Da "rossoparma-intervista-autistista-TEP-di-Parma-26-10-2017" - Il-livore-di-DarioDiVico-sul-corriere-26-10-2017 - Cronaca corriere-della-sera-27-10-2017 di M. Borrillo

Sciopero dei sindacati conflittuali: il 27 ottobre scende in piazza anche la Cub. Intervista ai delegati Cub di Tep
Sarà uno sciopero generale che si dovrà confrontare con l’intervento repressivo di uno come Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha ridotto lo sciopero da 24 a 4 ore nel comparto che lo interessa.

Da www.rossoparma.com
http://www.rossoparma.com/index.php/cronaca/cronaca-citta/16994-sciopero-dei-sindacati-conflittuali-il-27-ottobre-scende-in-piazza-anche-la-cub-intervista-ai-delegati-cub-di-tep


Chi è quest’uomo? E’ il padre di quella riforma delle Province per la quale ora siete senza ponti tra Colorno e Casalmaggiore, per la quale avete i cavalcavia chiusi in buona parte del territorio e parecchi altri servizi mutilati. E’ anche quello passato alla storia come il sindaco di Reggio Emilia coinvolto nel processo Aemilia, che riguarda la ‘ndrangheta in terra emiliana.
E’ questo genere di politico qui, in altre parole, ed è del PD di Renzi e Bonaccini. Traetene le riflessioni del caso.

Ieri abbiamo narrato dello sciopero “lato Usi-Ait”, e quindi dal punto di vista del sindacalismo anarchico, oggi abbiamo chiesto di conoscere le motivazioni della Cub, e anzi...del sindacalismo Cub in Tep. L’azienda dei trasporti locali è stata il campo di battaglia di una scellerata contesa legale, che si è conclusa (per ora) con la sentenza del Tar di Parma (LEGGI DELLA SENTENZA E DELLE REAZIONI DELLA POLITICA LOCALE ).
“Le nostre istanze sono tutte rivolte al bene pubblico – ci dice uno di essi -: vorrei innanzitutto sottolineare come non stiamo chiedendo più soldi in busta paga. Stiamo invece agendo per sollecitare e ottenere maggiore sicurezza per l’utenza e per i lavoratori, perché entrambi vedano tutelati i propri diritti”.
E’ l’inizio di una descrizione minuziosa, particolareggiata, che richiama le coscienze: l’autista, in molte situazioni, risulta come unico responsabile di quanto accade sul mezzo, ma se un autista segnala anomalie e queste non vengono riparate o vengono sistemate alla bell’e meglio, come può ritenersi responsabile?

“ Vorrei – gli fa eco un collega, sempre di Cub – però sottolineare che non è imperizia dei colleghi delle officine, che sono invece lavoratori di prim’ordine: il punto è che l’azienda non fa investimenti degni di questo nome sui mezzi da anni, e che ci confrontiamo con manutenzioni quasi sempre straordinarie, più che con quelle ordinarie”.
Già, non sono gli unici a segnalare, tra le righe, il problema: sono state molte le critiche lanciate, anche dai banchi del Consiglio comunale, alla dirigenza targata Antonio Rizzi. Questi pare aver utilizzato l’incombenza del bando di gara come scusa per un sacco di "stand by", tanto che la frase che unisce tutti, da destra a sinistra, rispetto a Tep è che essa sia un’azienda dagli investimenti bloccati. Il tutto a favore dei soci dell'azionariato Tep, che si sono spartiti una torta da 3 milioni di euro, nell'ultimo dividendo.
A parte i bus da 18 metri, oggetto di tanta critica (ci misero una vita a trovare l’adeguamento e l’abilitazione alla circolazione), di grandi acquisti in azienda non si parli da anni, se ci pensate bene. E sorvoliamo sulla sordida gita con soldi vostri nei paesi scandinavi, sottesa a visionare autobus usati e inadatti all'utilizzo parmense.
La nostra manifestazione – ci ricordano però i due esponenti sindacali – è comunque di carattere nazionale e per tutti i comparti lavorativi. Intendiamo ribadire il nostro “no” al Jobs Act, che tante disuguaglianze sta creando tra lavoratori e lavoratori, e per il ripristino dell’ articolo 18. Domani sarà però anche necessario difendere il diritto allo sciopero, tanto ferocemente aggredito da Delrio e dagli accordi sulla rappresentanza. Senza democrazia sindacale nei posti di lavoro non potremo mai avere dignità”.
Il diritto allo sciopero, un tema quantomai attuale: chi denuncia un comportamento anomalo o illegittimo della propria azienda rischia pesanti ripercussioni, e il caso dell’operatore della cooperativa Dolce trasferito d’imperio dal dormitorio di strada Margherita ad altra collocazione
( LEGGI DI QUEL CASO ). In un’era di mediocrazia, in questa sorta di dittatura del mediocre, sfilare domani diventa uno dei modi per dire “basta”, per continuare a pretendere qualcosa di più per se stessi e per gli altri.
PER APPROFONDIRE LEGGI DELLO SCIOPERO DEL 27 OTTOBRE CON LE MOTIVAZIONI USI-AIT
Da www.rossoparma.com
Written by Cristiano Antonino
Published: 26 October 2017

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La Redazione di cub.it -  Il livore di Dario Di Vico sul corriere.it del 25 10 2017 non fa altro che confermare che abbiamo colpito nel segno, che incominciamo a contare e che il diritto di sciopero si difende innanzitutto esercitandolo.
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i comitati unitari di base

Uno sciopero-invettiva contro il fantasma del «liberismo»
L’unico scopo è tentare di gettare nel caos il trasporto pubblico delle grandi città e grazie al solo annuncio impedire a migliaia di onesti lavoratori di fare il loro dovere
di Dario Di Vico

Corriere.it on line
http://www.corriere.it/opinioni/17_ottobre_25/sciopero-invettiva-contro-fantasma-liberismo-694e6584-b8da-11e7-a7ba-70fb0e628aa0.shtml

Quando un politico da talk show viene messo alle strette oppure è a corto di argomentazione accade spesso che se la prenda con il liberismo.
Non è un’operazione complicata, consente di catturare almeno nell’immediato una buona fetta di consenso e in qualche maniera assegna al protagonista un posizionamento nobile. Di quello che non fa polemiche contingenti ma ha il coraggio di mirare in alto. Ormai siamo abituati e tutt’al più la performance televisiva finisce per alimentare l’ironia della Rete. Amen. Ora però il fantasma del liberismo esce dagli studi televisivi e diventa addirittura il primo punto della piattaforma con cui è convocato uno sciopero generale nazionale.

Sembra un film di Nanni Moretti e invece è l’Italia di fine 2017 dove i Comitati Unitari di Base (Cub) hanno deciso per venerdì 27 ottobre di bloccare il Paese in nome, appunto, della lotta al Leviatano.
Dopo il liberismo la piattaforma va giù piatta ed elenca tutti gli altri mali dell’universo. Nell’ordine: a) le privatizzazioni; b) le liberalizzazioni; c) il sistema che genera disuguaglianze; d) le politiche di genere; f) quelle verso i migranti. Fine. Non c’è nessuna rivendicazione precisa, nessun obiettivo a breve, nessun caso aziendale particolarmente spinoso e la proposta è quella di scioperare per abbaiare alla luna. Si potrà obiettare che in questo nostro tempo ci sono mali ben più gravi della megalomania dei Cub, il guaio però è che lo sciopero-invettiva ha un unico evidente scopo: tentare di gettare nel caos il trasporto pubblico delle grandi città e grazie al solo annuncio impedire a migliaia di onesti lavoratori di fare il loro dovere.

Non a caso l’ultimatum al liberismo è stato piazzato di venerdì, giorno magico degli inutili scioperi dei trasporti che funestano da anni e anni il Paese.
Qui mi fermo. Dovrei parlare dell’altrettanto inutile «garante degli scioperi» ma dopo sarei costretto a sorbirmi l’ennesima sua lettera in cui mi boccia in diritto del lavoro. Anche no.

24 ottobre 2017 (modifica il 24 ottobre 2017 | 20:20)



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