Flmuniti Cub denuncia i risultati delle politiche concertative: minor salario per più lavoro...“NUOVA POMIGLIANO”: la musica è sempre la stessa.

Lavoratori, le politiche sindacali concertative, sono state la causa principale della perdita di: diritti, potere d’acquisto dei salari, lavoro; ma le scelte che il sindacato, “ in particolare in CAMPANIA”, compie negli ultimi anni vanno ben oltre la concertazione e confluiscono in una logica di subalternità all’impresa.
Nell’aprile del 2003, con l’accordo denominato “NUOVA POMIGLIANO” vi fu una compravendita:
lavoro in cambio di; aumenti di carichi di lavoro,
più flessibilità,
riduzione di posti di lavoro;
tutto senza interpellare i lavoratori attraverso un referendum, strumento democratico sempre citato da Fim, Fiom, Uilm, ma mai utilizzato seriamente.
Oggi, la Fiat chiede un nuovo patto: lavoro in cambio di;

sabato lavorativo, minor salario, riduzione di organico; la musica è sempre la stessa.
La richiesta di aumentare l’orario lavorativo settimanale si può giustificare in due modi:
Aumento di produzione, oltre i numeri possibili, sui normali turni di lavoro.
Riduzione del costo del lavoro (minor salario).
Attualmente il nostro stabilimento produce giornalmente circa 800 vetture a turno, un numero dimezzato rispetto alla sua capacità produttiva, ciò esclude automaticamente la prima ipotesi.
Quindi non resta che la riduzione di salario, lavorare anche di sabato come un giorno normale significa risparmia sullo straordinario, mantenere gli impianti accesi su sei giorni consente all’azienda di poter produrre di più con minor personale e minor costi.

Ricordiamo che questa logica, concordata pochi mesi fa, dalla Fiat Avio e sindacati, a conseguito una riduzione di personale di circa il 40%, oggi quei lavoratori minacciano atti estremi, come evidenziato dagli scioperi e dal documento, votato dai lavoratori e consegnato al tavolo del ministero del lavoro, di occupare la fabbrica.
Eppure, continuamente sentiamo esponenti di rilievo delle organizzazioni sindacali e politiche, ricordare, attraverso i media, che il costo del lavoro in Italia è il più basso in Europa, che un lavoratore non può vivere con poco più di 1000 € al mese.

La CUB FLMUniti invita la RSU di fabbrica e le organizzazioni sindacali ad indire un’Assemblea, per analizzare con i lavoratori, le richieste aziendali, e per valutare le proposte che possono venire dagli stessi, prima di prendere qualsiasi decisione o accordo, e in nome della tanto decantata democrazia, “ma mai applicata”, far votare i lavoratori sulle varie proposte avanzate, dalle varie organizzazioni sindacali e dai lavoratori; con l’impegno di tutto il sindacato che la proposta accettata dai lavoratori, attraverso il referendum, venga presentata e fatta propria da tutte le forze sindacali.
Evitiamo che il posto di lavoro diventi una caserma o peggio un carcere, ridiamo potere ai lavoratori, LAVORIAMO PER VIVERE, NON VIVIAMO PER LAVORARE.

Pomigliano 13 9 2006 

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