PADOVA - Poca scuola e trasporti, molta logistica. In una semplice bilancia, nel gioco di pesi e contrappesi, è racchiuso il risultato della declinazione padovana della giornata di sciopero generale indetta ieri dai sindacati di base Adl e Si Cobas, Udi, Sgb e Cub per protestare contro le scelte populiste del governo gialloverde a guida Cinque Stelle e Lega.

Una giornata che ha visto i lavoratori del settore del pubblico impiego padovano - ossia scuole, trasporti e servizi - incrociare le braccia, sì, ma in una percentuale molto più bassa rispetto a quanto fatto dai dipendenti del mondo della logistica, dove lo sciopero ha toccato punte di adesione del 100 per cento in alcune aziende dell'Interporto ma non è comunque mai sceso sotto il settanta per cento della partecipazione. Diversa la situazione nei trasporti dove l'astensione di alcuni lavoratori non ha reso più di tanto complicata la giornata per il servizio pubblico. E lo stesso si può dire delle scuole padovane: nella maggior parte dei casi le lezioni si sono tenute senza grossi problemi e le assenze per sciopero sono state coperte dalle supplenze. «È stato uno sciopero con un forte connotato politico - spiega Gianni Boetto di Adl Cobas nel tirare le fila della giornata di astensione - Tra i punti contro cui manifestavamo c'erano le riforme chiamate decreto sicurezza, decreto dignità e la manovra del popolo con il reddito di cittadinanza.

Il vero problema però di queste scelte populiste, è che offuscano quelle che sono le emergenze vere, ovvero la necessità di garantire i diritti a casa, istruzione, salute. In una città come Padova gli scioperi nel settore dei servizi, che ci sono stati a macchia di leopardo, si sono fatti sentire meno rispetto a città più grandi, dove anche la macchina intera è più importante e bastano pochi vuoti a far saltare l'intera catena. Il successo nostro, in Veneto come a Padova, è stato nel settore della logistica dove c'è stata la quasi totalità di braccia incrociate. Molti dipendenti di questo settore, poi, sono andati alla manifestazione di Vicenza, a cui ha partecipato circa un migliaio di lavoratori».

A Padova l'unica manifestazione organizzata dai sindacati per far sentire la propria voce è stata il volantinaggio della Confederazione unitaria di base sotto la sede dell'Inail di via Nancy. Il tema, la sicurezza nei posti di lavoro. «Crescita di ritmi, carichi di lavoro e di stress, oltre all'alienazione in fabbrica come in ufficio, sono sempre più le cause degli infortuni e degli incidenti sul posto di lavoro e il Veneto è la prima regione per infortuni - afferma Grazia Morra, rappresentante di Cub - Si sta andando verso un modello di società nemico di chi lavora.

Vanno immediatamente riviste le politiche degli appalti per aumentare la sicurezza. Ma va anche rivista la formazione delle persone, fin dall'inizio del ciclo. Quello che chiediamo è che ci sia una sanità puntuale, una casa, una scuola e un'università capaci di formare le persone di domani». (Nicola Munaro)

IL GAZZETTINO - Sabato, 27 ottobre 2018

 

 

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