INDACATO: SCIOPERO GENERALE CUB-USI IL 12 MARZO
 
(ANSA) - MILANO, 10 MAR - La Confederazione Unitaria di Base
(Cub) e l'Unione Sindacale Italiana (Usi) hanno indetto, per
venerdi' 12 marzo, uno sciopero generale nazionale di otto ore
.
E' quanto ha annunciato il coordinatore nazionale della Cub,
Piergiorgio Tiboni, nel corso di un incontro con la stampa.
   Secondo gli organizzatori la protesta ''potra' portare in
piazza complessivamente 200 mila persone'' con manifestazioni
nei principali capoluoghi regionali e due grandi concentramenti
a Milano, in piazza Cairoli, e a Roma, in piazza Esedra. Il
corteo lombardo terminera' davanti alla sede di Assolombarda,
mentre quello della capitale fara' capo alla sede del Ministero
dell'Economia.
   ''Scioperiamo contro liberismo e concertazione - ha spiegato
Tiboni - e contro la guerra
'', elementi che hanno portato ''allo
smantellamento dello stato sociale
''. I sindacati di base
chiedono ''aumenti salariali in misura consistente'' dal momento
che ''uno studio dell'unione delle banche svizzere (Ubs) ha
dimostrato che, dato un paniere di 111 tra beni e servizi, un
metalmeccanico italiano lo puo' acquistare tra le sette e le
nove volte al mese, contro le 13,8 volte di un suo collega di
Berlino
''. Secondo Tiboni ''tra lavoratori tedeschi e lavoratori
italiani, la differenza da colmare e' di mille euro al mese
''.
Una parita' da ''raggiungere gradualmente abbandonando la
politica salariale basata sull'inflazione programmata'' e
prevedendo il ripristino di un meccanismo analogo alla scala
mobile che ''dovra' adeguare automaticamente salari e pensioni
alle dinamiche dei prezzi''.
   Per risolvere invece il problema del lavoro precario ''per la
cui abolizione la Cub e' fortemente impegnata'' la
confederazione guidata da Piergiorgio Tiboni propone ''un
reddito garantito che dovra' essere riconosciuto ai precari tra
un lavoro e l'altro e ai disoccupati''.
   Sul fronte previdenziale invece, che secondo il sindacalisti
''portera' i sindacati confederali ad uno sciopericchio di poche
ore
'', il prossimo 26 marzo, Tiboni sostiene che occorra
''aumentare le risorse a disposizione del sistema pensionistico
pubblico, garantendo ai giovani il calcolo della pensione con il
sistema retributivo, per evitare che dopo quarant'anni di lavoro
si vada in pensione con il 40% dell'ultima busta paga''.(ANSA).
 10-MAR-04
 
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