DA ALLEGATO B DELLA CAMERA DEI DEPUTATI DEL 10 MAGGIO 2005

 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


CENTO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.


 – Per sapere - premesso che:
il gruppo Auchan da gennaio 2005 ha acquisito in blocco il comparto alimentare del gruppo La Rinascente e occupa sul territorio nazionale circa 27.000 dipendenti assunti in maniera diretta di cui alcune migliaia solo nella provincia di Roma;


l'azienda è costantemente in crescita esponenziale sia per quanto riguarda gli utili del gruppo, sia nella sua presenza sul territorio, che nel numero dei dipendenti;

sono previste
nuove aperture della catena Auchan nel comune di Roma (zona Fiumicino) una a settembre 2005 che occuperà circa 800 dipendenti ed un'altra a maggio 2006 (zona Bufalotta) che occuperà circa 400 dipendenti;malgrado l'alto rendimento azionario del gruppo, l'aumento dei punti vendita, la crescita del numero dei dipendenti e la notevole solidità del gruppo, nell'azienda si effettuano solo assunzioni di lavoratori precari;

con il nuovo contratto del commercio firmato 2 luglio 2004 da Cgil, Cisl, Uil nelle nuove aperture possono essere assunti lavoratori precari fino al 100 per cento della forza lavoro;
la Confederazione unitaria di base C.U.B. si è opposta a questo strapotere aziendale in tema di precarietà e l'azienda ha reagito licenziando ingiustamente e demansionando alcuni sindacalisti e per questo atteggiamento si sono susseguiti diversi scioperi con astensione altissima dei dipendenti e conseguenti manifestazioni fuori dei luoghi di lavoro;

detti lavoratori precari neo assunti (lavoratori interinali, a termine, apprendistato, a progetto, intermittenti, stagisti) si affiancano ai «vecchi» precari padri di famiglia che lavorano ormai da anni ma solo a part-time e con orari che gli impediscono di svolgere un altro lavoro per arrivare a raggiungere un salario minimo per una vita dignitosa;

detti lavoratori sono, di fatto, sofferenti e penalizzati nella loro condizione in quanto soggetti a rinnovo contrattuale a discrezione della direzione aziendale, e questo clima di sudditanza al potere discrezionale del datore di lavoro si riflette nella vita di relazione, nella totale assenza di pianificazione, di orari predefiniti, di pause di riposo adeguate, di trasferimenti arbitrari, eccetera, a cui sono esposti;

di detta condizione ne è sofferente anche l'economia in quanto non essendo lavoratori stabili, a loro viene precluso qualunque possibile finanziamento fosse anche per pagare un frigorifero e le rate di una macchina o semplicemente per versare l'anticipo per acquistare la prima casa -:
se il ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti e se questi corrispondano al vero e quali iniziative intenda adottare a tutela dei lavoratori coinvolti.


(4-14363)

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