Contratto nazionale chimici: le proposte di ALLCA-CUB - Salario europeo, difesa della salute, lavoro stabile e tutelato per tutti, ridurre l’orario di lavoro. No allo scippo del TFR e ai fondi sanitari di categoria.

La concertazione e la politica dei redditi, portata avanti da cgil-cisl e uil dal 1993 ad oggi, si è rivelata per quello che è: la politica di un reddito solo, quello dei padroni.

Possiamo tranquillamente dire, senza tema di smentita, che dal 1993 ad oggi i lavoratori hanno perso ben oltre il 10-15% del potere di acquisto del loro salario reale, e ogni giorno che passa fa crescere la perdita in maniera esponenziale.
Nel contempo la produttività è cresciuta e le ricchezze prodotte sono andate in una sola direzione, nelle tasche dei padroni e della rendita speculativa. I soldi dunque ci sono e devono essere ridistribuiti.  La questione salariale deve diventare dunque l’asse portante non eludibile del rinnovo del  contratto nazionale.
Sulla base di questi considerazioni generali possiamo così schematicamente riassumere i punti della proposta di Allca-Cub (il sindacato di base dei lavoratori chimici)  per il contratto in scadenza.

Rivendichiamo salari europei
Per recuperare il potere di acquisto perso dalle retribuzioni dei lavoratori chimici Italiani occorre gradualmente raggiungere salari europei.

Basti pensare che un lavoratore della industria chimica tedesca, a parità di mansioni, guadagna mediamente 1000 euro in più di un lavoratore italiano e che i salari italiani sono tra gli ultimi dell’Europa.

Poniamo con forza la richiesta di:

  1. € 260 mensili uguale per tutti, come primo momento di recupero di salario reale rispetto ai danni provocati dalla concertazione.
  2. L’introduzione di un meccanismo di indicizzazione automatica della retribuzione all’andamento dell’inflazione su un paniere costruito sui consumi dei lavoratori.
  3. Integrazione al 100% dello stipendio in caso di mobilità o cig a carico della azienda.

Difesa della salute
Ripristino della non delega su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nel territorio, come previsto nell’art. 40 e 41 della costituzione e dall’art 9 legge 300/70 (statuto dei lavoratori). Microclima in fabbrica e nei reparti mirati a migliorare le condizioni di lavoro con obbiettivi e investimenti dichiarati, sostituzione delle sostanze  cancerogene con altre di minore nocività entro breve tempo, poiché non si può morire di lavoro! Studi incrociati con università, enti pubblici, aziende, associazioni , mirati al superamento di tecnologie inquinanti con altre ecocompatibili.
Censimento e conoscenza dei cicli produttivi e accesso ai dati di processo con promozione di pubbliche assemblee con i lavoratori.
Lavoro stabile e tutelato per tutti, eliminare il lavoro precario, ridurre l’orario di lavoro.
Trasformazione degli attuali contratti a termine, in contratti a tempo indeterminato per far si che questi lavoratori entrino a pieno titolo nella struttura aziendale in modo che non siano “perennemente” in prova , ricattabili e senza garanzie.

Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, anche nell’ottica della ripresa della vecchia parola d’ordine del “lavorare meno, lavorare tutti” nel quadro di una più generale e complessiva battaglia contro la disoccupazione ,che rappresenta la sacca storica da cui i padroni possono attingere “l’esercito di riserva“ da contrapporre ai lavoratori occupati e alle loro rivendicazioni

Riduzione a 35 ore per tutti dell’orario settimanale, forme di orario ridotto e flessibile in funzione della cura dei figli o per problemi di particolare gravità, Possibilità à di periodi di riposo sabbatico per i lavoratori con la conservazione del posto (per studio, recupero psico-fisico, problemi familiari, etc ) 32 ore settimanali per le attività più disagiate, a partire dai turnisti, e proprio per questi, in caso di mancanza del cambio turno, deve intervenire il reperibile e soprattutto nessun obbligo di restare oltre le 2 ore alla mancanza del cambio turno.

Tutte le posizioni di lavoro devono avere un K=6 onde effettuare l’orario contrattuale e prima che escano dei turnisti dalle relative P.d.L. è necessario che programmazione, addestramento e formazione siano disposti almeno 6 mesi prima per chi proviene da un lavoro a turni e 12 mesi prima per i neo assunti. Aumento della maggiorazione dello straordinario: 25% in più fin dalla prima mezz’ora. Possibilità à certa dei lavoratori del recupero d’orario entro 3 mesi.

No allo scippo del TFR
Per il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e i fondi pensioni integrativi, va rilevato che sono in corso ,con il pieno appoggio di cgil-cisl e uil, operazioni tendenti a rendere di fatto obbligatoria attraverso il meccanismo del silenzio assenso l’iscrizione ai fondi pensionistici (che stanno dimostrando in Italia e ancor più all’estero dove sono in vigore da anni, un assoluta inaffidabilità) e l’utilizzo del TFR come strumento di finanziamento per tali fondi.

Dobbiamo invece rivendicare che il fatto che il TFR è salario differito del lavoratore e come tale deve essere messo a totale disposizione di ogni singolo lavoratore, che deve poterlo utilizzare, senza vincoli di sorta, come meglio crede, e “notizia dell’ultima ora”, che secondo noi è non negativa :è stata approvata la legge delega giovedì 24-11-05 dal consiglio dei ministri lo scippo del TFR viene rinviato al 2008 e al 2009 per le aziende sotto i 20 dipendenti, Inoltre chiediamo una quota salariale equivalente a quella versata dalle aziende per i fondi pensionistici ai lavoratori non aderenti ai fondi, e assoluta volontarietà dei lavoratori per l’eventuale adesione ai fondi pensionistici integrativi (il lavoratore deve richiedere l’eventuale adesione e non richiedere l’eventuale disdetta !!).

Diritti dei lavoratori
Vanno salvaguardati i diritti dei lavoratori riportando una effettiva democrazia nei luoghi di lavoro a partire dall’elezione di tutti i delegati delle Rsu, dall’esercizio del potere decisionale sulle rivendicazioni da presentare, sugli accordi, e sulla composizione della delegazione trattante. Eliminare le discriminazioni nei confronti del sindacato di base assicurando pari diritti per tutte le organizzazioni sindacali.

Fondi sanitari nazionali di categoria
Allca-Cub è fortemente contraria  ai fondi sanitari che di fatto sono sostitutivi del Servizio Sanitàrio Pubblico. Il diritto alla salute deve essere universale per tutti. I fondi servono per fare affari sulla salute e sono funzionali allo smantellamento del servizio sanitario nazionale. Allca-Cub è impegnata per il miglioramento del servizio pubblico di buon livello e per tutti.

Gennaio 2006

Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici-Affini

Confederazione Unitaria di Base

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