ALITALIA-CUB Trasporti: CAMBIANO I SUONATORI MA NON LA MUSICA

ROMA, 19 maggio 2004 - AgenParl-"La mobilitazione non deve arrestarsi, anzi deve crescere di intensità per contrastare l’immutato disegno governativo di smembramento e liquidazione del Gruppo Alitalia: cambiano i suonatori, ma non cambia la musica !".

E’ questo il rinnovato grido di allarme lanciato dai sindacalisti della Confederazione Unitaria di Base-CUB Trasporti, che invita tutti i dipendenti Alitalia "a partecipare compatti a tutte le mobilitazioni che saranno indette a sostegno della piattaforma votata dai lavoratori nelle assemblee."

"Unica organizzazione sindacale, nell’universo del comparto aereo - dichiara orgogliosamente ad Agen Parl il leader Antonio Amoroso - a schierarsi con forza e determinazione a difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori, obiettivo che oggi richiede una mobilitazione straordinaria ed eccezionale contro il piano di smembramento, attraverso la societàarizzazione, la privatizzazione e la precarietà, in una parola contro la liquidazione del gruppo Alitalia".

"Le altre organizzazioni sindacali e associazioni professionali rimangono ambiguamente silenziose. Purtroppo, nonostante gli impegni presi, le 9 sigle non hanno finora convocato assemblee generali, per informare i dipendenti Alitalia sulla consistenza e le implicazioni dello sbandierato accordo".

CUB: "Il movimento sindacale è nato per difendere i diritti e gli interessi dei lavoratori, non delle aziende, sulla testa dei lavoratori"

Amoroso - prendendo spunto dal contenuto di una lettera inviata dalla Filt-CGIL di Roma e Lazio ai suoi iscritti, ritenuta oltraggiosa nei confronti della CUB Trasporti, organizzazione non allineata e, pertanto, accusata pretestuosamente di intolleranza - ricorda ai sindacalisti delle 9 sigle firmatarie del cosiddetto "accordo di palazzo Chigi", del 6 maggio scorso, "le motivazioni profonde che dovrebbero ispirare l’azione e giustificare l’esistenza di un movimento sindacale, così come avveniva ai tempi di Di Vittorio e di Buozzi".

"Ricordino che il loro ruolo non è quello di difendere gli interessi dei padroni, delle aziende o dei partiti-amici. Ricordino che sono i rappresentanti dei lavoratori, non delle controparti aziendali, presidenti, amministratori delegati o dirigenti - continua sferzante il leader di base - il loro ruolo è quello di schierarsi contro gli abusi e i soprusi, le palesi ingiustizie e le storture del sistema, certamente non è quello di favorire il clientelismo o fare da cinghia di trasmissione di interessi estranei ai lavoratori".

"Vergognose sono le affermazioni palesemente pretestuose di chi, per nascondere le proprie responsabilità à di fronte agli iscritti, tenta di screditare un percorso sindacale che la CUB ha intrapreso, alla luce del sole, senza mai tradire il mandato assembleare, più volte dato e riconfermato dai lavoratori".

"Senza vergogna, lo chiamano "rilancio" dell’Alitalia"
La CUB Trasporti non lascia adito a dubbi "La verità è che nell’alleanza Air France-KLM non c’è posto per i lavoratori di terra dell’Alitalia, dal momento che il loro lavoro è già svolto dai colleghi francesi e olandesi"… "Le prime mosse di Cimoli, evidentemente avallate dal governo e dalle 9 sigle sindacali firmatarie, confermano la volontà di privatizzare la compagnia, con la dismissione dell’intero comparto di terra e l’espulsione dei suoi oltre 10 mila dipendenti.

Mentre le 9 sigle sindacali non danno alcun cenno di voler convocare le assemblee generali per illustrare e dibattere i contenuti del "tanto decantato accordo di palazzo Chigi", Cimoli - come risulta dal comunicato ufficiale diffuso dopo il CdA del 13 maggio scorso - annuncia, per la prima volta nero su bianco, la sua intenzione di voler spaccare il Gruppo Alitalia, con la creazione di due societàà distinte: Alitalia Flight, con personale navigante e aerei, e Alitalia Service, con tutto il personale di terra e i servizi. Quest’ultima frazionata, a sua volta, in una miriade di piccole e medie societàà, più o meno partecipate, come i servizi di manutenzione, l’handling, l’informatica, il call center, le merci, l’amministrazione, i reclami bagaglio. Attività di terra che, in una seconda fase - da attuarsi dopo le elezioni europee - dovrebbero essere terziarizzate, con buona pace del personale di terra, in esse relegato".

"Da più parti viene fatto rilevare che tale operazione - continua Amoroso - è una scelta suicida che non trova alcun riscontro nel modello societàario ed organizzativo delle principali compagnie europee".

Giovedì 20 maggio, manifestazione dei lavoratori davanti al Centro direzionale Alitalia della Magliana
In attesa di annunciare la nuova data dello sciopero, dopo che l’intervento della commissione di garanzia ha vietato quello indetto per tutto il trasporto aereo il 17 maggio scorso, la CUB Trasporti chiama a raccolta i lavoratori per una manifestazione, a Roma, davanti al Centro direzionale dell’Alitalia, in concomitanza con la riunione del CdA convocata nel pomeriggio di giovedì 20 maggio, alle 15,30.
Nel corso della manifestazione verrà annunciato l’avvio di una iniziativa "volta a coinvolgere le più alte cariche istituzionali del nostro Paese per sollecitare un intervento a difesa dell’Alitalia e del futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie".

Privatizzazione Alitalia: una operazione assurda e incomprensibile di dismissione di un asset strategico per tutto il Paese
Torna intanto sotto gli occhi dei riflettori la sorte riservata dal governo alla mozione - n° 1/00216 del 4 dicembre 2003 - presentata in Senato dagli esponenti di un larghissimo arco di forze parlamentari, di cui è primo firmatario il senatore Egidio Pedrini.

Mozione, di ampio respiro, che denuncia, tra l’altro, i rischi e i danni di una eventuale privatizzazione del gruppo Alitalia, invitando il governo " a ripensare la prevista privatizzazione dell’Alitalia che, se collocata temporalmente in una fase di estrema instabilità come l’attuale e in presenza di una strutturale debolezza della compagnia, rappresenterebbe una incomprensibile operazione di smembramento societàario e di svendita di un asset strategico per il Paese".

FaceBook