Si moltiplicano le LOTTE dei lavoratori del CALL CENTER: dal 5 settembre SCIOPERO e PRESIDIO della sede di Roma dei lavoratori di "FESTA Unipersonale S.r.l.".

Dal 5 di settembre è in corso lo sciopero con presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della FESTA Unipersonale Srl della sede di Roma.
La Festa Unipersonale è un’azienda che gestisce un servizio di vendita esclusivamente per conto di TelecomItalia.
Alle lavoratrici ed ai lavoratori in sciopero contro l’ulteriore riduzione dell’orario di lavoro, dalle iniziali 6 ore giornaliere alle 4, in vigore dal 1°settembre, e contro i tagli dei compensi sulle vendite, vengono imposti gli obiettivi, è obbligatorio vendere minimo 2 P.C. in un mese, le linee ADSL ed altri prodotti Telcom Italia.
Chi, per sua disgrazia, non riesce a vendere i 2 P.C. in un mese, vede pagate le sue ore di lavoro del mese stesso a soli 5 euro lordi all’ora, a prescindere degli eventuali altri prodotti venduti nello stesso periodo.
I turni di lavoro vengono programmati  settimanalmente dall’azienda.
Queste/i lavoratrici e lavoratori, addetti al cosiddetto out-bound, secondo la circolare del ministro Damiano, vanno identificati tra i lavoratori autonomi.
Caro Ministro Damiano, stiamo cercando di aiutare, nella loro lotta, le lavoratrici ed i lavoratori della FESTA Unipersonale S.r.l., non sappiamo se il nome dell’azienda sia stato scelto con cinica ironia o dipenda da altro, e, malgrado ogni legittimo sforzo della fantasia, non riusciamo proprio a comprendere come all’interno dei call center, tutti più o meno basati sull’identico rapporto di sfruttamento, si possano identificare figure di liberi professionisti che forniscono le loro collaborazioni volontarie e occasionali.
A noi sembrano, come emerge anche dalle condizioni di lavoro sommariamente sopra riportate, dei poveri cristi, costretti a sottostare a condizioni di fame per far guadagnare colossi come, in questo caso, Telecom Italia, cui questo stesso ministero dal 2000 ad oggi ha concesso circa 18.000 mobilità, o a dir meglio prepensionamenti, e gli intermediari che mettono in piedi aziende di call center per lucrare sull’intermediazione di mano d’opera.
Con buona pace anche dei poveri clienti ai quali, pur di vendere i P.C, del mese, è facile immaginare quante storie possano essere raccontate.
Le buste paga di questi liberi professionisti per decreto mediamente non superano i 400 euro lordi al mese.
Somme che ci convincono ancora di più che di poveri sfruttati si tratta, anche se, con uno sforzo di fantasia, superiore a quella a Lei occorsa per la divisione in bound-out-bound, volessimo dar credito alle dichiarazione dei redditi dei lavoratori autonomi per il 2004.
Pertanto, noi continueremo a stare a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di FESTA Unipersonale e di tutti gli addetti/e ai call center e ci auguriamo vivamente che  voglia riesaminare l’intera questione nel rispetto di chi è costretto a svolgere questi lavori.

Roma 5 setteembre 2006

FLMUniti-Cub
ROMA  e  Provincia Via dell’Aeroporto, 129 - 00175 ROMA

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