Nokia Siemens Networks Italia: sciopero e cortei a Cassina de’ Pecchi e Cinisello Balsamo

 

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Il 7 maggio lo sciopero del gruppo Nokia ha visto una nutrita partecipazione, con circa trecento lavoratori e lavoratrici che hanno percorso in corteo la strada Padana fino al comune di Cassina de’ Pecchi e MM2.
Al corteo hanno partecipato sindaci e rappresentanti dei comuni di Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Carugate e Trezzo sull’Adda, mentre contemporaneamente dalla sede di Cinisello Balsamo un altro corteo con 300 lavoratori si muoveva fino all’incrocio con l’ospedale Bassini.
La protesta ha come obiettivo respingere il piano della casa madre che prevede lo smantellamento del settore ricerca e sviluppo degli apparati per telefonini GSM di nuova generazione, con un lento svuotamento anche del settore della ricerca Ponti Radio.
Garantendo il mantenimento del mercato Italiano, con i finanziamenti e i profitti derivanti dallo sviluppo della banda larga, Nokia liquida di fatto un patrimonio professionale e tecnologico tra i più avanzati al mondo.
A Cinisello Balsamo è a rischio l’occupazione di oltre 600 ricercatori dipendenti e circa 250 consulenti, mentre a Cassina de’ Pecchi la produzione è passata a Jabil, e i lavoratori sono in cassa integrazione.
Allo svuotamento del sito di Cassina de’ Pecchi corrisponde una dislocazione di competenze in favore di lavoratori del Vietnam, con il rischio di rendere il doppione italiano anche più costoso.
E’ anche allarmante notare che i lavoratori del magazzino, nelle mani di Ceva Logistics, sono stati messi in ferie, viene da chiedersi fino a quando dato che sono sprovvisti dei tradizionali ammortizzatori come la cassa integrazione ordinaria.
Nokia ha ridotto l’occupazione dai 3.000 dipendenti agli attuali 1.700, una perdita definitiva di posti di lavoro che non potranno essere rioccupati da nuovi giovani lavoratori.
La FLMUniti-CUB chiede al Governo di riaprire il tavolo del confronto, che imponga il rispetto degli impegni presi circa il mantenimento dell’occupazione, e in caso contrario che chieda a Nokia di restituire i finanziamenti ottenuti, e chi prima di loro (vedi Siemens) li ha ricevuti.
A questo punto è utile coinvolgere non soltanto le istituzioni ma costruire anche all’interno della stessa societàà, a ogni suo livello, una campagna d’informazione che riveli il reale disegno di Nokia, all’interno di una lotta che definisca una vertenza vera e propria contro questo piano.

Milano 7 maggio 2009

Confederazione Unitaria di Base
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