Da “cremaonline.it” del 4 gennaio 2007 - Mamma operaia licenziata dalla Faip: invito al dialogo del sottosegretario al Ministero del Lavoro

Da “cremaonline.it” del 4 gennaio 2007

Mamma operaia licenziata dalla Faip: invito al dialogo del sottosegretario al Ministero del Lavoro
   
Sindacati - Anche il sottosegretario al Ministero del Lavoro, Rosa Rinaldi , interviene sulla vicenda di Raffaella, l'operaia di Vaiano licenziata dalla Faip dopo un braccio di ferro sull'orario di rientro dopo la pausa pranzo.
A renderlo noto è Carmine Fioretti, rappresentante della Flmuniti-Cub, la sigla sindacale che ha sostenuto la battaglia della donna a sostegno della quale ha organizzato per domani, dalle 16 alle 19 nella sede di Rampazzini 22, una “merenda di solidarietà”.
«Il sottosegretario» comunica Fioretti, «ha scritto sia a Raffaella che all'azienda, chiedendo una soluzione positiva. Ha inoltre messo a disposizione gli uffici del ministero per affrontare la vicenda».
Un gesto di solidarietà e conciliatorio, cui la Flmuniti ha dato seguito: è stato infatti chiesto un incontro con la Faip per cercare una soluzione prima dell'udienza in tribunale del prossimo 9 gennaio.
«È nostra opinione» prosegue Fioretti, «che sarebbe importante risolvere positivamente la vertenza anche prima di quella data, con il rientro in fabbrica di Raffaella. Speriamo che ciò si realizzi al più presto».
La storia è ormai nota: dopo un cambiamento negli orari della pausa pranzo, la donna non avrebbe più potuto andare a prendere la figlia a scuola a Crema. Per questo motivo aveva proseguito a entrare in ritardo, dopo aver compiuto il suo dovere di madre. L'azienda, però, non aveva gradito e dopo numerosi richiami aveva deciso per il licenziamento.
«Le motivazioni che sosteniamo e a quanto pare sostengono in molti» conclude il rappresentante della Flmuniti, «fondano le loro radici nei diritti di Raffaella, sanciti da norme europee e italiane. Per esempio, citiamo la legge sulla parità e la legge per le azioni positive: quest'ultima, poco conosciuta, obbliga le aziende a evitare comportamenti che compromettono e/o discriminano la presenza femminile nei luoghi di lavoro.
E poi c'èe la legge sui congedi parentali, che prevede la disponibilità di un fondo di sostegno per quelle aziende che favoriscono il mantenimento, il miglioramento dell'occupazione femminile. Del resto, la cosiddetta conciliazione dei tempi di lavoro e di vita sono alla base dei diritti per tutte le donne».

Mercoledì Ì 3 GENNAIO 2007

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