BRACCO: La CUB, NO A CIGS PER 355 DIPENDENTI - La Cub protesta contro l'accordo, siglato dai sindacati confederali e azienda, che prevede la cassa integrazione per 355 dipendenti, ''a zero ore e senza rientro''


LAVORO: BRACCO; CUB, NO A CIGS PER 355 DIPENDENTI, AZIENDA, USATI AMMORTIZZATORI SOCIALI E MIGLIORATA EFFICIENZA

(ANSA) - MILANO, 7 LUG - La Confederazione unitaria di base (Cub) protesta contro l'accordo, siglato dai sindacati confederali di categoria e dall'azienda, che prevede la cassa integrazione guadagni straordinaria (cigs) per 355 dipendenti, ''a zero ore e senza rientro'', su circa 955 nella sede milanese del Gruppo Bracco, storica azienda del settore farmaceutico.
Il sindacato di base denuncia ''la chiusura anche della ricerca a Milano, quando invece il management ne' parlava come di un fiore all'occhiello''.
In particolare, il testo dell'accordo (che e' stato fornito dalla Cub) prevede - e' stato spiegato dalla Cub in una conferenza stampa davanti all'industria farmaceutica - la messa in cigs in maniera graduale di 245 lavoratori, nello stabilimento del quartiere di Lambrate di Bracco Spa, per 24 mesi a partire da luglio in funzione della ''cessazione della produzione farmaceutica prevista entro il primo trimestre 2007''.
E di 110 lavoratori, sempre a partire da questo mese e per due anni, a causa della ''cessazione del centro ricerche'', posti in cigs alla Bracco Imaging Spa. ''Oltre alla dismissione completa della produzione a Milano - hanno denunciato Angelo Pedrini, sindacalista della Cub e Fulvio Uberti della Rsu della Bracco - il rischio tangibile sono i licenziamenti a fine cigs e il complessivo ridimensionamento della logica industriale e occupazionale del gruppo''.
 La Bracco replica che l'azienda ''ha avviato e concluso nel mese di aprile 2006 un confronto con le organizzazioni sindacali, che ha portato a un accordo di riorganizzazione finalizzato a un miglioramento della competitivita' e dell' efficienza del gruppo stesso, il quale opera in un mercato sempre piu' concorrenziale.
Tale processo si sviluppera' in un arco temporale biennale e prevede, tra l'altro, lo spostamento delle attivita' del Centro ricerche di Milano presso il gia' esistente Centro Bracco a Ivrea.
La direzione e la gestione delle attivita' di Ricerca e Sviluppo del Gruppo, a livello mondiale, restano a Milano presso il sito di Lambrate''.
'Occorre infatti sottolineare - conclude la societàa' - quanto, in un gruppo che opera su scala globale, la vera criticita' sia il governo delle attivita' svolte nel mondo e la Possibilità a' di cogliere ogni opportunita' da una posizione centrale, che resta a Milano.
Il processo sara' attuato attraverso una serie di strumenti specifici, quali la ricollocazione del personale, progetti di formazione e riqualificazione professionale, attivita' di outsourcing, mobilita' interna e ricorso agli ammortizzatori sociali utili.  È previsto che nell'area di Milano rimarranno attive circa 600 persone''.

(ANSA).

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