Dirigenti scolastici o promotori finanziari ?Cub Scuola critica l’Espero

Milano – Molti a scuola hanno sentito parlare di Espero, il Fondo pensionistico cogestito dal Ministero dell’Istruzione e dai sindacati, proposto agli insegnanti e a quanti altri lavorano nel mondo dell’istruzione, come strumento per sperare di rimpinguare le magre pensioni del futuro. Molteplici le critiche che Espero si è già attirato: una per tutte, quella del SinCobas che bolla la speranza come “truffa” e invita a spernacchiare chi ha avuto l’idea. L’ultima novità in tema riguarda i Dirigenti scolastici che secondo il Ministero, dovrebbero sensibilizzare i colleghi invitandoli a mettere mano al portafoglio, sottoscrivendo quote del Fondo. Con la riapertura degli istituti dopo le vacanze, anche in Lombardia si potrebbe scoprire che quel che è successo in Piemonte si replicherà nelle altre regioni. La denuncia arriva da Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale Cub Scuola: <<Il Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale piemontese, Anna Maria Dominici – dice Scarinzi – ha inviato una circolare ai Dirigenti, invitandoli a sensibilizzare in particolare il personale da poco immesso in ruolo e quello assunto con contratto a tempo determinato, sui “concreti e rilevanti benefici che essi possono trarre aderendo al Fondo Espero”>>.

<<Che i Dirigenti, moderna versione dei vecchi, cari Presidi e Direttori Didattici, siano stimolati a governare gli istituti loro affidati, come aziende, è sin troppo noto – aggiunge Scarinzi – come noti sono i guasti che derivano da questa evoluzione alla didattica ed alla qualità dello studio. Che però i Dirigenti debbano svolgere il ruolo di promotore finanziario è un fattore che va oltre le nostre fantasie ed i nostri incubi del passato!>>.

Molte le domande formulate da Cub Scuola che, a questo punto, attendono una risposta. Ad esempio: i Dirigenti scolastici hanno le competenze per offrire consigli sull’andamento delle azioni e delle obbligazioni? Quest’attività comporterà un’adeguata retribuzione? Sono previste modificazioni dei loro uffici e delle segreterie delle scuole per renderli più simili ad uffici postali con la corrispondente offerta di prodotti ai clienti?

L. Mazz.
Il Giorno – Martedì 6 settembre 2005

FaceBook