L’azienda: noi sempre trasparenti. Lavoratori davanti alla prefettura di Alessandria contro la ditta Angeleri di Guazzora e pronti al boicottaggio nei supermercati.

Alessandria 8 marzo 2019

Si sono dimessi in massa dalla ditta agricola Angeleri di Guazzora perché, non essendo pagati ormai da mesi, contano di ricevere almeno l’indennità di disoccupazione Naspi per poter vivere, loro e le loro famiglie.
Ieri 19 braccianti, italiani e stranieri (del Marocco, dell’India, del Senegal) in Italia da diversi anni, hanno fatto un presidio davanti alla prefettura, insieme a sindacalisti del Cub e attivisti del Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia che li affiancano e li sostengono. Hanno manifestato per richiamare l’attenzione. Non chiedevano di parlare con il prefetto, «l’abbiamo già fatto, ma gli accordi presi davanti alla massima autorità sono stati disattesi dal titolare dell’azienda». Che, per precisione, sono due: Angeleri Dfg e Azienda Agricola Francesco Angeleri.

I lavoratori sono arrabbiati, ma soprattutto preoccupati. C’è chi li aiuta, per quel che si può: la Casa di accoglienza di Tortona, il Cisa, il Cub, il Comune di Castelnuovo Scrivia «che ha concesso facilitazioni sul pagamento delle bollette»; alcune famiglie offrono generi di prima necessità, «inclusi i pannolini per i figli piccoli». Ma gli arretrati di salario che non percepiscono, chi da quattro chi da sei mesi, sono il corrispettivo del lavoro che hanno svolto e non è stato pagato. Stipendi che oscillano tra 1000 e 1600 euro al mese (a seconda anche del numero di assegni famigliari): quindi vantano crediti tra i 5 e i 7 euro ciascuno.
«C’erano accordi in cui la ditta si impegnava a pagare: non sono stati rispettati» dicono lavoratori e sindacati. Il primo incontro in prefettura a ottobre scorso, poi di nuovo a gennaio: «Il titolare ha detto che potrà pagare quando incasserà i soldi dell’assicurazione per un incendio avvenuto in azienda nella notte tra il 29 e il 30 dicembre scorso. Ma, già due mesi prima, c’era un patto poi disatteso». Su quel rogo, inoltre, i lavoratori hanno presentato un esposto alla Guardia di finanza di Tortona: «E’ avvenuto con modalità strane» si limitano a dire. A gennaio, il prefetto aveva tentato una mediazione: che fossero pagati gli stipendi da quel momento in poi e venissero regolarizzati poco alla volta gli arretrati. La risposta: «Si sono offerti di dare un acconto di 600 euro: ma di che cosa campiamo? Il nostro lavoro l’abbiamo svolto».
La ditta, interpellata ieri dopo il presidio, ha risposto così: «La Dfg Angeleri e l’Azienda Agricola Francesco Angeleri non hanno nulla da dichiarare – afferma Elisa Angeleri -. Si riservano la tutela dei propri diritti nei confronti delle dichiarazioni rese dai lavoratori e non possono che ribadire tutto quanto già detto durante le fasi di mediazione in prefettura, nelle quali le aziende si sono sempre comportate in modo trasparente». E quello che hanno detto in prefettura non intenderlo ripeterlo.
I braccianti, con Cub e attivisti, intanto, hanno scritto ai vertici dei supermercati Esselunga, Eurospin e Carrefour (davanti ai primi due a Tortona hanno anche fatto presidi di sensibilizzazione): «Chiediamo di disdire i contratti di fornitura dalle ditte Angeleri e di sottoscrivere protocolli etici per rifornirsi da aziende che applichino i contratti e le leggi sul lavoro e paghino regolarmente i salari». Per il momento non ci sono risposte.
«Siamo pronti a promuovere, tramite i social, una campagna di boicottaggio in tutta Italia».


 

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