Un contratto ponte? E dove ci conduce? Ecco le cifre messe a disposizione dal governo per il contratto scuola per il biennio economico 2008/9 -  Una scheda di CUB Scuola

 

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La lettura del contratto scuola per il biennio economico 2008/9 non richiede un eccessivo lavoro di interpretazione. Le cifre messe a disposizione dal governo, il 3,2%, sono, di per sé, chiare.

A dicembre, inoltre, il governo ci regala la versione scolastica della Social Card.

Sulla base dell'art. 33 del DL 185/2008, ci verrà corrisposta l'indennità di vacanza contrattuale per il 2008.
Dalla lettura delle tabelle risulta che:
un collaboratore scolastico percepirà            69,75 euro
un assistente amministrativo o tecnico        77,47 euro
un docente diplomato                                89,65 euro
un docente laureato                                  97,29 euro
ovviamente lordi.
Ogni commento è superfluo.

Crediamo, d'altro canto che questi dati vadano interpretati. Cosa induce il governo e CISL-UIL-Snals e Gilda a ritenere che un contratto fotocopia, in peggio, dei già pessimi accordi precedenti possa passare senza colpo ferire anche in presenza di una non firma da parte di quella stessa CGIL che pure, in contesti diversi, aveva firmato contratti dello stesso tenore?

Possiamo proporre alcune ipotesi di spiegazione:
1.essendo stato firmato quest'accordo con solo, si fa per dire, un anno di ritardo, appare come avere da un anno di anticipo rispetto all'abituale slittamento di due anni;
2.a fronte della spaventosa manovra sugli organici solo parzialmente ritardata, il taglio delle retribuzioni appare come irrilevante e, comunque, secondario alla categoria;
3.in una situazione di grave crisi sociale a livello nazionale ed internazionale, un cattivo contratto appare come un male minore;
4.i firmatari ricorrono, in simili occasioni, alla leggenda nera del contratto saltato all'inizio degli anni '80 ed alla conseguente necessità di firmare subito, per un verso, ed alla leggenda rosa del contratto ponte che prepara magnifiche sorti e progressive alla contrattazione futura.
Si tratta, di conseguenza, di condurre un'azione forte e puntuale di informazione sulla questione salariale in categoria.
La parola agli attori istituzionali
Può valere la pena di conoscere le valutazioni dei sindacati istituzionali sulla firma del contratto:
La CISL intitola il proprio comunicato “La nostra cultura negoziale” ed afferma “La sottoscrizione di un contratto ha rappresentato da sempre un onesto compromesso tra soggetti portatori di interessi diversi e molto spesso contrapposti. E' questa la cultura che ha sempre caratterizzato l'azione di rappresentanza e di tutela della CISL Scuola, anche nella sottoscrizione del secondo biennio 2008-2009.”
In cosa consista il compromesso, sulla cui onestà non ci esprimiamo, è difficile comprendere visto che il contratto è la pura e semplice accettazione delle cifre proposte, meglio sarebbe dire imposte, dal governo ma non insistiamo sull'ovvio.
La CISL, comunque riconosce che siamo di fronte ad “Un contratto che è stato fortemente condizionato dalla esiguità delle risorse disponibili consegnateci da due leggi finanziarie approvate da due diverse maggioranze parlamentari, e da un contesto di pesante crisi economica.”
I toni pacati della CISL diventano più vivaci quando afferma “ possiamo consentire a soggetti non firmatari di considerare "offensiva" per i lavoratori la sottoscrizione di un contratto i cui esiti debbono essere ragionevolmente collocati e valutati nel contesto delle condizioni date. Piuttosto riteniamo "offensivo" per l'intelligenza dei lavoratori prospettare obiettivi e richieste economiche che il comune buon senso fa ritenere impraticabili.”  ben vero che la CISL si riferisce alla CGIL con la quale è in vivace polemica ma è interessante il richiamo al buon senso.
Il trionfo della CISL e dei suoi tre sodali consisterebbe nel fatto che “L'esito del confronto ha privilegiato l'obiettivo di assegnare l'intera disponibilità delle risorse alla retribuzione fondamentale, con evidenti vantaggi anche sull'aspetto previdenziale.”.
In altri termini, si accetta una miseria, si prende atto del fatto che sarebbe sommamente impopolare limitare gli aumenti ai “meritevoli” e si presenta il tutto come una vittoria. Non male.
Infine, la CISL afferma “Di fatto, questo accordo è da considerarsi, come risulta evidente anche nella "dichiarazione congiunta", come "contratto-ponte" valido solo per il 2009, in vista della riforma della contrattazione prevista per il 2010.“
Su questo ponte sull'abisso torneremo.
Più suggestiva è l'introduzione della UIL che afferma “Gli insegnanti in Italia hanno le retribuzioni più basse d’Europa e i parlamentari europei eletti in Italia hanno il livello di stipendio più alto. C’è qualcosa che non torna.”.  Magari ciò che non torna è proprio la pratica contrattuale dei sindacato che, da decenni, firmano contratti a perdere.
Anche la UIL si scopre sindacato architetto e afferma: “Si tratta di un contratto ponte che destina tutte le risorse previste per il 2009 agli aumenti tabellari,  risorse,  che finiscono tutte sull’aumento di stipendio. E questo è un fatto positivo.
Per la Uil Scuola questo deve essere l’ultimo contratto che si firma sulla base dell’inflazione programmata e il 2009 dovrà segnare l’avvio definitivo del nuovo modello contrattuale triennale.
“Su questo punto il Governo deve decidere celermente, non può fare orecchie da mercante, perché occorre veder riconosciuta la specificità del lavoro fatto nelle scuole e affrontare l’emergenza retribuzioni.
La via maestra è la riduzione delle tasse sul lavoro e la riduzione, oltre che degli sprechi, dei tanti, troppi privilegi ancora esistenti.”
Per un verso anche la UIL vanta il fatto che gli aumenti vanno in paga base, né potrebbe vantare altro, ma riprende il famoso ritornello “Domani è un altro giorno, si vedrà!1” e si pone di fronte al governo con virile determinazione. Se oggi il governo non concede nulla la UIL garantisce, e la UIL è un sindacato d'onore, che non potrà fare orecchie da mercante e, incredibile a sentirsi, dovrà ridurre le tasse sulle retribuzioni e tagliare gli sprechi. Se non ci fosse da ridere, ci sarebbe da piangere.
Lo SNALS ribadisce sostanzialmente quanto affermato dai suoi sodali:
“ la situazione economica attuale è sotto gli occhi di tutti, al di là delle strumentalizzazioni di cui si avvalgono, seppur in modo diverso, diverse forze politiche e alcuni sindacati;
di fatto il contratto si riduceva ad essere un “contratto ponte” di un anno: il 2009;
per gli anni a partire dal 2010 è prevista, infatti, una revisione delle regole contrattuali che dovrebbe superare i limiti del patto del ’93 la cui applicazione non è certamente più sostenibile perché, come denunciato da tempo dal nostro sindacato, non garantisce la copertura del potere d’acquisto di salari e pensioni; si è dovuto sostenere un lungo braccio di ferro su alcuni aspetti che erano legati alla “direttiva” che il Governo aveva inviato all’ARAN e che, come ben sapete dai notiziari precedenti, ipotizzava:
- l’ uso di una percentuale di tali risorse per la contrattazione decentrata;
- l’utilizzo dell’attuale consistenza del fondo d’istituto per “politiche per la produttività ed incentivazione del merito individuale e collettivo”.
Lo stile è, in effetti, intermedio fra quello pacato della CISL e quello vispo della UIL e si ribadisce che il “contratto ponte” dovrebbe condurci ad una “revisione delle regola contrattuali”. Si afferma, infatti che:
“Una volta ottenuto che la distribuzione delle risorse economiche disponibili andasse integralmente al tabellare, e nella fondata convinzione che non vi fossero margini per ottenere risorse aggiuntive in questo periodo, si è andati verso la sottoscrizione dell’accordo, ratificando di fatto lo stesso come un “contratto ponte di un anno”, sottoscritto oltre che dallo SNALS-CONFSAL anche da CISL, UIL e GILDA.”
Naturalmente anche lo SNALS promette, nel 2010, un contratto ben diverso e visto che c'è promette anche:“Resta comunque fermo l’impegno dello SNALS-CONFSAL a perseguire sia la revisione del decreto “Brunetta” relativo alla riduzione della retribuzione accessoria per malattia sia l’estensione alla scuola dei benefici fiscali sulla retribuzione accessoria.” Che dire? Evviva!

La Gilda, che pure si è distinta negli anni per parole forti e vivaci, si scopre altrettanto ragionevole e se la cava affermando:
“Le somme stanziate dal Governo per il rinnovo del contratto biennale erano e restano del tutto insufficienti a preservare il potere di acquisto delle retribuzioni. Fatta questa premessa, bisogna rilevare che nel corso della contrattazione sono stati compiuti i massimi sforzi da parte di tutti per il migliore utilizzo delle risorse disponibili.  Gli interi importi, 70 euro medi lordi, sono stati assegnati agli stipendi tabellari, non un centesimo in più al fondo d’Istituto. Le indicazioni del Governo per destinare una parte delle risorse al “merito” non sono state accolte.”
Naturalmente anche la Gilda pone l'accento sulle rosee prospettive che si apriranno a partire dal 2010.

E la CGIL? Leggiamo ammirati.
“La CGIL non ha sottoscritto l'intesa per le seguenti ragioni:
gli aumenti proposti sono inadeguati rispetto al vertiginoso aumento sia del costo della vita che dei carichi di lavoro del personale per effetto dei tagli dei posti. Questi aumenti sono davvero irrisori se si considera che al netto delle tasse, che il Governo non ha intenzione di ridurre, si traducono in circa 49 euro mensili per le qualifiche medio/alte per ridursi a 20 euro circa nel caso delle qualifiche più basse.
Nessuno sforzo è stato fatto per rendere più stabili migliaia di contratti di lavoro precario.
Nessun impegno per ridurre la pressione fiscale sullo stipendio dei lavoratori dipendenti.
Con i risparmi, che il comparto scuola non ha (partono dal 2010), si vuole premiare il merito di pochi. Questo infatti è l'elemento strategico presente in tutta la manovra dei tagli della scorsa estate. In conclusione, nell'intesa non c'è nessuna ipotesi di valorizzazione e di riconoscimento sociale di un lavoro pubblico dal quale i cittadini si aspettano prestazioni sempre di maggiore qualità.

La FLC Cgil non firma il contratto beffa. Le risorse messe a disposizione sono una miseria e offendono la dignità dei lavoratori della scuola. Ora, per quel che ci riguarda, la parola passa ai lavoratori con il referendum.
Le risorse e le retribuzioni.
Un aumento del 6% nel biennio per tutelare il reale potere d'acquisto dei salari. Al contrario, l'incremento raggiunto e solo del 3,2%.
Il trasferimento nello stipendio tabellare della retribuzione professionale docente, del compenso individuale accessorio del personale Ata e dell’indennità del Dsga.
Risorse specifiche e adeguate per lo sviluppo professionale e la carriera dei docenti (avvio del percorso di attuazione dell'art. 24 del Ccnl 29 novembre 2007).
L’individuazione di criteri per la mobilità professionale del personale Ata in attuazione della sequenza contrattuale e il proseguimento nella valorizzazione delle professionalità di Dsga, assistenti tecnici, amministrativi e collaboratori scolastici alla luce dell’aumento dei carichi di lavoro.
La creazione di sistema di benefit (es. card per spese di formazione, acquisto pc, ingresso musei).
Il rafforzamento del ruolo della contrattazione di secondo livello, che oggi conta su una disponibilità media pro capite di circa 1.250 euro lordi l’anno. Queste risorse andavano triplicate per dare più valore e soggettività alle diverse professionalità, permettere una effettiva valorizzazione di docenti, Dsga, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, ampliare l’autonomia scolastica e il protagonismo dei lavoratori. E dedicare una parte delle risorse al riconoscimento delle specificità professionali.
L’equiparazione progressiva del trattamento economico e giuridico del personale a tempo determinato a quello a tempo indeterminato (art. 90 Ccnl).”

Molte delle affermazioni della CGIL sono, questo va da sé, condivisibili. Ci limitiamo, però, a due considerazioni:
è solo questo contratto ad “offendere la dignità dei lavoratori”? O, è una sommessa considerazione, si tratta della replica di una pratica contrattuale che ha visto per decenni la CGIL accettare contratti dello steso genere?
la CGIL insiste su “ sviluppo professionale e la carriera dei docenti“ e su “ valorizzazione delle professionalità di Dsga, Assistenti Tecnici, Amministrativi e Collaboratori Scolastici”. Sembra che costoro non abbiano la minima consapevolezza dei danni fatti da questa linea di politica sindacale, linea che ha portato a “premiare il merito - ammesso vi sia – di pochi” a scapito della grande maggioranza dei lavoratori della scuola.

ALLE RSU /AGLI ISCRITTI


Venerdì 30 gennaio ore 17.00
ATTIVO PROVINCIALE
presso la sede di viale Lombardia 20

O.d.g.     Misure del governo sulla scuola e iniziative
              Contratto
              Assemblea Nazionale Cub Scuola
              Designazione Coordinamento provinciale
Sarà presente il Coordinatore Nazionale Cosimo Scarinzi

 

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