il soldo.it del 21ott04  

Navi traghetto Messina-Villa: le privatizzazioni coprono gli interessi privati a danno del bene collettivo di Filippo Sutera (coordinatore provinciale RdB-Cub)
 

Quanto sta avvenendo tra Messina e Villa San Giovanni, con la concessione anche ad una societàà privata (la Amadeus di Matacena), dell’invasatura utilizzata dalle navi di RFI Bluvia, è l’ennesimo atto di pirateria che la politica delle privatizzazioni realizza a danno del servizio pubblico.

La presenza della societàà privata, infatti, sta provocando il fermo di due navi FS ed il conseguente rischio di perdere il lavoro per oltre 200 lavoratori addetti al servizio.
In più, come nella migliore tradizione neoliberista, la Amadeus batte bandiera straniera, sottraendosi così non solo al nostro codice di navigazione, ma alla stessa contrattazione collettiva, e alle norme sulla sicurezza. Infatti i dipendenti Amadeus hanno retribuzioni inferiori anche del 40% rispetto a quelle del personale RFI, lavorano 12 ore al giorno e non 8, e su ogni nave vi sono due equipaggi contro i 5 di RFI.

Questo, oltre ad un evidente maggiore sfruttamento dei lavoratori, permette alla societàà di Matacena di abbattere i costi di imbarco del gommato di oltre il 60%, realizzando così una concorrenza sleale, perché pagata a caro prezzo dai lavoratori.
Le Ferrovie, con RFI in testa, hanno atteso alla finestra che tutto ciò avvenisse, per poter dotarsi di un alibi a copertura della propria strategia di dismissione del servizio traghetti sullo Stretto e di espulsione di personale.

La situazione venutasi a creare a Messina è quella di una città in completa agonia; i posti di lavoro, pubblici e privati, che si perdono di anno in anno, sono ormai migliaia; la classe politica che governa la città, più che incapacità sta dimostrando piena complicità con i settori forti che decidono le sorti di un comprensorio e della sua popolazione. I sindacati ammaestrati hanno dimostrato assoluta inadeguatezza nell’affrontare la crisi strisciante che strangola la città.
La CUB Trasporti di Messina è a fianco dei lavoratori della navigazione impegnati in questa nuova battaglia per la sopravvivenza ed il rilancio del trasporto pubblico, contro gli assalti dei pescicani privati. In questo momento è importante non demordere, ma continuare la mobilitazione, per indurre chi ha favorito tutto ciò, a ritornare sui suoi passi. 

21/10/2004


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Da IL NORMANNO di Messina 21.10.2004 - [NEWS] 

VERTENZA MARITTIMI: LA CUB NON CI STA 

Il Coordinamento provinciale lamenta l'assenza della dirigenza di Rfi Bluvia e denuncia coperture sindacali 
Filippo Sutera, del Coordinamento provinciale della Cub (Confederazione unitaria di base) con un comunicato inviato alla stampa interviene sulla vertenza che riguarda i marittimi di Rfi Bluvia.

Auspicando l'intervento della Commissione Parlamentare Antimafia, Sutera lamenta l'assenza nelle trattative dei dirigenti F.S. e denuncia il mancato rispetto di un accordo di programma che prevedeva la liberalizzazione degli approdi a Messina e Villa S. Giovanni dando alla societàà pubblica la Possibilità à di utilizzare uno dei quattro approdi di Villa e uno di Messina.

Secondo Sutera, su tutta la vicenda c’è stata una colpevole copertura non solo politica ed amministrativa, ma anche sindacale.

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da "il soldo.it" del 21 otobre 04

 

Un'altra pagina di vergogna si sta consumando nell’area dello stretto di Filippo Sutera (coordinatore regionale RdB-Cub)

Messina - “ … Battaglia dello stretto…”, “…ribellione dei marittimi di RFI…”, questi i titoli con cui alcuni giornali hanno redatto i loro resoconti sul disordine che ormai impera da tempo nella navigazione fra le due sponde di Sicilia e Calabria, senza minimamente curarsi di fornire dati significativi sulle manovre non tanto occulte che si celano dietro i fatti raccontati e tendenti a privilegiare alcuni vettori a discapito di altri.
Battaglie e guerra? Ma per fare la guerra occorre che i contendenti siano almeno due! Fra i vettori in lotta erano massicciamente presenti i “ Padroni privati” ( la societàà di navigazione Amadeus Matacena) a dirigere le proprie truppe, ma non si sono visti i Generaloni delle F.S. ( né il mago dei mercati di trasporto ing. Catania, né il responsabile di RFI ing. Mauro Moretti, né il direttore di Bluvia ragioniere Ceci, né i loro attendenti locali). Invece sul campo, a difendere disperatamente a denti stretti e pugni chiusi, il proprio pane e quello dei propri figli sono scesi , come al solito!, i lavoratori, i naviganti di F.S. con a fianco un coraggioso manipolo di dirigenti sindacali.

Forse sarebbe stato meglio titolare “…un’altra pagina di vergogna e di violenta rapina ai danni della proprietà dello stato si sta consumando nell’area dello stretto con la partecipazione ordinaria degli ambienti massonico-mafiosi delle città di Reggio C. e di Messina , veri e propri verminai putrescenti della democrazia…”.
In questa battaglia dove sono coloro che dovrebbero garantire che nello stretto esercitino la loro missione di trasporto vere societàà di navigazione e non corsari, pirati, bucanieri, che issano sull’albero maestro la bandiera col teschio, o l’equivalente di qualche allegro paradiso del permissivismo e dell’illegalità, e muovono così le loro navi non si sa bene con quale tabella d’armamento e dentro quali regole del codice della navigazione in ambito territoriale e con quale contratto di lavoro sono state reclutate le maestranze ( ah, il sacro mito della concorrenza! Leale!?).

Qui c’è molta materia e fatti perché la Commissione Parlamentare Antimafia scenda in campo e metta coraggiosamente le mani in questo cancro putrescente al fine di estirparlo e ridare serenità ai messinesi e ai reggini! Abbiamo detto contendenti in campo.

Ma dov’erano i notabili delle F.S.? Come sono scesi in campo a difendere quella residua quota di circa il 20, 25% del mercato del trasporto del gommato sullo stretto? Come sono scesi in campo a difendere la pluralità del mercato, oltre che i legittimi interessi da cui discende poi occupazione e posti di lavoro con regolare e dignitoso contratto di lavoro? in un paese in cui dilaga pericolosamente l’illegalità ed i comportamenti arroganti ed illegittimi dei datori di lavoro, che fanno carta straccia di ogni norma che tutela la dignità dei lavoratori ed un minimo di sicurezza sociale? Come mai all’ “approdo zero” di Villa S.G. non c’erano? La vertenza legale con i Matacena (quelli del “boia chi molla!” ed oggi con Forza Italia), che vede schierata dalla loro parte in modo acritico e miope molta parte della burocrazia amministrativa dello Stato, dura già dal 2000.

Come mai i dirigenti F.S. non si sono fatti trovare pronti? Come mai nonostante un “ accordo di programma” che prevedeva la liberalizzazione degli approdi a Messina ed a Villa, i dirigenti F.S. non hanno mai reclamato l’utilizzo di uno dei quattro di Villa e di uno di Messina dove spadroneggiano indisturbati i Franza ed i Genovese con la Tourist la Caronte e la Cartour? Come mai coloro che emettono sentenze e pareri non ne hanno tenuto conto? Forse non sapevano? Oppure non era di Loro pertinenza? Su tutto c’è stata anche una colpevole copertura non solo politica ed amministrativa, ma anche sindacale!

E’ vero! Messina è e rimane, purtroppo, un territorio di interessi forti e trasversali che il verminaio dell’illegalità massonico-mafiosa da decenni governa ai danni dei poveri e indifesi cittadini, e più in particolare delle classi lavoratrici!

Come mai per mesi i dirigenti delle F.S. e le Preposte Autorità del Mare hanno consentito che nel porto di Messina, al molo Norimberga, la motonave Cartour puntualmente tutte le sere , dalle ore 21,00 alle ore 06,00, potesse procedere indisturbata all’imbarco dei mezzi pesanti impedendo alle NN/T di R.F.I.

( quelle che a quell’ora trasportano treni per il continente) l’utilizzo delle invasature I^ e II^? Nessuno se ne è accorto? Oppure erano tutti impegnati a fare affari? I LORO!
Anni di disattenzioni e di complicità più o meno coscienti di vari Soggetti hanno portato all’inizio di un epilogo molto pericoloso! Sì, pericoloso! Perché, quando si tratta dello scontro fra la legittima difesa del posto di lavoro da una parte e la ricerca ossessiva del guadagno facile e fuori da ogni regola della civile convivenza dall’altro, si sa come inizia la battaglia, ma non si sa come finisce la guerra, con quali danni per le due sfortunate sponde e gli angheriati abitanti!

21/10/2004

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