Chip di controllo ai lavoratori dell'Editoriale Secondamano di Milano - Il nuovo badge contiene un chip Rfid tecnologia che potenzialemtne consente di rilevare la tua presenza e i tuoi movimenti in ogni dove e non solo l’entrata o l’uscita!

Ai lavoratori e lavoratrici Editoriale Secondamano di Milano
Il nuovo badge contiene un chip Rfid e cioè una tecnologia che potenzialemtne consente di rilevare la tua presenza e i tuoi movimenti in ogni dove e non solo l’entrata o l’uscita.  Ciò è in violazione dello statuto dei lavoratori. Perciò abbiamo chiesto un incontro e comunque ne abbiamo chiesto la immediata sospensione.
Da pochi giorni è in atto un tentativo di far funzionare e utilizzare appieno il nuovo badge. Le organizzazioni sindacali CUB Informazione e la Slc Cgil e le RSU di Milano nell’incontro con il responsabile del Personale A. Bucci avevano chiesto informazioni e un incontro prima di rendere operativo il sistema (l’incontro si doveva tenere entro il 20 maggio e non c’è ancora stato). Le spiegazioni semplicistiche e rassicuranti sono state: “il sistema era già presente, è del proprietario, nell’edificio non c’è solo Secondamano, rileva solo le presenze e chiaramente alcune aree saranno ad accessi limitati”.
E certo il problema non è quello delle aree ad accesso limitato (CED e Direzione). Così come non è quello che il sistema non è ancora messo a punto e ogni tanto fa cilecca e va in tilt.

Il problema che abbiamo di fronte è grave: infatti potenzialmente non solo vengono limitati i passaggi da un area all’altra  ma si può controllare la presenza con la tecnologia Rfid (onde radio con antenne diffuse nei locali possono rilevare la presenza e i movimenti). Infatti oltre al lettore presenze (che già c’era e ci può stare) ci sono diversi passaggi da aprire con badge (non utili ai fini del lavoro ma solo ai fini del controllo degli spostamenti) e ci sono punti di rilevazione (che si dice servono a fine giornata per chi resta e si deve registrare ma è probabile che lo stesso punto di registrazione contenga un antenna per registare e controllare chi è presente in ogni istante). Perciò con questo sistema perennemente in funzione viene registrato il movimento di chiunque volesse bersi un caffè al piano diverso dal suo e chi del 1° e 2° piano voglia il gelato che sta al piano terra e di quelli/ che vanno a fumare nell’unico punto previsto). D’altronde la dimostrazione che ciò di cui parliamo non è una invenzione è che la direzione sollecita che a fine giornata la ultima uscita dal reparto avvenga passando il badge e non con l’apertura del maniglione a mano cosicché si dimostra che a loro non basta la timbratura.
Dovremo discutere in assemblea di questi argomenti perché è evidente che si rischia di confondere la sicurezza con i controlli illegali e ciò non può essere tollerato.
Va comunque fatto rilevare che l’applicazione unilaterale di questi sistemi è vietata dalle leggi. Perciò abbiamo chiesto un incontro e la sospensione immediata del sistema di rilevazione (resta salva la rilevazione della presenza).
Ci sono già state altre esperienze di denuncie per attività antisindacali e di pronunce del garante della privacy in Italia e in Europa. Il tema è di scottante attualità e perciò chiediamo a tutte/i di segnalare eventuali disfunzioni e problemi che avete rilevato.
Nel caso di Mediaset che aveva installato un sistema simile dopo la denuncia legale si è giunti ad una verifica del software e dell’ hardware presente che è stato modificato e poi comunque a maggior tutela del singolo lavoratore è stato concordato e distribuito un porta badge “piombato” cosicché non viene rilevata la presenza del badge (facciamo notare che ciò avviene comunque in sedi dove non c’è nessuna area riservata e quindi molti lavoratori e lavoratrici lasciano semplicemente il badge al proprio posto di lavoro e girano senza).
Con gli uffici legali dei sindacati stiamo facendo una verifica per le azioni conseguenti.
Le RSU hanno a disposizione documentazione utile che potete consultare per maggiori informazioni.
Dallo statuto dei lavoratori

Art. 4. (Impianti audiovisivi)
È vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.
Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la Possibilità à di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti.
Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondano alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, l'Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, dettando all'occorrenza le prescrizioni per l'adeguamento e le modalità di uso degli impianti suddetti.
Contro i provvedimenti dell'Ispettorato del lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
Art. 8. (Divieto di indagini sulle opinioni)
È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore.

Fac simile lettera
Spett.le Editoriale Secondamano

La scrivente RSU Editoriale Secondamano sede di Milano e le rispettive organizzazioni sindacali CUB Informazione e Slc Cgil chiedono la immediata sospensione dell’utilizzo del sistema di rilevazione entrata e uscita nei locali delle sede di Milano in quanto si ravvisano gli estremi per la violazione dell’art. 4 e 8 legge 300 (statuto dei lavoratori).
Con la presente si chiede un incontro urgente al fine di verificare soluzioni alternative applicabili che non siano in contrasto con le leggi e contratti vigenti e coinvolgeremo i lavoratori per eventuali iniziative e comunque ci riserviamo di adire le vie legali per la tutela degli interessi individuali e collettivi.

Lì, 6 giugno 2006
A cura della RSU Editoriale Secondamano di Milano e le organizzazioni sindacali CUB Informazione e Slc Cgil

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