ELEZIONI: DECALOGO CUB PER INCONTRO PRODI E BERLUSCONI RICHIESTA FATTA ANCHE AD ALTRI LEADER, (ANSA) - MILANO, 23 MAR 2006

La Confederazione unitaria di base (Cub) ha chiesto ai leader dell'Unione e della Casa della Libertà, Romano Prodi e Silvio Berlusconi, e a tutti i  segretari e i presidenti dei rispettivi partiti delle diverse  coalizioni, un incontro per illustrare una sorta di 'decalogo'  delle richieste del sindacato di base in vista delle elezioni.
Al centro: precarietà, diritti dei lavoratori, pensioni,  salari, diritto di sciopero e democrazia sindacale.    Oggi pomeriggio - e' stato spiegato in conferenza stampa dal  coordinatore nazionale Piergiorgio Tiboni e da Carmelo Calabrese  della segreteria e responsabile lombardo - si terrà un primo  incontro con il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, a Monza.
In sintesi fra le richieste la Cub indica il superamento del  precariato con l'abolizione del pacchetto Treu e della legge  Biagi, l'adeguamento di salari e pensioni a livello europeo sia  con consistenti aumenti sia con il ripristino della Scala Mobile, la centralità della previdenza pubblica agganciando i  trattamenti anche alla dinamica delle retribuzioni e la  cancellazione del silenzio-assenso nella legge che prevede il  trasferimento del trattamento di fine rapporto (tfr) nei fondi  pensione.
E ancora il sindacato di base chiede la difesa del  diritto di sciopero ''praticamente quasi abolito dall'attuale  normativa e dalla Commissione di garanzia nei servizi pubblici  essenziali'' e l'applicazione concreta della democrazia  sindacale ''negata dal fatto che un terzo dei rappresentanti  sindacali viene garantita a Cgil, Cisl e Uil nelle aziende  private indipendentemente dai risultati delle votazioni''.    
''Chiediamo a Prodi e Berlusconi e a tutti gli altri leader  di ascoltare le nostre proposte e la posizioni dei 700 mila  lavoratori e pensionati iscritti e dei milioni di cittadini che rappresentiamo - hanno affermato Tiboni e Calabrese -.(ANSA)
Sul  lavoro bisognerebbe regolamentare solo due categorie: i  dipendenti e i veri autonomi creando una occupazione stabile e  ben retribuita. L'attuale precariato esiste da piu' di 10 anni e  richiamiamo i politici alle loro responsabilità à: e' il prodotto  delle loro leggi, non e' un caso. Ora si tratta di superarlo  sostenendo sia con integrazioni del reddito, sia con  l'abbattimento del costo dei servizi essenziali i lavoratori a  tempo determinato, a progetto, i pensionati e chi e' stato  flessibilizzato''.

 

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