggeri che, secondo una ricostruzione fornita dall'azienda, sarebbero di 10-12 milioni di euro.

Solo a gennaio due distinti scioperi, uno dei controllori di volo e un altro dei dipendenti della compagnia, hanno portato alla cancellazione di 700 voli.

I disagi creati ai passeggeri per scioperi, cortei e assemblee improvvise, hanno inoltre influito sulle prenotazioni, a loro volta boicottate dagli agenti di viaggio, anche loro in rivolta contro la compagnia. Gli stessi agenti hanno rivelato di aver dirottato su altri vettori almeno il 20% del fatturato della compagnia, mentre in alcune regioni (Sicilia, Piemonte, e Valle d'Aosta) hanno addirittura bloccato la vendita della biglietteria Alitalia.
Anche oggi, un centinaio di lavoratori del sindacato di base Cub ha manifestato, con famigliari, davanti a Palazzo Chigi con striscioni e palloncini. Anche loro hanno chiesto di essere ricevuti dal governo per discutere dell'andamento dell'azienda.

(ANSA) 


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“Liberazione” in breve  18 febb 04 Pisa, Geofor non reintegra Teotino

Pur di tenere lontano Stefano Teotino dagli altri lavoratori, la Geofor, azienda dell'igiene urbana di Pisa e provincia, avrebbe deciso di reintegrare il sindacalista Rdb/Cub, ingiustamente licenziato a maggio, «dispensandolo dall'attività lavorativa».
Lo denuncia la RdB/Cub di Pisa.

 

 

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