Apc-ALITALIA/ CUB: CESSIONE INFORMATICA NON AVREBBE LOGICA
Nessuna conferma all'operazione
 

Roma, 8 feb. (Apcom) - La possibile cessione del ramo informatico di Alitalia a Ibm sarebbe senza logica né industriale né economica. Un'operazione che si spiegherebbe solo nell'ottica dell'ingresso nella holding con Air France e Klm che gestirebbe in proprio le attività informatiche. Sarebbe questa, secondo Antonio Amoroso del Cub, la spiegazione per un'eventuale vendita ad Ibm data per imminente da un quotidiano.

"Non ci stupirebbe - sostiene Amoroso - perché Cimoli, già alle FS aveva esternalizzato la divisione informatica. Inoltre la dismissione tranquillizzerebbe l'Unione europea che, proprio su Az servizi ha aperto un'inchiesta".

La cessione, aggiunge, sarebbe fatta non tanto e non solo, per fare cassa e alleggerire l'organico, quanto piuttosto "nell'ottica dell'ingresso della holding con Air France e Klm. La compagnia francese infatti, con il doppio della flotta di Alitalia ha circa 2.000 addetti all'informatica, quasi quattro volte quelli di Alitalia per cui sarebbe perfettamente in grado di gestire l'intero servizio".

Nessun commento da parte dell'Ibm sulla questione. Fonti aziendali confermano l'esistenza, peraltro nota, della trattativa nella quale sono presenti anche altre aziende, ma su un presunto e imminente esito favorevole a Ibm "non rilasciano nessun commento".

tempi in ogni caso non saranno brevi senza considerare che non è escluso che potrebbe non esserci alcuna cessione. Del resto, lo stesso presidente e amministratore delegato di Alitalia, Giancarlo Cimoli, ha più volte detto che non intende privarsi di un settore così delicato per l'azienda come quello informatico.  

La soluzione Ibm sembra quindi tutt'altro che vicina. Rimane in piedi, invece, il percorso previsto dal piano industriale di scorporare la divisione informatica e conferirla ad Az servizi che, a sua volta, verrà acquisita per il 49% da Fintecna.

Malgrado l'ipotesi della cessione a Ibm sia tutt'altro che avvalorata dai diretti interessati, resta l'allarme tra i lavoratori. "La dismissione - afferma Amoroso - sarebbe un fatto negativo perché si cederebbe un patrimonio di conoscenze a una societàà che lavora anche per la concorrenza. Secondo uno studio effettuato dalla societàà di consulenza statunitense Gardner, l'esternalizzazione del ramo informatico non comporta un abbattimento dei costi.

Anzi, c'è un aumento dei costo non esorbitante per i primi tre anni dopodiché alla scadenza del contratto, in genere tre anni, i costi si impennano. Senza considerare la perdita di controllo su attività strategiche che, dal punto di vista industriale, è molto negativa". Per protestare contro questa possibile operazione, spiega Amoroso, la Cub "farà ripartire a breve la mobilitazione dei lavoratori. Da subito verranno avviate le procedure di raffreddamento per indire uno sciopero e Mercoledì ì 8 ci sarà una prima assemblea".

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