Il commento di Giulia Bertelli della Cub-Scuola sulle pagine dei quotidiani di Torino

CORRIERE della Sera di TORINO 19 agosto 2019

Scuola, maestre diplomate: in 500 immesse in ruolo da settembre lavoreranno a pieno titolo
Hanno superato il concorso straordinario indetto per evitare il rischio di licenziamento in massa indotto dalla sentenza del Consiglio di Stato
di Chiara Sandrucci

Molte erano in vacanza e hanno dovuto partecipare per delega. Lunedì mattina all’Istituto Pininfarina sono state immesse in ruolo 276 maestre della scuola primaria. Quasi tutte «diplomate magistrali» che hanno superato il concorso straordinario indetto per evitare il rischio di licenziamento in massa indotto dalla sentenza del Consiglio di Stato. Molte già di ruolo con riserva, da settembre lavoreranno a pieno titolo. «Ma questo giochetto è servito a far risparmiare il governo, che ha riassunto personale già al lavoro in classe e ha evitato di assumere i veri precari», commenta Giulia Bertelli del sindacato Cub Scuola. Una convocazione «a sorpresa» avvenuta una settimana fa, organizzata nella settimana di Ferragosto. Tanto che sono state molte le deleghe affidate al sindacato o ai parenti rimasti in città.
Scuola dell’infanzia
Senza le maestre magistrali, l’anno scolastico non sarebbe potuto partire. Oggi tocca alle maestre della scuola dell’infanzia, quasi 300 assunzioni. «Numeri così bassi non riescono nemmeno a coprire il fabbisogno determinato dal normale turn over unito ai pensionamenti di quota 100», commenta la Cub che lamenta anche l’esclusione dal concorso di tante altre colleghe che non rispondevano ai requisiti imposti dal Ministero. Il prossimo 20 agosto le maestre assunte potranno scegliere di restare nella sede dove hanno lavorato finora, per garantire la continuità didattica. Soltanto per un anno, però. Poi si vedrà.

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Intervista a "LAREPUBBLICA.IT"

Torino La maestra sindacalista: "Ora sono di ruolo, ma non esulto: non ho vinto la battaglia"
E' tra i 500 diplomati assunti a tempo pieno, ma altri 2300 restano precari: "Tutti meritavano la cattedra"
di JACOPO RICCA 14 agosto 2019

"Entrare in ruolo non cambia la mia vita. Ora però non dovrò passare le giornate temendo una sentenza negativa". Giulia Bertelli, insegnante e sindacalista Cub, ha ottenuto il contratto a tempo indeterminato come maestra, per il quale si è battuta per anni, arrivato dopo aver passato il concorso straordinario: "Per me sarebbe stata una vittoria se fossero state assunte tutte le persone che lo meritano - racconta - Non vivo solo la mia vicenda personale, ma anche delle mie colleghe".
Non è un peso da cui si alleggerisce?
"Certo. Non sento più la spada di Damocle sulla testa, ma io resterò al fianco delle mie colleghe. Anche perché questo è il mio secondo passaggio in ruolo perché prima c'eravamo già arrivate coi ricorsi. In ogni caso questa è la dimostrazione che il nostro titolo di studio ha un valore. Per anni si è cercato di affossarlo e limitarlo e invece c'è la controprova che avevamo ragione e che la nostra battaglia era giusta".
È diventata sindacalista per questo?
"Quando ho iniziato a lavorare mi sono iscritta. Ho sposato il sindacato di base perché condividevo le posizioni e le istanze Cub, da iscritta ho fatto emergere la questione delle diplomate magistrali: ho spiegato che eravamo in tante e non era possibile che fino a prima del 2000 quel titolo valesse e poi fosse diventato carta straccia. Mi hanno aiutata molto. Prima ad affrontare il problema e poi a farne una vertenza. Ora sono coordinatrice provinciale, ma molto è iniziato da questa battaglia fatta propria dalla Cub".
Da quanto tempo se ne occupa?
"Ho iniziato più di 15 anni fa a lavorare da precaria e dopo 15 anni si arriva a una soluzione del problema. Non è risolto però per migliaia di colleghe e questo per me resta un punto su cui continuare a lavorare".
Com'è stato prendere questo incarico?
"L'ho fatto a distanza perché sono in Sicilia per motivi familiari, ma ho seguito non solo la mia chiamata ma quella di tutte le altre colleghe in diretta costante con i colleghi e con i sindacalisti che erano lì a dare una mano. Il 20 agosto però sarò presente per scegliere la sede".
Dove andrà?
"Non lo so ancora però a settembre tornerò a a insegnare nella scuola dove sono stata negli ultimi anni, anche se sarà solo un utilizzo e non il mio posto ufficiale che invece sarà assegnato a un precario".
Sono contenti i suoi studenti?
"I bambini a giugno erano disperati perché non avevano la certezza che sarei riuscita a tornare. A luglio quando abbiamo avuto conferma che era possibile ho avvertito subito i genitori. Si tratta di un rapporto iniziato tre anni fa. Sia genitori che alunni della mia classe sono venuti in piazza con me a manifestare e sono dalla nostra parte sempre e di questo sono grata a loro".



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