La CUB Nazionale aveva espresso la propria solidarietà ad Aldo per la brutta vicenda  che lo aveva coinvolto a fine gennaio 2017

Sindacalista storico, dopo una vita spesa e  dedicata alla militanza sindacale, Milani, oggi coordinatore nazionale del S.I.Cobas, era stato arrestato con l'infamante  accusa di estorsione ai danni dell’amministratore delegato della Levoni insieme a Daniele Piccinini, responsabile di una società di consulenza.

Da quel momento Aldo è stato costretto a muoversi  tra lotte e cortei da sorvegliato speciale”.

Aldo è stato incastrato in una “montatura” organizzata ad arte dal padronato e finalizzata a far apparire  i sindacati di base e le loro incisive  lotte nella logistica  come bande di ladroni o facinorosi estorsori
Il video muto diffuso dai media si prestava a diverse interpretazioni ma dall'inizio delle indagini la Magistratura ha avuto modo di approfondire ogni aspetto della vicenda scagionando completamente  Aldo e riconosciendo un valore sociale al sindacato . Da quanto risulta dalle cronache dei giornali Daniele Piccinini presente al tavolo trattative Levoni ha patteggiato la pena.

Esprimiamo la nostra soddisfazione per come si è conclusa la vicenda.
Non saranno di certo gli intrighi della borghesia a fermare le lotte dei lavoratori!
I veri estorsori sono i padroni !


CUB Milano, 13 maggio 2019

 

 


 

 Il fatto quotidiano Link

Articolo tratto da Modena Today

Modena, leader nazionale del sindacato Si Cobas assolto dall’accusa di estorsione: “Cade castello di carta”

Aldo Milani era stato arrestato il 27 febbraio del 2017 con l'accusa di estorsione aggravata e continuata nei confronti del gruppo di Sante Levoni, attivo nel settore della lavorazione delle carni. Lui si era sempre dichiarato estraneo: "Un tranello, a quell'incontro non dovevo nemmenoe esserci"
Il tribunale di Modena ha assolto Aldo Milani, leader nazionale del sindacato Si Cobas, dall’accusa di estorsione ai danni degli imprenditori Levoni, proprietari dell’azienda di lavorazione carni Alcar Uno di Castelnuovo Rangone. A febbraio la Procura, con la pm Claudia Natalini, aveva chiesto la condanna a due anni e quattro mesi per Milani, con l’attenuante di aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale. Oggi Milani è stato assolto per non aver commesso il fatto. Nello stesso fascicolo l’intermediario Danilo Piccinini, di Ferrara, è stato condannato in abbreviato a due anni e quattro mesi.

Esultano gli iscritti, che lo hanno atteso fuori dal tribunale e che in questi anni hanno organizzato diverse manifestazioni di sostegno e solidarietà al loro coordinatore. “L’intera vicenda era solo un’enorme castello di carta – scrivono in un comunicato – utile a demonizzare chi come il Si Cobas ha osato scoperchiare il “sistema-Modena“. “Milani è stato assolto perché non ha commesso nessuna attività estorsiva, né da solo, né in concorso – spiega Marina Prosperi, che ha difeso il sindacalista insieme all’avvocato Alessandro Gamberini – Si fa chiarezza su una vicenda nata come torbida, che ha avuto un esito eclatante con l’arresto di Milani e una grande visibilità mediatica”.
Milani era stato arrestato il 27 gennaio 2017 e i fatti contestati dalla procura di Modena risalivano alla fine del 2016 e all’inizio del 2017. Secondo l’accusa, Milani avrebbe preteso tra i 60 e i 90mila euro dai Levoni, per fermare i picchetti di fronte allo stabilimento, una protesta contro le condizioni di lavoro e al licenziamento di alcuni dipendenti di coop in appalto all’azienda stessa. Le telecamere nascoste, piazzate della squadra mobile, avevano ripreso il passaggio di una busta bianca, data da uno dei due esponenti dell’azienda (d’accordo con la polizia) all’intermediario Danilo Piccinini, seduto accanto a Milani.

Nel video, che è senz’audio, non si vede Milani prendere i soldi. Il sindacalista ha sempre sostenuto di essere all’oscuro della richiesta di denato fatta da Piccinini ai Levoni. “Piccinini faceva da intermediario fra noi e i Levoni stessi” aveva spiegato Milani in un’intervista al Fatto.it. “Non so se sono stati i padroni di questa azienda a tirarmi un tranello o lui stesso. Piccinini aveva chiesto 90mila euro per sé, così io bloccavo la lotta”. Ma secondo il sindacalista “gli stessi Levoni non sapevano se io ero informato della proposta che Piccinini aveva fatto loro. Io sono andato lì a parlare dei 55 licenziati e basta”

 

Articolo tratto da Modena Today

 

Aldo Milani assolto dall'accusa di estorsione, esultano i SI Cobas

l leader nazionale del sindacato di base Si Cobas, Aldo Milani, è stato assolto per non aver commesso il fatto, oggi in tribunale a Modena al processo che l'ha visto imputato per estorsione ai danni dei fratelli Levoni. La vicenda è quella collocata tra fine 2016 e inizio 2017, i mesi dei duri picchetti di Castelnuovo Rangone di fronte ai cancelli della Alcar Uno, ditta di lavorazione carni della famiglia Levoni che si serve di manodopera in appalto. L'accusa contestava a Milani di aver estorto denaro ai Levoni insieme al consulente sindacale Danilo Piccinini (già condannato in abbreviato a due anni e quattro mesi) per depositarlo nella 'cassa di resistenzà del sindacato, in cambio di uno stop agli scioperi (si è sempre parlato di una somma tra i 60.000 e i 90.000 euro). La sentenza a cura del collegio presieduto dal giudice Federico Maria Meriggi, ora, assolve dunque Milani, presente anche oggi in udienza e poi raggiunto da un gruppo di iscritti Si Cobas fuori. La Procura, con la pm Claudia Natalini, in febbraio aveva chiesto una condanna a due anni e quattro mesi per Milani, con l'attenuante di aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale.

La difesa dei fratelli Levoni, prima di annunciare ricorso, si riserva di leggere le motivazioni alla base della sentenza. Commenta appena uscito dall'aula l'avvocato che assiste nella vicenda gli imprenditori Levoni, Cosimo Zaccaria: Milani "è stato assolto con la formula dubitativa, quindi dell'assenza di certezza della prova. Leggeremo le motivazioni, previste nel termine dei 90 giorni. Prendiamo atto della formula dubitativa, non vi è una formula piena, e soprattutto- continua Zaccaria- l'impianto accusatorio, da quello emerge, sembra reggere, perchè si parla di non aver commesso il fatto. Le sentenze devono essere rispettate, poi pero' possono anche essere impugnate. Ribadisco, ci riserviamo di leggere le motivazioni".

Milani, accolto fuori dal tribunale dagli iscritti Si Cobas, che sorridenti postano foto con lui anche e soprattutto oggi, si è sempre detto estraneo ai fatti, parlando di "trappola orchestrata ad arte per fermare il sindacato". Dell'arresto di Milani e del mediatore ferrarese Danilo Piccinini, condannato in abbreviato lo scorso luglio a due anni e quattro mesi, si era occupata la squadra mobile, cogliendo in flagranza Piccinini mentre riceveva dai Levoni, al fianco del coordinatore Si Cobas, una busta con 5.000 euro.

All'udienza del 27 marzo l'avvocato di Milani, Alessandro Gamberini, al fianco della collega Marina Prosperi, tornava cosi' sulle intercettazioni di cui si era occupato il vicecommissario e dirigente della Digos di Modena Marco Barbieri: "Le parole di Barbieri della Digos ricordano la modalità della caccia su una preda golosa. Nel passaggio di mani di Levoni a Piccinini non si dice 'vi do' ma 'ti do'. I soldi vengono consegnati direttamente a Piccinini, che se li mette in tasca. Ma poi, nei brogliacci, non si fa cenno a quel che si è detto dopo, quando Milani parlava della trattativa sindacale", spiegava Gamberini in aula di fronte al collegio presieduto dal giudice Federico Maria Meriggi. Si legge intanto, su Milani, nella pagina Facebook dei Si Cobas di Modena: "Aldo è stato assolto questa mattina con formula piena. Cade definitivamente l'infame montatura giudiziaria ai danni del Si Cobas e di tutte le lotte sindacali. Esigere i diritti dei lavoratori non è estorsione".

 

 


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