Attacca Scarinzi: "In alcuni istituti le lezioni sono partite senza che ci sia la delibera di approvazione"
"Corsi di formazione monopolio cattolico"
La Cub: un business da 40 milioni
"Un altro regalo ai privati dopo il buono scuola"

SARA STRIPPOLI  
Un corso triennale per operatore per le cure estetiche, agenzia Salotto e fiorito (istituto fondato nel 1838 dall´Arciprete di Santa Maria della Stella, dal 1895 gestito dalle figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli), costo 334.800 euro per 600 ore complessive. Approvato dalla Regione, si terrà all´istituto professionale Gobetti Marchesini di via Figlie dei Militari. Un corso per diventare operatore grafico. Agenzia di formazione Cnos, (Associazione di fatto istituita nel 1977 che coordina i Salesiani d´Italia), cifra identica: 334.800 euro. Destinatari gli allievi dell´istituto commerciale Galilei di Avigliana. Un terzo esempio, formazione per operatori elettrici. Questa volta l´agenzia di formazione è la Engim, Ente nazionale Giuseppini del Murialdo. Carico per la Regione Piemonte 223.200 euro.
L´elenco, pubblicato sul sito della Provincia che riceve i fondi regionali e li eroga, alla voce Direttiva Dovere di istruzione e formazione professionale 2005, si articola in 205 schede. Alcuni dei corsi indicati sono segnati in rosso, ad indicare che sono stati finanziati e ritirati prima della convenzione. In totale i corsi che partiranno per l´anno scolastico 2004-2005 sono 182, 25 in scuole pubbliche, il resto in scuole parificate. La stragrande maggioranza sono organizzati da agenzie di formazione accreditate di area cattolica, con fondi che oscillano da un minimo di 93 mila a un massimo di 334 e rotti mila euro. Altre agenzie che compaiono nella lista sono lo Ial-Cisl e lo Csea, vicina alla Cgil. Costo complessivo a carico della Regione una cifra che supera 40 milioni.
Per la Cub scuola che per venerdì ha convocato un´assemblea dei rappresentanti sindacali per discutere dei temi caldi dell´avvio dell´anno scolastico e organizzare la manifestazione del primo ottobre, la parte di riforma Moratti che riguarda la formazione professionale nella scuola superiore è uno dei punti che sin da ora si annunciano più critici. I corsi triennali gestiti dalle agenzie di formazione sono indirizzati a ragazzi di 15-16 anni che affidano le loro chance di occupazione a un percorso alternativo finalizzato all´ingresso diretto nel mondo del lavoro.

«Da una nostra prima indagine - dichiara Cosimo Scarinzi dei Cub - in quattro scuole pubbliche che hanno dato il via ai corsi di formazione non esiste la delibera di approvazione. Un fatto molto grave del quale chiederemo spiegazioni ai dirigenti scolastici coinvolti. In altri istituti la decisione è stata presa senza l´approvazione del Collegio docenti, in molti casi comunque l´informazione data ai docenti è stata largamente deficitaria». Discorso a parte per le scuole parificate: «Non possiamo non prendere atto che in questo modo si concede un doppio finanziamento alle scuole private. Prima con il buono scuola al quale ci siamo opposti con fermezza. Adesso, concedendo fondi alle agenzie che andranno a tenere i corsi in scuole della stessa area cattolica di appartenenza. Un ottimo sistema per offrire una doppia stampella a sostegno degli istituti privati».
C´è un terzo aspetto che inquieta il sindacato, il numero degli allievi che seguiranno i corsi. «Lezioni che nel migliore dei casi sono rivolte al massimo a 10-15 allievi per classe - dice Scarinzi - Impossibile per ora accertare con sicurezza la cifra complessiva dei ragazzi che parteciperanno, ma il dubbio che siano pochi rispetto ai costi è più che lecito».
La Repubblica 22 settembre 04

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