Editoriale Secondamano e Primo Pentagono: no al taglio degli organici

Nell’incontro del 20 luglio in Unione Grafici la direzione di Editoriale Secondamano e Primo Pentagono ha presentato i conti del primo semestre comparati con quelli dell’anno precedente e le previsioni del budget e tutte due sono al di sotto delle aspettative. La societàà è e resta in attivo ma …in Spagna il profitto è più alto. La difficoltà a mantenere le vendite del prodotto cartaceo e il basso sviluppo della vendita on line sono gli elementi che fanno dire alla direzione che manca 1 (un) milione di euro nelle entrate previste. Anche se il calo riguarda in Italia tutto il settore e in Spagna e Francia il calo è del doppio.
Al 30 giugno gli occupati delle due societàà sono: addetti: 362 (di cui 281 dipendenti, 43 collaboratori o agenti e 38 temporanei) che in termini di lavoratori a tempo pieno significano 298,5 (di cui 228 dipendenti, 42,6 collaboratori e 27 temporanei). A Milano  sono impiegati 232 (191 a tempo pieno), a Torino 71 (60 a tempo pieno) e nel resto d’Italia 59 persone (47,5 a tempo pieno).
Il piano di ottimizzazione predisposto prevede la riduzione dei costi, integrazione delle due societàà, lo sviluppo dell’on line, la ottimizzazione dei reparti non vendita, più efficienza dei flussi di produzione, investimenti in nuove tecnologie e un attacco ai low performer (scansafatiche??). Gli strumenti che propongono sono: il non rinnovo dei tempi determinati, il blocco del turn over e la mobilità interna, il mantenimento delle vendita escluso i low performer, il mantenimento dei livelli attuali dei call center e la integrazione delle due societàà (nella amministrazione il processo è già partito ed è da ottimizzare, in produzione e nel back office è da fare).
Quello che loro chiamano miglioramento significherebbe la riduzione di 22 posti di lavoro dei 250 circa tra Milano e Torino da discutere entro agosto eventuali soluzioni alternative e da realizzare entro fine novembre 2006. Nel 2005 hanno licenziato alcune lavoratrici della periferia e ora colpiscono i centri più importanti.
La delegazione sindacale presente all’incontro ha proposto alla direzione la verifica del piano a partire dal prossimo incontro concordato per il 6 settembre ma a bocce ferme.
E quindi abbiamo chiesto che gli attuali tempi determinati vengano confermati e/o prorogati anche perché molti di loro sono parte integrante dei processi produttivi da tempo come ad esempio nella societàà di Primo Pentagono dove riscontriamo lavoratrici che hanno una anzianità di “4-5 anni di contratti atipici e precari”. E quindi non vale il discorso mors tua vita mea: non è che si risolve niente se lasciano a casa le precarie. Anche perché le lettere di assunzione non sono regolari, l’uso reale nella attività anche promiscua con Secondamano le rende di fatto integrate nel processo produttivo/amministrativo. E certamente il facile licenziamento dei tempi determinati più che rafforzare la difesa degli altri posti di lavoro rischia di spianare la strada per altre espulsioni. Quindi insisteremo a difendere gli attuali posti di lavoro e nel chiedere anche alla nuova proprietà un piano di salvaguardia e di difesa del mercato attuale e di sviluppo in altre aree e attività che possa dare anche stabilità alla occupazione.
Il piano che chiediamo alla nuova proprietà è quello di rilanciare e investire sull’azienda evitando il taglio degli organici e la perdita di fatturato e di attività che si creerebbe inevitabilmente durante la discussione che dovrebbe vedere impegnati per tutto l’autunno direzione, sindacati e lavoratori. Ciò rischia di compromettere e peggiorare la chiusura dell’anno finanziario e compromettere altri posti di lavoro senza affrontare i reali problemi.
Ultim’ora: una buona notizia venerdì 21 luglio la direzione in un incontro sindacale con la RSU ha confermato che gli attuali tempi determinati in scadenza a luglio e a fine agosto verrano prorogati a fine ottobre.
Mi, 24 luglio 2006                    CUB Informazione, Slc Cgil, Uilcom
FaceBook