ANSA PER SINDACATI DI BASE 25 MILA PRESENZE A MILANO
   (ANSA) - MILANO, 17 NOV -
''Dire che questa Finanziaria scippa il Trattamento di fine rapporto, il Tfr, in previsione dell'ulteriore taglio delle pensioni, che si taglia su tutto e si introducono nuovi ticket e tasse non vuol dire essere pazzi, pazzo e' chi la vuole''.
E' stato questo il leit-motiv del corteo a Milano per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base.
Un grande striscione, su cui era scritto 'Redistribuire davvero il reddito a lavoratori, precari e pensionati. No allaFinanziaria di Confindustria, Governo e Cgil, Cisl e Uil. Basta Guerra e spese militari', ha aperto la manifestazione che si e' mossa da piazzale Cadorna dopo le 10 e alla quale si sono aggiunti migliaia di studenti provenienti da largo Cairoli.
Dietro, e poi sul palco di piazza Duomo dove si e' tenuto il comizio conclusivo, si notavano diversi manifestanti con scritte 'sandwich' davanti e dietro sui temi specifici.
Argomenti diversi ma ritornello unico:
''Sono pazzo a non volere i ticket sanitari?,
Sono pazzo perche' non credo alla bufala del contratto del pubblico impiego?,
Sono pazzo perche' non voglio l'aumento dell'eta' pensionabile?''.  All'iniziativa hanno preso parte operai di molte realta' industriali (fra i quali l'Alfa Romeo di Arese), precari, giovani, pensionati, e militanti del Movimento per la costituzione del partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando.
Presenti tutte le sigle della galassia del sindacalismo di base per prima la Confederazione unitaria di base (Cub) e poi i Cobas, i SinCobas, tradizionalmente vicini a Rifondazione Comunista, Rdb, Usi e Unicobas.
In tutto, secondo i dati degli organizzatori, erano presenti ben oltre 25 mila persone.
La protesta, dichiaratamente contro la Finanziaria e la ''politica liberista del Governo Prodi in continuita' con l'esecutivo di Berlusconi'', non era solo diretta a contrastare la manovra economica ma ha indicato precise richieste. Tra queste: l'abolizione del pacchetto Treu e della legge 30 sul mercato del lavoro, un aumento consistente di salari e pensioni e la loro rivalutazione automatica a fronte della crescita dei prezzi, e il reddito garantito a precari, disoccupati e cassaintegrati.
E ancora il rilancio della previdenza e della sanita' pubbliche.
Fra i leader sindacali che hanno parlato dal palco Pippo Fiorito e Carmelo Calabrese della Cub e Corrado Delledonne dei Cobas che hanno affermato ''che i soldi sono andati solo alle imprese con il famigerato cuneo fiscale che non si e' visto per i lavoratori con la complicita' di Cgil, Cisl e Uil''.
''Sono tre le questioni centrali che poniamo – ha sottolineato Dionisio Masella responsabile del Centro studi Cub - e cioe' la redistribuzione del reddito, il no alle spese militari e alle guerre e il no allo scippo del Tfr.
La Finanziaria non solo non va in questa direzione, ma aggrava la situazione e per questo oggi noi siamo qui. Inoltre la riforma fiscale distribuisce briciole perche' vengono aumentate le tasse locale e i contributi previdenziali. E' grottesco sostenere che siano i ricchi a pagare''. (ANSA).
 

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