7252.gifFIAT di POMIGLIANO: ulteriori licenziamenti in Fiat Auto a Pomigliano - un il taglio occupazionale di 584 unità

Le solite organizzazioni sindacali e Fiat concordano di:
licenziare 284 lavoratori interinali il 30 settembre,
licenziare 300 lavoratori con la mobilità,
ulteriori sabati lavorativi per i prossimi mesi

spostamento a Pomigliano di 280 lavoratori in trasferta da Cassino in aggiunta ai lavoratori provenienti da altri siti Fiat e dalla Polonia.
per compensare il taglio occupazionale di 584 unità.
CI CHIEDIAMO
ALLORA, DI LAVORO CE NE', IN AVANZO E PER TUTTI ! PERCHE' SI LICENZIANO GLI INTERINALI ?!
 PERCHE' SI PROSPETTA LA MOBILITA ' PER 300 ADDETTI E NON SI PARLA DI REINTEGRO DEI VUOTI DI ORGANICO ?!
 E’ compatibile la procedura di mobilità e contemporaneamente, ricorrere allo straordinario e richiedere personale da altri stabilimenti, per svolgere le stesse mansioni?!
La CUB FLMUniti ritiene che:
1. tutti i lavoratori interinali devono essere assunti con contratti a tempo indeterminato
2.è indispensabile di aprire una vertenza conflittuale con la Fiat per impedire i licenziamenti e il graduale smantellamento di Pomigliano
3.sia necessario ottenere garanzie sul futuro produttivo di Pomigliano.
La Cub,  preannuncia la presentazione, di una dettagliata denuncia in Procura nonché ai vertici erogatori degli ammortizzatori sociali quali Ministero del Lavoro, Giunta Regionale, INPS, Ispettorato del Lavoro.
Lavoratori è ora di dire basta.
Mobilità
La mobilità è uno strumento utilizzato come ammortizzatore sociale in caso di crisi aziendale.
A differenza però della Cigs, con la mobilità il lavoratore cessa di essere un dipendente dell’azienda, per cui non può più essere richiamato dalla stessa, ma entra in apposite liste da cui altre aziende possono attingere avendo in questo modo sgravi fiscali.
La Fiat, a Pomigliano, a utilizzato tale strumento in modo improprio, semplicemente  per fare cassa, ridurre il costo del lavoro e soprattutto dimezzare i posti di lavoro.
Tutto con la complicità di Fim, Fiom, Uilm, Fismic. ecc., semplicemente per poter continuare a gestire le assunzioni all’interno della fabbrica, non tenendo minimamente conto delle ricadute sia occupazionali che di diritti, dei lavoratori.
Riteniamo che tale processo debba essere interrotto, bisogna “ripristinare” la “legalità”.
TALI OPERAZIONI, rappresentano un enorme problema sociale sia per gli effetti immediati su quanti perdono il posto di lavoro sia su quanti avrebbero in futuro potuto averlo; è necessario mantenere e difendere l’occupazione esistente mettendo in campo tutte le iniziative atte a distribuire il lavoro.
A tal proposito la CUB programma un’assemblea pubblica con i lavoratori, invitando le forze politiche presenti sul territorio, le istituzioni, le forze sociali, per affrontare i problemi sopra esposti.
BASTA CON LA PRECARIETA’
I GIOVANI LICENZIATI
DEVONO ESSERE ASSUNTI TUTTI CON CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO

FaceBook