FIAT: MELFI; ANCHE CUB PER SCIOPERO GENERALE METALMECCANICI (ANSA) 
 

MILANO, 26 APR - La FlmUniti-cub ha proclamato uno sciopero nazionale, di quattro ore, dei metalmeccanici per Mercoledì i' prossimo in relazione ai fatti accaduti nello stabilimento di Melfi definiti ''una grave repressione poliziesca'' e per sostenere i diritti e la dignita' dei lavoratori.

MELFI; ANCHE CUB PER SCIOPERO GENERALE METALMECCANICI (2)

 

(ANSA) - MILANO, 26 APR - Il Coordinamento nazionale della FlmUniti-cub del gruppo Fiat ''sostiene e s'impegna a generalizzare in tutto il gruppo, la lotta che i lavoratori della Sata e delle aziende fornitrici stanno sviluppando in questi giorni per affermare il diritto a salari, dignita', condizioni di lavoro migliori, contro la logica militaresca della Fiat''.

 ''Melfi in questi anni - afferma il sindacato di base - ha rappresentato l'arretramento complessivo dei diritti dei  lavoratori concesso dal sindacato confederale alla Fiat''.
Oltre alle migliaia di miliardi ricevuti dallo Stato e dalla Comunita' europea per insediarsi in quell'area, la Fiat dieci anni fa - denuncia la FlmUniti-cub - ottenne turnazioni e metriche del lavoro uniche in Italia, tali da farne lo stabilimento con la piu' alta produttivita', e salari piu' bassi rispetto a quelli gia' magri di tutto il gruppo.  
Dieci anni non sono bastati per superare quelle che venivano definite condizioni temporanee per favorire gli investimenti; anzi la Fiat, invece di uniformare Melfi agli altri stabilimenti, ha cercato ed in parte ottenuto, sempre dal sindacato confederale, che si melfizzassero gli altri stabilimenti, a conferma che l'arretramento sul terreno delle condizioni di lavoro, sul salario ed i diritti prima o poi investe tutti''. 

''Una volta accettata la competizione fra stabilimenti e lavoratori non si sa quando ci si ferma - prosegue il sindacato di base - e cosi' negli ultimi anni abbiamo assistito alla sua estensione in tutte le realta' che interessano alla Fiat ed all'esplosione delle contraddizioni che quella scelta conteneva per l'insieme dei lavoratori Fiat: chiudere stabilimenti, sostituire occupazione stabile con quella precaria e aumentare lo sfruttamento per fare con meno lavoratori lo stesso volume di produzione''. 

La Cub si pone ''alcuni obiettivi comuni: bilanciare le produzioni tra i vari stabilimenti; ripartire il lavoro tra tutti gli stabilimenti e tra tutti i lavoratori per superare la Cigs e impedire i licenziamenti; eliminare gli accordi che prevedono la produzione di notte, ridurre i ritmi e parificare i salari''.  

(ANSA).26-APR-04 13:01  

 FIAT: MELFI; ANCHE CUB PER SCIOPERO GENERALE METALMECCANICI (ANSA) 

MILANO, 26 APR - La FlmUniti-cub ha proclamato uno sciopero nazionale, di quattro ore, dei metalmeccanici per Mercoledì i' prossimo in relazione ai fatti accaduti nello stabilimento di Melfi definiti ''una grave repressione poliziesca'' e per sostenere i diritti e la dignita' dei lavoratori.

 

MELFI; ANCHE CUB PER SCIOPERO GENERALE METALMECCANICI (2)

 

(ANSA) - MILANO, 26 APR - Il Coordinamento nazionale della FlmUniti-cub del gruppo Fiat ''sostiene e s'impegna a generalizzare in tutto il gruppo, la lotta che i lavoratori della Sata e delle aziende fornitrici stanno sviluppando in questi giorni per affermare il diritto a salari, dignita', condizioni di lavoro migliori, contro la logica militaresca della Fiat''.  

''Melfi in questi anni - afferma il sindacato di base - ha rappresentato l'arretramento complessivo dei diritti dei  lavoratori concesso dal sindacato confederale alla Fiat''.

Oltre alle migliaia di miliardi ricevuti dallo Stato e dalla Comunita' europea per insediarsi in quell'area, la Fiat dieci anni fa - denuncia la FlmUniti-cub - ottenne turnazioni e metriche del lavoro uniche in Italia, tali da farne lo stabilimento con la piu' alta produttivita', e salari piu' bassi rispetto a quelli gia' magri di tutto il gruppo.  

Dieci anni non sono bastati per superare quelle che venivano definite condizioni temporanee per favorire gli investimenti; anzi la Fiat, invece di uniformare Melfi agli altri stabilimenti, ha cercato ed in parte ottenuto, sempre dal sindacato confederale, che si melfizzassero gli altri stabilimenti, a conferma che l'arretramento sul terreno delle condizioni di lavoro, sul salario ed i diritti prima o poi investe tutti''. 

''Una volta accettata la competizione fra stabilimenti e lavoratori non si sa quando ci si ferma - prosegue il sindacato di base - e cosi' negli ultimi anni abbiamo assistito alla sua estensione in tutte le realta' che interessano alla Fiat ed all'esplosione delle contraddizioni che quella scelta conteneva per l'insieme dei lavoratori Fiat: chiudere stabilimenti, sostituire occupazione stabile con quella precaria e aumentare lo sfruttamento per fare con meno lavoratori lo stesso volume di produzione''. 

 La Cub si pone ''alcuni obiettivi comuni: bilanciare le produzioni tra i vari stabilimenti; ripartire il lavoro tra tutti gli stabilimenti e tra tutti i lavoratori per superare la Cigs e impedire i licenziamenti; eliminare gli accordi che prevedono la produzione di notte, ridurre i ritmi e parificare i salari''.

   (ANSA).26-APR-04 13:01  

 FIAT: MELFI; SCIOPERO IMPROVVISO IN FABBRICA ALFA DI ARESE BLOCCATA PER UN' ORA DAI LAVORATORI L'AUTOSTRADA DEI LAGHI 

 (ANSA) - MILANO, 26 APR - Per protestare ''contro il comportamento del Governo e della Fiat'' allo stabilimento di Melfi (Potenza), i lavoratori della fabbrica dell'Alfa Romeo di Arese (Milano) hanno scioperato questa mattina. L'astensione e' stata proclamata da FlmUniti-cub, Slai-Cobas e Fiom-Cgil. I lavoratori hanno incrociato le braccia un'ora e mezza, dalle 9.30 alle 11, e hanno preso parte a un'assemblea davanti alla portineria centrale. 
La cub, che ha reso noto lo sciopero, ha denunciato ''la repressione poliziesca della legittima lotta dei compagni di Melfi'' e annunciato che ''il sindacato di base si impegnera' a sostegno dei lavoratori trattati da banditi dal Governo''. 
Al termine della riunione, alcune centinaia di operai e  impiegati hanno bloccato, per un'ora dalle 10.20 alle 11.30, l'autostrada dei Laghi che si trova vicino allo stabilimento. Il traffico ne ha risentito e si sono formate lunghe code che poi via via si sono ridotte fino a quando la situazione si e' normalizzata.

(ANSA).APR-04 12:52

 
Corriere della sera (cronache di Milano)

ARESE

Solidarietà con la fabbrica di Melfi Operai Alfa bloccano l’Autolaghi Per protestare «contro il comportamento del governo e della Fiat» allo stabilimento di Melfi (Potenza), i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese hanno scioperato ieri mattina. L'astensione è stata proclamata da FlmUniti-Cub, Slai-Cobas e Fiom-Cgil. I lavoratori hanno incrociato le braccia dalle 9.30 alle 11. Alcune centinaia di operai e impiegati hanno bloccato dalle 10.20 alle 11.30 l'autostrada dei Laghi, dove si sono formate lunghe code.
 

Corriere della sera on line
Appeso al muro, sopra le teste di consiglieri comunali e ...

Appeso al muro, sopra le teste di consiglieri comunali e provinciali, campeggia uno striscione: «No alla svendita dei lavoratori Alitalia». Poi le bandiere dei sindacati: Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sult. Dalla fila di finestre spalancate, entra il rimbombo di una voce al megafono che grida dal piazzale davanti agli hangar: «Se il governo non ci ascolterà, bloccheremo le piste». Poi partono altri slogan di solidarietà per gli operai Fiat caricati a Melfi dalla polizia. Sono le diciotto: al Leonardo da Vinci si tiene una riunione insolita (snobbata dal centrodestra che l’ha definita «un’inutile passerella»): quella delle assemblee del Comune e della Provincia di Roma.

Tutti assieme per dare la solidarietà ai dipendenti Alitalia, «l’uno per cento degli occupati nella Regione Lazio», puntualizza il sindaco Walter Veltroni. Si finisce all’imbrunire, con l’approvazione di un ordine del giorno comune: «No alla riduzione del personale. E il governo deve sostenere la compagnia di bandiera con un impegno finanziario».
Per i consiglieri capitolini è la seconda volta fuori dall’aula Giulio Cesare dopo quella a Regina Coeli dello scorso anno. «Trasferta» inedita invece per i colleghi di palazzo Valentini. Ma all’esterno della sala mensa, dove si tiene il consiglio allargato, l’atmosfera è tesa. A ogni angolo dell’aeroporto ci sono blindati del Reparto mobile e dei carabinieri.

E’ forte il timore di «agitazioni spontanee», un po’ come quelle che a dicembre portarono al blocco della Roma-Fiumicino e alla paralisi per un’intera giornata. In mattinata c’erano state delle avvisaglie: dipendenti dei Comitati di Base erano usciti dagli uffici del Centro Direzionale della Magliana per inscenare un sit-in, guardato a vista dalle forze dell’ordine che temevano un tentativo di interruzione del traffico sul Raccordo. Ma nel complesso tutto è filato senza problemi di ordine pubblico: il tam tam dei lavoratori racconta che una giornata pesante per il Leonardo da Vinci potrebbe essere quella di domani. Cioè dopo la decisiva riunione del Cda della Compagnia di bandiera previsto per oggi nel quale si discuterà di risanamento ed esuberi.

Ieri è stato invece il momento della solidarietà mostrata ai lavoratori da Walter Veltroni e Enrico Gasbarra, seduti l’uno accanto all’altro nella sala mensa. «Il dovere delle istituzioni è quello di rimanere al fianco dei lavoratori di fronte ad una situazione così difficile. Mi auguro che il governo - ha detto il sindaco - sulla questione scelga la via del dialogo. Qui si tratta di avere una grande compagnia di bandiera o farne a meno, ma il paese ha bisogno che l’Alitalia sia competitiva». Poi è stata la volta di Gasbarra, che ha chiesto al governo «un impegno economico perché il trasporto aereo deve continuare ad essere un riferimento importante nel paese. La vertenza può essere affrontata considerando altre prospettive».

Quelle cioè del «contropiano» proposto da Veltroni e Gasbarra. In sintesi: aumento della produttività, incremento del business dei servizi a terra, politica fiscale che riduca il costo carburante e rilancio delle linee intercontinentali più redditizie.
Per i sindacati bisogna fermare il governo che vuole «spezzettare» la compagnia: una bad company (manutenzione e area tecnica) con il personale di terra, circa 10 mila dipendenti, «che verrà tagliato dai privati», ha detto Siniscalchi, presidente nazionale Sult. E poi la parte migliore «velivoli e rotte, che sarà offerta alle grandi compagnie aeree».

Ha chiuso l’assemblea applaudito da tutti un delegato Cub, Amoroso: «Se il governo non ci ascolterà, faremo come i dipendenti Air France, che bloccarono le piste del De Gaulle. Poi la compagnia venne risanata. Senza licenziamenti». Alessandro Fulloni

 

Firenze, 27 apr 2004 - 15:43
Musei, i precari scioperano il 2 maggio

Sciopero dei precari dei beni culturali, il 2 maggio a Firenze, con presidio sotto la Galleria degli Uffizi. A indire la protesta, Rdb-Cub del pubblico impiego. "Gli obiettivi dello sciopero - si spiega in una nota - sono la stabilizzazione del rapporto di lavoro, l'opposizione al processo di privatizzazione, con il codice dei beni culturali che entrerà in vigore il primo maggio istituendo le fondazioni e il disegno di cartolarizzazione del patrimonio". 
Tra le intenzioni dei sindacati di base, viene anche fatto sapere, c' è quella di estendere la protesta a livello nazionale.

 

Sciopero generale, ferma Mirafiori

Si fermano per solidarietà con i loro compagni di Melfi i pochi operai al lavoro nella fabbrica torinese, bloccata dalla protesta in Basilicata. Scioperi anche in altre aziende in Piemonte, in Emilia e in Lombardia, mentre si prepara lo sciopero generale indetto per domani dalla Fiom. Il tentativo della Fiat di dividere i lavoratori del nord e del sud non è riuscito

ORSOLA CASAGRANDE
TORINO

Nonostante la giornata di sole l'immensa fabbrica ha un che di sinistro. A conferirle questa atmosfera dev'essere il fatto che da quelle storiche porte escono quattro gatti. Mirafiori, con una superficie che occupa un quinto della città di Torino, è semideserta. E oggi non solo per la cassa integrazione che da mesi (un anno e mezzo, tra straordinaria e ordinaria) lascia a casa gli operai rimasti nello stabilimento. Da Mercoledì ì scorso, infatti, l'azienda continua a rimandare a casa i lavoratori. «Colpa di quelli di Melfi», dicono i vertici, «quelli scioperano e qui non c'è lavoro». Una linea, quella del

Per protestare contro il comportamento della Fiat e del governo allo stabilimento di Melfi anche i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese hanno scioperato per un'ora e mezza. Lo sciopero è stato proclamato da Fiom, Slai Cobas e FlmUniti-Cub: prima si è svolta un'affollata assemblea e quindi diverse centinaia di lavoratori hanno bloccato per un'ora l'autostrada dei Laghi nei pressi dollo stabilimento. Scioperi spontanei anche in molte fabbriche emiliane del gruppo Fiat e non solo e in Lombardia.

La Uilm non cambia musica. Il segretario generale Tonino Regazzi, ha chiesto alla Fiom di «ripristinare la legalità» rimuovendo i blocchi ai cancelli di Melfi, lasciando lavorare chi vuole lavorare. Per Regazzi, poi, lo sciopero di domani è «un altro atto di rottura da parte della Fiom». Dalla Fim, un colpo al cerchio e uno alla botte: è «un errore» l'intervento della polizia ma sono «altrettanto gravi» i blocchi ai cancelli. Per Giorgio Airaudo, segretario della Fiom di Torino «Melfi e Mirafiori sono le due facce di una stessa medaglia. La Fiat non ha mai coinvolto i lavoratori per uscire dalle crisi e anzi, dopo essere fuggita dal prodotto, oggi considera i lavoratori dei nemici». 

 
Alitalia, si tratta
Il negoziato è ripreso ieri sera. Giovedì il governo decide
P. A.

Il negoziato per l'Alitalia, diviso in tre tavoli, è ripreso ieri in tarda serata. In realtà, la confusione è ancora tanta e durante la giornata di ieri l'avvio del negoziato è slittato più volte. La riunione avrebbe infatti dovuto prendere avvio alle 15.

Poi è stata rimandata alle 18, per poter cominciare a entrare finalmente nel vivo, magari con una no-stop. Il problema dei rinvii non è stato ovviamente solo tecnico. I sindacati hanno espresso molti dubbi sui conti presentati dalla compagnia aerea e in particolare si sono registrate forti discordanze tra i calcoli sui risparmi prodotti dall'Alitalia e quelli prodotti dai rappresentanti dei lavoratori. Sindacati e Alitalia non si trovano d'accordo sul numero degli esuberi.

Per il nuovo piano Alitalia gli esuberi sarebbe almeno 1100 e verrebbe prevista anche l'ipotesi di outsourcing per almeno il doppio di dipendenti. La riunione è stata dunque rinviata per poter permettere alla compagnia di raccogliere tutti i dati necessari per fornire risposte adeguate alle richieste di chiarimento avanzate dai sindacati. Alla fine il negoziato è stato ulteriormente rimandato dalle 18 alle 21, ma a quell'ora la riunione non aveva ancora preso piede e i sindacalisti erano in attesa del via.

E' cominciato invece come da programma nella sala mensa dell'aeroporto di Fiumicino il consiglio straordinario convocato dal Comune di Roma e dalla Provincia sulla vertenza Alitalia. All'assemblea, oltre ai rappresentanti dei sindacati, hanno partecipato anche circa 500 dipendenti del personale di terra e di volo, nonché operai e amministrativi. Alla riunione ha partecipato anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni e il presidente della provincia Enrico Gasparra.

Sia il sindaco, sia il presidente della Provincia hanno messo l'accento sui doveri che spettano prima di tutto al governo. Le istituzioni stanno facendo la loro parte scegliendo di stare a fianco dei lavoratori, ma anche il governo nazionale, sempre secondo Veltroni e Gasbarra, deve fare la sua parte.

«Qui si tratta di fare una scelta - ha detto Veltroni - o avere una grande compagnia di bandiera o farne a meno. Ma l'Italia ha bisogno di una campagnia aerea forte.

Sindaco e presidente della Provincia non si sono limitati a partecipare all'assemblea con i lavoratori, ma hanno anche presentato una proposta alternativa nella quale si indicano soluzioni diverse da quelle fin qui prospettate.

Da parte del governo non arrivano ancora segnali definitivi. La discussione all'interno della coalizione è in pieno corso e probabilmente il ministro del welfare, Roberto Maroni, aveva esagerato in ottimismo la scorsa settimana quando ha parlato di accordo raggiunto anche con il ministro Tremonti.

Ieri la parola è passata al ministro per le infrastrutture, Pietro Lunardi. «Mi auguro - ha dichiarato il ministro - che giovedì al consiglio dei ministri si possa portare un qualcosa che dia respiro ad Alitalia e che ci dia tempo per studiare una soluzione adeguata per la compagnia».

Il ministro ha fatto capire che non sono stati ancora risolti i problemi di un possibile intervento del governo che venga accettato a livello europeo e che non venga invece bocciato come aiuto indebito e quindi come rottura della concorrenza. «Qualsiasi provvedimento - ha specificato infatti Lunardi - lo verificheremo con l'Unione europea. La commissario Loyola de Palacio mi tira infatti per la giacchetta e quindi ogni cosa dovrà essere compatibile con le norme comunitarie».

Intanto, contro il piano degli esuberi e dell'outsourcing, il segretario nazionale del Cub del settore aereo, Antonio Amoroso ha annunciato una «nuova mobilitazione dei lavoratori».

Il suo sindacato ha infatti indetto per i lavoratori della Magliana (centro elaborazione dati e nuovo centro direzionale) uno sciopero dalle 10,30 a fine turno. La Cub annuncia anche che la «mobilitazione sarà permanente», mentre si denunciano anche intimidazioni a un dirigente Cub da parte della Digos.

La denuncia si legge in un comunicato firmato dal responsabile del coordinamento nazionale Cub, Pierpaolo Leonardi, che afferma: «Non ci faremo indimidire, come non ci siamo fatti indimidire dalla repressione degli autoferrotranvieri».



Veresenews on line

Arese - I dipendenti hanno agito per solidarietà nei confronti dei colleghi di Melfi. La Fiom proclama 4 ore di sciopero per il 28 aprile
Autostrada bloccata dai lavoratori dell'Alfa Romeo

Autostrada bloccata per un'ora questa mattina all'altezza di Arese. I lavoratori dell'Alfa Romeo hanno deciso di scioperare "contro il comportamento del Governo e della Fiat" nei confronti dei lavoratori dello stabilimento di Melfi. Un atto di solidarietà è stata sostenuta dai sindacati Flm-Cub, Slai-Cobas e Fiom-Cgil. L'autostrada dei Laghi è stata quindi bloccata per un'ora, dalle 10 e 30 alle 11 e 30, da numerosi dipendenti, provocando non pochi disagi alla circolazione.
La Fiom, sezione della Cgil che si occupa del settore dei metalmeccanici, chiede in un comunicato ufficiale «la cessazione degli interventi repressivi e l’apertura di un negoziato tra le parti, che veda presenti e protagonisti i rappresentanti dei lavoratori di Melfi.

Solo un negoziato vero, che registri la disponibilità dell’azienda a trattare sulle richieste dei lavoratori, può permettere di affrontare positivamente la vertenza.

Per affermare questo principio, per solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori di Melfi, per affermare i diritti fondamentali dei lavoratori, la segreteria nazionale della Fiom proclama per Mercoledì ì 28 aprile, 4 ore di sciopero per tutti i metalmeccanici su tutto il territorio nazionale. Durante lo sciopero le organizzazioni territoriali della Fiom promuoveranno manifestazioni e presidi in ogni provincia.

Lo sciopero proclamato per martedì 27 per gli stabilimenti Fiat confluisce nello sciopero generale della categoria. Fermate e assemblee saranno realizzate in questi due giorni per rispondere all’attacco repressivo e per organizzare la mobilitazione del 28».  

FaceBook