Corriere della Sera e Sole 24Ore: Dopo tre mesi di campagna per il trasferimento del tfr è magro il raccolto dei fondi pensione, solo 100mila adesioni su 10milioni di lavoratori

 

Ottantamila le adesioni ai fondi pensione secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera il 16/4, con titolo “Fondi pensione una partenza in salita” 110 mila le adesioni E’ un dato deludente se paragonato agli oltre 10 milioni di lavoratori chiamati alla scelta.
Secondo il Sole 24ore del 14/4 con titolo “Adesioni, la lunga marcia”, sono in 62 mila i lavoratori che hanno scelto i fondi negoziali, 26 mila quelli che hanno scelto i fondi aperti e 9 mila hanno prenotato i Pip.
Gli “entusiasti” della pensione di scorta sono meno dell’1% e ciò rappresenta un segnale di grande saggezza da parte dei lavoratori che non si fanno abbindolare facilmente dai piazzisti di turno e conferma la bontà della battaglia contro lo scippo del tfr ed il rilancio della previdenza pubblica condotta dalla Cub.
Secondo gli ultimi dati, neanche i rendimenti dei fondi nei primi tre mesi sono tali da rappresentare una spinta all’adesione essendo uguali al rendimenti del tfr.
Che si stia in una fase di stallo, è dimostrato anche da quanto sostenuto nell’occasione da Scimmia, presidente del Covip.
Scende direttamente in campo; sostenendo che “se la riforma non dovesse avere successo, tra due o tre anni bisognerà intervenire: rafforzando la previdenza di base con il ricorso alla fiscalità, conferendo il tfr all’inps oppure rendendo obbligatoria l’adesione.
Dal 2040 sarà necessario avere una previdenza non più complementare ma sostitutiva che assicuri un 15/20% dell’ultimo stipendio”.

A cura dell’ufficio studi Cub
Milano 16-4-07

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