La finanziaria e la scuola: il bastone e la carota - Gli aspetti più gravi della manovra - a cura della Cub-Scuola

Della parte di legge finanziaria che riguarda la scuola, è bene ricordare alcune premesse:
1 - è stata preceduta da una serie di bozze e “fughe di notizie” decisamente preoccupanti. È lecito supporre che questo vero e proprio terrorismo fosse volto a fare in modo che, alla fine, il governo apparisse come particolarmente benevolo verso la scuola pubblica;
2 - è solo una parte di un progetto più ampio, sia per quanto riguarda le risorse insufficienti per i contratti sia in relazione alla prospettata riforma peggiorativa delle pensioni e lo scippo del TFR, vero e proprio regalo del governo ai sindacati concertativi.
Nello specifico:
1 - il linguaggio utilizzato è particolarmente ambiguo, per certi versi lo si potrebbe definire curiale ma a una lettura attenta nasconde, maldestramente, diversi tranelli;
2 - per quanto riguarda l'organico, è ovviamente impossibile sommare oggi gli effetti complessivi delle quattro bastonate contenute nella finanziaria ma è evidente che il battage giornalistico sulle immissioni in ruolo serve proprio a coprire il taglio secco - diverse decine di migliaia di posti di lavoro - dell'organico di diritto;
3 - se consideriamo il ruolo, notevolmente accresciuto dalla manovra, delle agenzie private di formazione in quota CGIL-CISL-UIL e chiesa cattolica, è possibile verificare come il processo di aziendalizzazione corporativa della scuola prosegua;
4 - l'aumento dei finanziamenti alla scuola privata, 100 milioni di euro in più previsti dall'art. 66 comma 12, è un segno certo della volontà del governo di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, tutelando gli interessi dei poteri forti.
È necessario discutere con le colleghe e i colleghi dei caratteri reali della manovra ed organizzare la mobilitazione della categoria a partire dallo sciopero generale organizzato unitariamente dal sindacalismo di base per venerdì 17 novembre.
Gli aspetti più gravi della manovra
Art. 66 (Interventi per il rilancio della scuola pubblica)
Comma 1 punto a – Prima bastonata
Incremento medio del rapporto alunni per classe: 0,4. Sembra poco ma si tratta di un taglio di circa il 2% delle classi e di oltre 15.000 posti di lavoro per i docenti e 4.000 per gli Ata. Appare alquanto ridicolo, nel prosieguo del comma, il riferimento alla necessità di ridurre le ripetenze. Fuori dalla retorica governativa, si può interpretare come l'invito a promuovere a prescindere.
Comma 1 punto b – Seconda bastonata
Dopo aver minacciato di portare da 1/138 ad 1/168 il rapporto fra insegnanti di sostegno e alunni, si ripiega su una più vaga esigenza d'individuare organici “corrispondenti alle effettive esigenze”. Preoccupante il riferimento alla necessità di sostituire il criterio che regola il numero degli insegnanti di sostegno, un insegnante per 138 alunni, previsto dalla legge 449 del 1997 all'articolo 40 comma 3. Fra l'altro, il ruolo attribuito alle Regioni in questa operazione induce a ritenere possibili forti differenziazioni a livello territoriale fra regioni ricche e regioni povere.
Comma 1 punto c – Il carotone
È stabilito un piano di assunzioni di 150.000 docenti e 20.000 ata per gli anni scolastici 2006/7, 2007/8 e 2008/9 ma si pone il limite di una verifica annuale con il Ministero dell'Economia e delle Finanze per quanto riguarda la concreta fattibilità. Si tratta, a nostro avviso, di un limite pericoloso visto che rende possibile revocare le immissioni in ruolo in qualsiasi momento. È ovvio che 170.000 posti di lavoro non sono poca cosa. Dobbiamo, però, ricordare che non copriranno i pensionamenti, calcolati nello stesso periodo in oltre 250.000, a meno che la ventilata riforma delle pensioni non blocchi i pensionamenti stessi in misura considerevole. In ogni caso, non vi sarà alcun riassorbimento del precariato in termini reali. A maggior ragione non vi sarà alcun riassorbimento del precariato Ata: ricordiamo che, ad oggi, i precari Ata sono oltre 70.000.
Comma 1 punto d - Terza bastonata
Si introducono ulteriori vincoli – pudicamente definiti “attività di monitoraggio a sostegno delle competenze dell'autonomia scolastica” - nel ricorso alle supplenze brevi, con la pretesa di evitare gli “scostamenti” a livello d'istituto rispetto alla media nazionale. Ne conseguirà un'accresciuta pressione sui dirigenti da parte dei Uffici Scolastici Provinciali e, conseguentemente, dei dirigenti sui lavoratori per evitare il ricorso alle supplenze brevi e il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei colleghi precari con un punteggio basso e di quelli in servizio, di fatto obbligati allo straordinario laddove i dirigenti non inventino ulteriori meccanismi per estorcere lavoro gratuito.
Comma 1 punto f - Quarta bastonata
Si stabilisce una riduzione del monte ore per gli studenti degli istituti professionali con un implicito richiamo all'utilizzo di altre agenzie formative – per dirla tutta la formazione professionale gestita da privati - pudicamente definite come “territorio”. Non è quantificabile ad ora l'impatto di questa misura sull'occupazione ma sarà decisamente notevole.
Comma 4 - Un rinvio preoccupante
È rinviata di un anno la soluzione al problema dei numerosissimi colleghi permanentemente inidonei al servizio, ipotizzando improbabili trasferimenti ad altre amministrazioni che vedrebbero comunque saturati i posti di lavoro. Non si ipotizza nemmeno l'unica soluzione sensata: un anticipo del pensionamento per questi colleghi.
Comma 5 – Gli effetti della manovra
Sarà attivato un piano di riconversione su “materie affini” da attuarsi entro l'anno scolastico 2007/8 per il personale in soprannumero nelle graduatorie provinciali; il soprannumero è determinato proprio dalle misure che il governo ha preso, con l'effetto di ridurre ulteriormente i posti disponibili per le immissioni in ruolo.
Articolo 68 comma 1 e 2
L'obbligo scolastico è portato a 10 anni ma è prevista la Possibilità à di svolgerlo nelle agenzie formative convenzionate con le regioni rafforzando, in questo modo, il mercato della formazione professionale privata.
Come Confederazione Unitaria di Base produrremo altre schede di approfondimento sugli aspetti salienti della legge finanziaria.

Torino  5 10 006

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