ANSA/LAVORO: DITTA A OPERAIA-MAMMA LICENZIATA , SI' A POSTO, NO FLESSIBILITA' - La ICP-Fiap e' disponibile a reintegrare la dipendente ma non a riconoscerle la mezz'ora di flessibilita' per la pausa mensa.

LAVORO: DITTA A OPERAIA-MAMMA, SI' A POSTO, NO FLESSIBILITA'

(ANSA) - MILANO 7 GEN - L'Ipc-Faip di Vaiano Cremasco

(Cremona), l'azienda che ha licenziato Raffaella, l'operaia-mamma che arrivava in ritardo per poter portare da scuola a casa la figlia, e' disponibile a reintegrare la dipendente ma non a riconoscerle la mezz'ora di flessibilita' per la pausa mensa che ha fatto nascere il caso. Lo ha reso noto Angelo Pedrini, della FlmUniti-Cub, dopo l'incontro con la direzione della societàa'.
La vicenda nasce nel gennaio 2006 quando la pausa mensa alla Ipc-Faip, specializzata nella costruzione di idropulitrici, viene ridotta da un'ora e mezza a un'ora. Alla dipendente viene dato un permesso temporaneo ma dallo scorso settembre (con il
nuovo anno scolastico) l'azienda pretende il rispetto dell'orario. Raffaella non riesce a stare nei tempi perche' deve
accudire la figlia dodicenne e viene richiamata e poi licenziata nonostante la FlmUniti-Cub proclamasse uno sciopero di mezz'ora
''anche per consentirle di assolvere il suo diritto-dovere di madre''.
Dopo che la storia e' stata denunciata dal sindacato alla stampa ed e' stato fatto ricorso alla magistratura, e' intervenuto il sottosegretario al Lavoro Rosa Rinaldi che ha chiesto all'azienda di tornare sui suoi passi ed ha espresso solidarieta' all'operaia. Martedi' 9 gennaio e' prevista la prima udienza davanti al giudice del Lavoro di Crema.
Quindi la Ipc-Faip - secondo quanto fatto sapere dalla Cub - si e' detta, in un incontro con il sindacato di base, disponibile a reintegrare Raffaella ''ma nulla di piu'''.
''L'apertura dell'azienda e' sicuramente un fatto positivo - ha sottolineato Pedrini - ma e' evidente che il problema e' quello
di fare conciliare i tempi di lavoro con quelli di vita come previsto dale leggi e dallo stesso concetto di flessibilita' di cui tanto parla Confindustria.
La Ipc-Faip dispone, con i suoi 162 dipendenti, di oltre 1.000 ore lavorative al giorno, possibile che non possa gestirne lo 0,05%?. Inoltre l'operaia ha piu' volte detto di voler recuperare la mezz'ora o di rinunciare allo stipendio e quindi per la Ipc-Faip il costo e' zero''.
''Sulla questione della salvaguardia dell' occupazione femminile - ha concluso il sindacalista - e' intervenuta la consigliera di parita' di Cremona che, sulle base della varie leggi in materia, chiede la reintegrazione immediata di Raffaella''.

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