Il GIUDICE del LAVORO HA ORDINATO a BANCA INTESA di “CORREGGERE e INTEGRARE

la circolare 1/2006 del 3 gennaio”  (firmata da Francesco Micheli  -Direz. Centrale R.U. e Org.) 
 “per rimediare alle incongruenze contenute nella parte 4 di essa, depotenziando e annullando l’invito ai valutatori a rimaner prigionieri delle previsioni e stime statistiche” (ORDINANZA per ricorso ex art. 700 cpc, causa n. 1077 R.G.L. 2006)

(Di conseguenza viene a cessare per i valutatori l’obbligo del raggiungimento dell’obiettivo definito eufemisticamente nella circolare come “distribuzione attesa”)

 

 

Iniziamo questo comunicato riferendo il percorso  che ha portato un gruppo di  lavoratrici e lavoratori,   in servizio presso le filiali di Torino di Banca Intesa,  a fare questo ricorso d’urgenza.

Diciamo subito  (ribadendo quanto da noi affermato in un precedente volantino del 25 gennaio scorso)  che rispetto a questa scelta del management di escludere arbitrariamente almeno un quarto dei lavoratori dal sistema incentivante,  cercando di imporre ad ogni valutatore le percentuali di collaboratori da inserire nei vari livelli,  non avremmo mai pensato che fosse possibile per il padrone di mettere addirittura nero su bianco su una circolare ufficiale delle decisioni palesemente illegali.
 A questo punto c’era l’urgenza di trovare una risposta che tenesse conto dello sconcerto e della rabbia di tanti colleghi di fronte a questa prepotenza  (e non si limitasse alla solita lettera alla Direzione prevista dall’art. 57 CCNL),  e ci siamo rivolti al nostro legale di fiducia. 
Il legale ci ha precisato che le OO.SS. firmatarie del contratto avrebbero avuto la Possibilità à di adire le vie legali tramite l’art. 28 dello Statuto dei lavoratori per “attività antisindacale”    (percorso che, da quanto ci risulta,  nessuna di queste OO.SS. si è sognata di intraprendere…).
Il SALLCA/CUB  (non firmatario del contratto) poteva invece  organizzare un gruppo di lavoratori locali  per la  predisposizione di un fondatissimo  RICORSO d’URGENZA al GIUDICE del LAVORO.  
Infatti, la disposizione della circolare era chiaramente in contrasto con i principi degli artt. 1175 cc (Comportamente secondo correttezza) e 1375 cc (Esecuzione di buona fede) che devono regolare l’esecuzione di ogni contratto ed in particolare  (specie a protezione del contraente debole)  del contratto di lavoro.
 Abbiamo informato con un volantino i lavoratori dell’area cittadina circa l’opportunità di questo coinvolgimento del Giudice del lavoro  e nel giro di un paio di giorni 16 colleghe/i si sono recati allo studio del nostro legale per firmare la delega per questo ricorso.
L’avvocato, ritenuta più che sufficiente la consistenza del gruppo dei ricorrenti,
 non ha più atteso altre deleghe e ha subito inoltrato il ricorso.
 Il 22 febbraio c’è stata l’udienza a Palazzo di Giustizia, di fronte al giudice Vincenzo Ciocchetti,  e in quell’occasione il legale di Banca Intesa ha sostenuto  -fra l’altro-  che la “distribuzione attesa” per i livelli di valutazione era stata perfettamente illustrata alle OO.SS. concertanti fin dall’incontro tenuto il 23 gennaio 2004 !!!

Il 28 febbraio il giudice Ciocchetti ha emesso l’ORDINANZA
con cui ha accolto pienamente la richiesta dei lavoratori ricorrenti,
anche grazie alle robuste argomentazioni del nostro legale.
Ne riportiamo testualmente le conclusioni:
 Siamo disponibili a spedire a tutti i richiedenti  (OO.SS. concertanti comprese)  copia del testo integrale dell’ordinanza in discorso.
Ci sembra doveroso, in questa circostanza, rivolgere pubblicamente
 un sentito ringraziamento al gruppo di lavoratrici e lavoratori
che hanno consentito a tutti i dipendenti di Banca Intesa
di veder riconosciuto da un giudice il loro diritto a non subire
 questo ennesimo schiaffo ai loro diritti e alla loro dignità.

 Ci auguriamo che i valutatori che si sono arresi al ricatto di Passera/Micheli & C.  si rendano conto che hanno il diritto/dovere, quando saranno interpellati dai loro superiori in relazione alle lettere di contestazione inviate alle varie Direz. R.U dai lavoratori mal valutati,   di rivedere le loro valutazioni “facendo unicamente riferimento alle situazioni concrete e alle prestazioni eseguite”.

Questa ordinanza, che impone a Banca Intesa di correggere e integrare la circolare
 sul sistema valutativo, dà sicuramente migliori Possibilità à a tutti i colleghi che ritengono
 di essere stati mal giudicati  (qualunque sia il livello in cui sono stati inseriti), di ottenere giustizia inviando alla Direz. R.U una lettera che faccia riferimento alla decisione del giudice.
Alleghiamo a questo comunicato un fac simile di lettera da inviare alla Direz. R.U.:
 sarebbe utile che chi si avvale di questa Possibilità à si mettesse in contatto con noi.
(l’Ordinanza del giudice dovrebbe eliminare il termine di 15 gg per l’inoltro,   cfr. art. 57 CCNL)

   Torino, 6 marzo 2006

  Fraterni saluti.
  Sas CUB-SALLCA  di  Banca Intesa,  Torino
                  la segreteria

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                                           Torino,_ _ _ _ _ _ _ _ _ _

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BANCA INTESA
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A
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10095    GRUGLIASCO  /TO

Oggetto:    contestazione della valutazione ricevuta


 Io sottoscritta/o _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _,  matricola n° _ _ _ _ _ _ _,

in servizio presso la filiale n° _ _ _ _ _,  alla luce dell’ordinanza emessa dal giudice

Vincenzo  Ciocchetti  (Tribunale ordinario di Torino  -  Sezione lavoro)  in data 28

febbraio  2006,  chiedo una rivalutazione delle mie prestazioni lavorative 2005

piu’ oggettiva e priva dei vincoli distributivi di cui alla circolare 1/06 del 03/01/06.

Resto in attesa di riscontro e porgo distinti saluti.

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