7261.gifLettera ai direttori dei "media" x chiedere più spazio alle mobilitazioni dei lavoratori che culmineranno nello SCIOPERO GENERALE 17 NOVEMBRE 2006 poclamato dalla CUB e dal sindacalismo di base.

Al Direttore
Oggetto: SCIOPERO GENERALE 17 NOVEMBRE 2006

Gentile direttore,

il 17 novembre la CUB e il sindacalismo di base hanno proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata e organizzato ben 12 manifestazioni nelle principali città italiane: Milano, Roma, Torino, Genova, Padova, Trieste, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Cagliari, Bari. Pertanto con questa lettera le chiediamo di dare uno spazio adeguato sulla sua testata alla mobilitazione. E denunciamo che spesso, sui media, si sono verificate censure sulla attività dei sindacati di base e  alternativi.
 -Grazie anche alla sua collaborazione contiamo che ciò non accada anche perché la Cub e tutto il sindacalismo di base scenderanno in piazza insieme a lavoratori, pensionati e precari con l’obiettivo ambizioso di incidere sulle politiche sociali ed economiche.
Non è uno sciopero rituale di protesta, ma il momento culminante di una mobilitazione costruita dal basso che rivendica un vero e proprio programma di politica economica e sociale, totalmente alternativo alle politiche liberiste del Governo Prodi, che ha come parola d’ordine la redistribuzione del reddito.
Per il sindacalismo di base per rilanciare l’economia italiana è necessario prendere una direzione completamente diversa, perché sono le politiche liberiste che hanno reso precaria l’esistenza di milioni di persone.
La vita dei ceti popolari è diventata insostenibile. Il risultato di queste politiche è che a fronte di 9 milioni di persone relativamente o assolutamente povere ci sono 702mila famiglie, su 22 milioni, che hanno un patrimonio finanziario che equivale al 60% del Pil (ricerca Aipb).
Per rimettere in piedi l’economia non serve dare più soldi alle imprese come fa anche questa Finanziaria, ma redistribuire il reddito per rimettere in moto i consumi. Il tanto decantato “ruolo sociale” delle imprese, in questi anni, è stato infatti solo quello di pensare ad intascare profitti più alti eppure, anche a sinistra e all’interno dei sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, si pensa ancora che la ripresa e la risposta ai drammatici problemi sociali passi dal sostegno alle imprese.
Concludendo la mobilitazione è stata proclamata per chiedere la redistribuzione del reddito a favore di lavoratori, pensionati e precari e dire No alla Finanziaria liberista di Confindustria, Governo e Cgil, Cisl e Uil e per ottenere:
-    un aumento consistente di salari e pensioni e alla loro rivalutazione automatica a fronte della crescita dei prezzi e il reddito garantito a precari, disoccupati e cassaintegrati;  
-    l’abolizione immediata del pacchetto Treu e della legge 30 per avere un lavoro stabile e tutelato;
-    il rilancio di previdenza, scuola e sanità pubbliche;
-    la cancellazione della norma del silenzio-assenso per il trasferimento del Tfr;
-       la cancellazione delle spese militari per dire “Basta alle guerre’’.

 Milano, 9 novembre 2006

Il coordinatore nazionale della Cub
            Piergiorgio Tiboni

FaceBook